Sulle tue labbra giaccio,
Silente corvo assopito
Dal nero dolce candore.
Marchi del tuo rossetto
Giacciono sul mio corpo,
Salomoniche clavicole.
Sei tu la chiave o la porta?
Son io la via o la mappa?
Ai margini del nero,
Ai confini dell'apice.
Siamo sacerdoti bianchi
Il tuo amplesso è il rito.