Occhi pieni di altrove
A volte camminiamo storti nei giorni,
come se il tempo ci vestisse male,
un’ora fuori posto
e noi altrove.
Guardiamo le finestre degli altri
accese da lontano,
certi che lì dentro la vita
abbia smesso di tremare.
Intanto ci sfugge
l’ordine segreto delle nostre ore:
il calore di una tazza tra le mani,
una risata senza preavviso,
il silenzio che non faceva male.
Ci sembrava poco,
quasi niente.
Poi la vita cambia voce:
sposta i mobili,
chiude porte senza bussare,
si riprende i dettagli ignorati.
E torniamo indietro col pensiero
a quel tempo creduto incompleto
che era invece intero.
Capiamo d’essere stati dentro il buono
con gli occhi pieni di altrove.
Certe case le capisci davvero
solo quando non puoi più abitarle.