Vorrei dirti "forse non capiresti mai"
Vorrei dirti
"forse non capiresti mai"
per delicatezza
ma io so che la mia vita capire davver non puoi
È un ginepraio ridente il mio momento
un ballo sciamanico di forze e fragilità
Un cuneo di vibrazioni di tamburo
in spazi d’un violino tormentato
Un respiro in membra tremolanti
di fisarmonica struggente
Un canto amaro
di viole profumate e calpestate
Un pianto
di corbezzoli appassiti
Non puoi capire
i miei giorni appesi al vento
e i nembi torturati da un sol nascente
Non puoi
non puoi capire i lapilli incandescenti
che friggon la mia pelle
Non puoi sentire
l'humus impregnare le mie vene
Non puoi vedere licheni e muschi e brattee
di piante finte morte
e nemmeno stremate ragnatele
di ragni pasti d'una lucertola
Non puoi vedere
i miei giorni stesi ad asciugare
al sole della misericordia
al vento del giudizio
al sale del mio pianto asciutto
Non puoi
Nessuno può
esser verme e serpe e farfalla
che ha cambiato la sua pelle
se non è boia e condonatore di se stesso
come io fui.