Quella Sera
Quella sera tu mi guardasti,
E tutto il mondo
Si tramutò
In una formula ormai compresa.
Io che con le mie parole
Ho sempre rischiato
Di volar nel vento
Insieme a loro
In pasto a chi parlava francese
Ed io scrivevo in volgar
Italiano.
Tu mi stringesti le mani
E mi dicesti che alle volte le parole non servono,
Non bastano,
Che vorrei potermi trovare per sempre,
Incastonato,
Dorato amuleto,
In quella notte in cui ci conoscemmo.
Io a te dedico
Questi soprani versi,
Questa sofferenza che da tempo mi anima il cor,
Sulle spire del tempo che passa e non allenta la presa,
Sulle mie gote violacee,
Segnate dall’eterna incertezza,
Tra l’essere e l’avere,
Io ti ho incontrato sulla sponda di un fiume,
Laddove il tempo non arriverà mai,
Laddove la mia esistenza,
Con la sua tempestosa acqua,
Non toccherà mai i sacri argini,
Poiché paralleli sono i nostri sentieri
E in colore si tramuteranno
Alla fine dei tempi.
Sei il sorriso alla fine della guerra,
La strada al di là del giorno,
Il dolce respiro della notte
Che lascia il posto
Ad un altro grigio giorno.
Ma lei
Lei,
Era limpida,
Come un’acqua mai toccata,
Dalle impronte grigiastre del tempo.
Io a te dedico la vita,
Mi spoglio,
E che si faccia la tua volontà.