Quando la voce si spegne
Non temiamo la notte
né il nostro corpo che cede,
abbiamo imparato
a convivere con l’imprevisto.
Temiamo il giorno
che verrà dopo di noi.
Chi conoscerà
il linguaggio segreto dei suoi silenzi,
il tempo esatto dei suoi gesti,
la carezza che calma
senza spiegazioni?
Chi saprà leggere
la felicità dove il mondo vede limite,
difendere la sua lentezza
da chi corre troppo,
proteggerne la fiducia
da chi non sa aspettare?
Abbiamo imparato a essere forti
senza far rumore,
a sorridere mentre costruiamo reti invisibili,
a chiedere al futuro
di imparare a essere umano.
Non chiediamo miracoli,
solo continuità.
Qualcuno che resti
quando la nostra voce si spegnerà,
qualcuno che dica:
ti conosco
anche senza averci mai incontrati.
Perché l’amore che cresce così
non muore con chi lo ha generato:
chiede soltanto
di essere custodito.