XXI secolo

Vivere,
nel coraggio di restare nudi,
mentre il mondo s’arma e si corazza;
camminare sopra i propri solchi tracciati,
scavati senza la paura di chi ti condanna.
E non è debolezza,
solo il limite di un confine,
quell'orlo teso
dove il fiato si fa stretto;
è la forza sottile delle spine
che portano la rosa sopra il petto.
Paziente è la cura che ci tiene insieme,
un ricamo di crepe acceso di luci:
chi non teme d’essere fragile seme,
nel cuore del proprio gelo,
infine, fiorisce.
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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.