Senza catene
Nacqui nell’ombra
di un nome già scritto,
dentro ore di nulla,
destini malati
e sogni perduti.
Eran fredde prigioni
di colpe non mie,
scelleratezze volute
di un padre e di fango,
ma ho disertato
quelle antiche vie
scorrendo negli occhi
un ultimo pianto.
Così ho lasciato
l’inferno e gli affetti,
volgendo le spalle
al buio del nido,
con l'orgoglio del cuore
stretto nel petto
nell'immenso silenzio
fattosi grido.
Ora mi si guarda
con odio e stupore,
perché ho rubato
la luce al domani
e ho preso il destino
a piene mie mani.
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.