Sulla battigia

Il mare consuma il suo azzurro
fino a smarrirlo nel cielo,
e nessun confine resiste
dove la luce si fa respiro.
Sulla rena, figure remote,
inermi come pietre dimenticate,
si dispongono senza disegno,
ignare d'ogni misura.
Qualcuno indugia alla battigia,
dove l'onda lambisce il passo
e l'attesa ha il peso lieve
di ciò che non osa compiersi.
Il sole cade sulle cose
con la sua limpida indifferenza;
nulla salva, nulla condanna:
illumina soltanto.
Così trascorrono i giorni,
uno nell'altro,
come acqua che cancella
l'impronta lasciata sulla sabbia.
E le speranze, i sogni,
senza clamore s'inabissano,
consegnati a un orizzonte
che non promette approdi.
Resta il tempo,
muto custode d'ogni dissolvenza,
che passa con il volto del mare:
sempre uguale,
sempre diverso,
e mai disposto a restituire
ciò che l'onda ha preso.