Non versuta mente m'aiutò
quel dì che,
senz'opera alcuna,
il tuo genio avvinsi
ed incauto accolsi
i prodi plausi salottieri
ch'agile menavi,
fra i denti la lingua
triviale,
ad alta voce
sulle genti d'idoli mai paghe
che infin di vanità,
la mente mia,
s'affogò,
ad ingrossar le file
degl'esecrati smargiassi
ch'allignano sul vento del proprio nome.
Non versuta mente
allorché ben credei
dei tuoi lustri fidar
che d'effimera trama
eran avvolti.
Mai avrei dovuto capitolar
al lussurioso appello
del bel corpo conservato
che per me solo promettevi
finché il patto
avessi onorato.
Mai, ma l'ho fatto e ancor pago
il mio misfatto.
22 febbraio 2008
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