Crocifisso

Quella scena pareva che già l’avesse vista, in precedenza. Nel sogno della scorsa notte sognò tutto quello che sta accadendo ora. In croce! In croce! Urla la gente guardando costui, sferzato dalle tante calunnie; porta sulla sua spalla sinistra la croce legnosa e pesante della colpa, le sue cosce sono appoggiate sulla terra che ha sempre amato… a che serve dire che non è stato lui, il dolore cessa di farlo parlare, la croce cessa di rinforzarlo. Tanti i suoi perché con gli occhi rivolti a colui che lo frusta e con una lacrima salata e cocente che bagna una delle tante pietre. Fa pena, tanta pena. Lo mantengono, le frustate lo fanno urlare forte, la gente inveisce, qualcuno tace, qualcun altro piange… non riesce nemmeno a impugnare le mani, sembra che la forza in lui, attimo dopo attimo, stia per affievolirsi.
‐ Perdonatemi! Perdonatemi se la mia voce vi assilla… vi assilla, sì… perché non riuscite a comprendermi! O Mio Dio, perdonami se non riesco a farmi comprendere! Perdonami!
Le parole resistevano alle frustate, le lacrime si confondono con le gocce sudate della sconfitta,  e quella croce che continua a indebolirlo. Contempla con gli occhi seppelliti la tante gente, quelle facce che già aveva visto, aiutato e camminato insieme tante volte, che ora sta lì ad ammazzarlo con i loro sguardi da nemici e con la loro voce violenta e fastidiosa. Un’ennesima frustata, il suo perchè è un sussurro ascoltato da se stesso. Scivola, si rialza, arriva sul monte, sì, sul monte del Cranio, del confine vitale.
I chiodi del male facevano schizzare tanto sangue, il martello assassino faceva penetrare il chiodo nella carne d’una mano che ha sempre porso agli altri e condivisa, con quelle mani ha spezzato il pane per darlo agli altri. I rami spinosi dell’invidia, sulla sua fronte pungevano sempre di più. Quel signore se n’è lavato le mani, Non sono responsabile disse, dopo aver fatto urlare a tutta la gente chi era colui che doveva andare in croce. Sopra di lui c’era un cartello che stava a identificare quel suo ruolo che a tanti non è piaciuto. Ai suoi piedi c’è colei che lo tenne nella stalla col bue e l’asinello, ai suoi piedi c’è Giovanni, che fa cadere con pesantezza le sue lacrime sulle pietre che bruciavano alla luce del Sole.
‐ Padre, perdonali perché non sanno quello che hanno fatto
Si sente al confine di una vita, la mamma ne raccoglie tra le mani una lacrima dolente, poi la stringe nella sua mano, la risente, chiude gli occhi e fa:
‐ Carne della mia carne… sangue del mio sangue…
Anch’egli chiuse gli occhi. Crocifisso.