Perché non sparisci per un po',
tu, come quel fumo lì.
Perché non cadi giù,
come quella lacrima sincera,
sul tuo volto morto.
E poi ti rullerei
e ti brucerei
e ti fumerei
e ti getterei
E prenderei il tuo core nero
intrappolato nel petrolio
E persino del tuo amore
ti priverei
E aprirei i tuoi polmoni grigi
del catrame prigionieri
E anche l'ebbrezza di libertà
ti toglierei
Forse già l'ho fatto
Ma intanto tu
Scappa.
30 maggio 2010
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Ma quando era in Sua compagnia, tutto spariva: i suoi sensi di colpa, la sua malattia, le sue inutili fissazioni scomparivano magicamente... la fame nel mondo, la guerra, nulla era più importante in quei rari, spendidi istanti. Non c'era bisogno di pensare, di aver problemi, di smettere di sorrirere, tutto perdeva un senso, quando c'era Lui. E lo avvertiva. Lo capiva dalla luce che vedeva nelle fredde ed uggiose giornate in Gennaio. Lo capiva dal sorriso che portava sulle labbra quando lo pensava. Lo sapeva e basta.