Non si calpesta la dignità

Curvi a cercare
tra pietre ammucchiate
un filo d'erba
Le mani nodose e smagrite
la pelle bruciata dal sole
gli occhi rossi, velati da sabbia sottile
scavano tra i grumi di creta
briciole di pane dimenticate
da rapaci sempre a caccia

E vanno verso il deserto
sognando una ciotola d’acqua
rimasta tra le dune senza una ragione
Levano lo sguardo verso il cielo
per pregare gli inesistenti dèi
rei d’aver partorito
famelici parassiti privi
dei tratti dell'umanità.

Hanno prosciugato i mari
hanno desertificato i boschi
hanno rosicchiato la carne
d’innocenti immiseriti
Hanno innalzato le torri dell'arroganza
hanno calpestato l'onore e la dignità
hanno immolato i sacri amori
per la bramosa voracità.

Lingue di fuoco si leveranno
a purificare gli stagni
a liberare i diseredati, schiavi della povertà
a bruciare le anime inaridite
a sollevare la polvere della libertà