Vocabolario per Stanze Abbandonate
Ti parlerò
come parlano le stanze vuote
quando la notte dimentica i passi.
Con il mio silenzio
ti tolgo il rumore del mondo,
con il mio silenzio
spengo il tuo nome sulle finestre,
con il mio silenzio
diventi polvere seduta sul bordo del tempo.
Non urlo.
Non servo vendette ai bicchieri rotti.
Ti lascio soltanto
l’eco di una porta che non ritorna.
Perché certe assenze
sono più feroci dei coltelli,
e certe distanze
hanno denti invisibili.
Io taccio
e nel tacere divento mare d’inverno,
una chiesa senza candele,
un giardino dove perfino le rose
hanno imparato a non aspettarti più.
E tu resti lì,
piccolo come una moneta caduta nel buio,
a chiedere attenzione
a un cielo che ormai
ha smesso di pronunciare il tuo volto.