Rosario di Tempesta

Fra mare e cielo
ho nascosto il nome del dolore
dentro conchiglie che sanguinano sale.

Io ti amo
come la pioggia ama le ferite della pietra,
io ti amo
come il fuoco ama il silenzio del legno,
io ti amo
con la voce cieca delle radici
che cercano Dio nel ventre della terra.

Mi cresce il cuore
tra le dita e le ombre,
mi cresce il cuore
come un animale ferito
che continua a mordere la notte.

Tu sei
la luna cucita agli occhi dei naufraghi,
sei il vino nero delle stelle,
la febbre lenta delle maree,
la chiave sepolta nel petto dell’inverno.

E io resto,
io resto
come restano i fari accesi
quando il mare divora le barche.

Ho appeso il mio respiro
ai rami del tuo silenzio,
ho bevuto spine
per imparare la dolcezza della tua bocca.

Fra mare e cielo
mi lego al polso il cuore
come un rosario di tempesta,
come un ultimo miracolo
strappato alla cenere del mondo.