Alla Velocità della Luce (O quasi)

Questa cosa chiamata #prassi — innata o ereditaria che sia — è una sorta di pratica grezza e non filtrata che — che ci piaccia o no — può anche funzionare bene o in modo soddisfacente in molti casi, ma non sempre prescinde da una teoria preliminare da mettere in pratica, viste le sfide tecnologiche all'avanguardia di quest'epoca in cui la robotica avanza a passi da gigante, immersa nel sogno di realizzare un giorno l'impresa di trasportarsi nel futuro alla velocità della luce (o quasi), e da lì mandare un saluto al passato, che verrà lasciato, letteralmente, indietro;

Non sono né un Jules Verne né tantomeno uno Steve Spielberg, e non ho qualsiasi intenzione di essere qualcuno di loro, ma intuisco che tutto ciò — in virtù di questa metamorfosi tecno‐scientifica che abbiamo davanti agli occhi e che ci ronza nelle orecchie — ha tutte le possibilità di accadere nel modo in cui l'ho immaginato, forse per una strana premonizione o chissà per una mera intuizione;

È impossibile prevedere con esattezza quando accadrà, ma senz'altro dovrà essere un qualcosa così sorprendente che potrebbe convincere anche i più increduli. Chi sarà ancora in vita lo vedrà sicuramente, e chissà, forse anche chi non ci sarà più;

Quel che è certo, però, è che se tra ieri e oggi sono emersi più misteri di quanti la nostra vana #futurologia avesse immaginato, potrebbero essercene ancora di più tra oggi e domani.