Non pensavo potesse fiorire
questo libro strano,
nodo di fili intrecciati
nel respiro di un tempo vano.
È un’invenzione, è vero,
ma solleva pensieri sommersi:
malumori che sanno mutare
se impariamo a restare desti.
Cogliere al volo l’istante,
l’essenziale che aiuta il cammino,
perché se altro non resta
un sogno è l’unico destino.
E allora scrivere, finalmente,
sentire la lama che brilla:
punta lucente nel buio,
mentre il vento, fuori, oscilla.