[Senza titolo]
Hai costruito la tua felicità
sopra le macerie di qualcun altro,
senza ascoltare il rumore
di ciò che stavi distruggendo.
Io l’avevo già sentito,
quel brivido sottile,
quella verità che arriva prima delle parole
e si posa sul cuore
come una condanna.
Ma il tradimento di sangue
ha un peso diverso.
Non è soltanto una ferita:
è una lama che conosce il punto esatto
in cui colpire,
perché viene da chi credevi
non avrebbe mai potuto ferirti.
E il cuore si spezza,
non una volta soltanto,
ma mille.
In mille frammenti silenziosi
che nessuna mano
saprà più ricomporre.
Avevi chiamato tutto questo una sfida,
come se il dolore fosse un gioco,
come se bastasse vincere
per non dover pagare il prezzo.
Ma certe sfide
lasciano dietro di sé cenere.
E adesso non c’è più salvezza,
non perché non esista il perdono,
ma perché alcune cose,
una volta distrutte,
non tornano più come prima.
Puoi raccogliere i frammenti,
puoi stringerli tra le mani,
puoi persino imparare
a non sanguinare più.
Ma resteranno sempre lì,
a ricordarti
che il colpo più profondo
non arriva da un nemico.
Arriva da chi
aveva il tuo stesso sangue
e conosceva il tuo cuore.