Assuefatta alla polvere
l’impronta tua sulla soglia dei
miei ripensamenti
serenamente assente
torna
dove la fine è nota
lasciando grumi di
rabbia sotto unghie e ciglia
‐ platonica lontananza ‐
sei vertigine e
del pensiero
divergi le zolle.
Se anche
dell’incerto camminare
potrei
ad ogni andirivieni
serbarne il ricordo
so che nella vita non
t’appartengo,
ma del seguirti non mi stanco.
29 aprile 2008
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