Cuore di luce

Il modulo per la richiesta di mutuo era molto complicato: decine di documenti, codici fiscali e codici genetici, dna, rna… bic, swift, certificati anagrafici, analcolici, garanzie, moduli indecifrabili, bilanci e controbilanci, firme, timbri, bolli, bollini, tessere magnetiche, tessere di un mosaico incomponibile e impossibile…

Il sogno di una casa calda e sicura, al riparo dal freddo e dai pericoli, in cui poter vivere posandosi serenamente sui muri di pietra, sulla corteccia del soffitto, in cui poter brillare, lampeggiare, volare in libertà… era un sogno non realizzabile, troppo complesso, respinto dalle circostanze della vita e dal rischio proibitivo di finire divorato da un qualunque predatore del bosco…

Restava spento e silenzioso, mimetizzato sotto il guscio di una ghianda… una casa piccola, stretta e oscura in cui non c’era spazio, non c’era vita… ma uscirne significava essere visto e sbranato… poteva solo nascondersi, soprattutto quando la notte rendeva il suo cuore luminoso, pulsante, visibile a tutti anche da lontano… nascosto e imprigionato… legato al proprio bisogno di vivere solamente dalla speranza di un sogno che potesse illuminare ogni cosa e trasportarlo in un mondo magico ricco di colori e armonia…

Nel silenzio le foglie scricchiolavano, erano i passi minacciosi di un felino, un predatore in cerca di cibo…

lui era l’alimento per i pipistrelli della notte che ne catturavano le vibrazioni, per chiunque potesse vederlo… Poteva solamente nascondersi meglio, di più, soffocarsi, coprire il proprio cuore, la luce… pericolosa… che non poteva spegnere né controllare…

Bloccato e imprigionato aveva solamente da scegliere… se spegnere la propria luce spegnendo se stesso… o uscire, vivere, pulsare, brillare, volando di foglia in foglia, fiore in fiore, ramo in ramo… barattando la propria libertà con la propria incolumità…

Scelse di battere le ali e scoprire i rumori, i sapori, i colori del bosco… ogni battito del cuore la sua luce richiamava famelici e selvatici istinti ma il piacere di posarsi su una betulla, scivolare sul muschio, respirare il profumo delle resine, dondolarsi su una foglia caduta dal cielo, vedere le fronde cullate dal vento e le pietre brillare sotto i raggi della luna… Lui era luce che volava… verso la fine del bosco, la vetta degli alberi, verso radure fiorite, verso l’alto… il cielo…

Giunse alla fine, la fine del bosco, la fine della terra, del mondo, la cima…

era l’ultima soglia, la vetta di una montagna tra le montagne, al centro del sistema, confine e limite… poteva solo posarsi, per l’ultima volta, tra il sole e la luna, al freddo, senza un rifugio, senza protezioni, senza casa… immobile al centro dell’universo… posato tra l’erba umida, fredda…

Nel freddo e nel silenzio i raggi si incrociavano, gli astri si guardavano… opposti e paralleli, il vento rompeva il silenzio portando un battito d’ali…
La lucciola restò immobile ma il suo cuore brillava, luminoso e letale…

Voleva spegnerlo, nascondersi ma non poteva … NON VOLEVA spegnerlo…

Non voleva nascondersi…

Il battito d’ali era vicino, sentiva lo spostamento d’aria, si avvicinava…

Il sole baciava la luna che baciava il sole…

Intorno al suo cuore di luce la cornice del bosco portava con sé il profumo della casa abbandonata, del guscio di ghianda rimasto tra le foglie, accanto ad alberi sradicati, arbusti, bacche velenose, insetti voraci…

“Ho scelto di vivere, liberare la mia luce, ascoltare il mio cuore

Ora puoi scendere su di me… volando… puoi prendermi…

Ora puoi venire

Sono tuo…

Ma ho scelto di vivere

Ho scelto…

La vita…

Scendi….

Avvolgimi…

Prendimi…

Guidata dalla mia luce

Che non intendo spegnere…

Ti sento, so che sei vicino, mi hai visto…”
Aggrappato al mio filo d’erba umido e freddo il mio cuore batte forte, la luce si fa più intensa, visibile…

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Il sole si fondeva con la luna che si fondeva con il sole… (*)

La farfalla dalle grandi ali color del tramonto si posò sulla lucciola avvolgendone la luce in un abbraccio morbido e delicato, proteggendola dal mondo, caricandola d’amore…

Il cuore di luce pulsava… brillava di gioia, di vita meravigliosa, donava il battito intermittente all’incantevole anima che ne custodiva i preziosi raggi accarezzandone lo spirito libero… capace di sognare…

Avvolto nel suo sogno, la lucciola baciò le ali della farfalla… erano quanto di più morbido e delicato avesse mai visto, sognato, immaginato… si strinse a lei, la strinse a sé, con calore, amore, poesia, magia… ne cercò le labbra per fondersi in lei, per fonderla in sé…

liberando energie infinite che dal piccolo stelo del prato si propagavano al cielo e alla terra, accendevano le stelle, le luci della notte… il sole era sceso oltre le montagne, la luna brillava rotonda e splendente…

fili d’argento dal cielo…

profumo boreale…

polvere di meteore…

stelle cadenti…

desideri…

luce…

Dicono che sia la storia d’amore più grande

Più bella

Più dolce

… che sia mai esistita…

(*storico)