Fra le tue tenere braccia,
o Cefalù,
riverso il mio nudo pensare;
là ti sento
come una madre amorevole,
un rifugio sicuro
capace di accogliere
tutte le mie fragilità
senza la paura di essere giudicato,
dove l'essenza delle mie intime verità,
trova finalmente riposo
e comprensione.
A te affido
i nodi che non so sciogliere,
i silenzi che pesano sul cuore,
perché tu sappia cullarli, pazienteMente,
fino a farli diventare canto.
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.