Saran quarantotto i rintocchi
Ci siam guardati quella volta,
e da allora non abbiamo più smesso.
Ora non siam più fuoco
che divampa e consuma,
ma una luce ferma,
che abita le stanze del tempo.
Ci siamo trovati tra le follie più anguste,
noi, due anime
che parlano la stessa lingua
delle grida e del silenzio.
Il tempo passa,
ruga i volti e stanca i passi,
ma il nostro amore
è un segreto che inverni non vive.
Ci riconosciamo ogni mattina,
come fosse la prima la prima volta,
e mentre il mondo fuori corre,
noi restiamo due certezze
intrecciate a doppio nodo,
più forti dell'eternità.
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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.