Lorena Bonaparte
Lorena è una donna matura e indipendente. Ma anche caotica e passionale. Cinquant'anni, alta e un po' sovrappeso. Non rinuncia a mettersi il fondotinta sul grande viso ovale, prima di uscire di casa. Adora le parrucche, di ogni tipo e colore. Nello sguardo fisso e deciso sono incastonati occhi color del cielo e al centro del volto si solleva un naso enorme. È un attenta ascoltatrice dalla voce suadente e dal buon cuore. Un corpo abbondante e formoso.
Il suo carattere è forte e sensibile, ma è anche permalosa. Soprattutto è instabile nel modo di vivere e di vedere le cose. Tanto da apparire sciocca, a volte. Se si trova in allegra compagnia, adora scherzare e fare festa. Quando ha soldi in tasca, li spende immediatamente comprando parrucche, magliette e trucchi che già possiede. Le piace vivere da sola, perchè è polemica e critica con chi non le è simpatico. Pur ascoltandoti, tende a volere avere sempre ragione lei.Lorena aveva sempre sognato di andare in Brasile e quell'anno decise di comprare il biglietto per partecipare al Carnevale più grande del mondo. Al Carnevale di Rio de Janeiro e di San Paolo si sarebbe divertita al ritmo di samba. Avrebbe potuto esibirsi come voleva, con qualsiasi parrucca e vestito stravagante. Avrebbe approfittato anche per vedere la celebre statua del Cristo Redentor, posta sulla cima del Corcovado e poi si sarebbe gustata il mare, la birra e il Carnevale, dando sfogo alla sua indole passionale col gruppo dei Carioca.
Nei periodi di Carnevale le strade di San Paolo sono poco trafficate, ma con tanta vitalità. Lorena si era cambiata più volte parrucca e travestimento, prima un vestito rosso acceso con pizzi e fiori colorati, poi un altro attillato fitto di ricami colore arancio. Così conciata non poteva non essere notata. Aveva portato con sé anche delle scarpe da ginnastica comode per poter ballare, un paio erano blu elettrico, un altro verde smeraldo. Nel week end fece il giro di tutte le edicole in taxi, per comprare una guida e conoscere
meglio la città di San Paolo. Gironzolò per vari quartieri fino ad arrivare al quartiere Bras dove trovò bancarelle di fortuna che vendevano ogni genere di abbigliamento. A Lorena piaceva sentire il clima caldo sulla pelle e si sbizzarrì a comprare abiti taroccati.
Qualche giorno prima aveva fatto conoscenza con alcune ragazze del posto, che l'avrebbero ospitata senza problemi di tempo e di denaro. Si era stufata dell'hotel dove alloggiava e quindi accettò volentieri l'invito. Le aveva conosciute durante la sfilata dei carri. Lorena aveva un vestito rosso acceso con pizzi e fiori colorati. Si erano così divertite quel giorno che Lorena era certa che non l'avrebbero mai dimenticata e mai le avrebbero negato aiuto. Lorena sa essere allegra, vivace e loquace, soprattuttoquando ha intorno persone di carattere semplice e vivace come lei, persone incapaci di creare conflitti.
Al mattino presto le sue amiche la vennero a prendere con la macchina. Eccitatissima di tutto ciò che le stava succedendo, uscì dall'hotel con la testa colore azzurro acceso e il sorriso sulle labbra. Era serena. La sua vita, prima un po' apatica, ora stava prendendo una strada diversa: decise di rimanere per sempre in un posto solare come il Brasile.
Lorena raccontò alle sue amiche quella divertente avventura che le era capitata durante il Carnevale, quando dei ragazzini le avevano preso di nascosto una delle sue parrucche dal borsone da viaggio. I ragazzini si rincorrevano e si lanciavano la parrucca. Lei si era messi a inseguirli, voleva recuperarla ma non ci era riuscita. La città quel giorno era in festa e i ragazzini la guardavano sorridenti. Lorena si era fermata, e con il poco fiato rimasto aveva urlato ‐ State benissimo con lamia parrucca, ve la regalo sciocchini! Si intona anche al vostro bellissimo carro, wow!
All'hotel dove Lorena aveva alloggiato per breve tempo, un uomo simpatico e affascinante l'aveva notata. Non poteva non essere notata con quel suo modo di fare bizzarro, divertente e trasformista. Lui la cercò invano per un lungo periodo perchè non sapeva che Lorena aveva cambiato domicilio. Un giornomentre camminava sulla spiaggia vide proprio lei, che si divertiva con le sue amiche. L'uomo decise di avvicinarsi per fare la sua conoscenza. Con eleganza le disse ‐ Mi scusi, sa che Lei è proprio una bella donna e ha anche dei bellissimi capelli?
Lorena lo guardò ‐ Grazie caro, ma i capelli, non sono miei. E si tolse la parrucca, ridendo.
L'uomo si sentì un po' turbato e a disagio ma rimase in silenzio. Non sapeva che Lorena avesse la passione per le parrucche.
Una delle sue amiche per rompere il silenzio le disse ‐ Perché non inviti il tuo amico una sera a cena da noi?
Lorena pensò "Perché dovrei invitare un uomo che non conosco e fargli pure la cena?"
L'uomo si presentò, si chiamava Damian, di origini spagnole. Lorena presentò le sue quattro amiche: Dalila, Flora, Joana e Yedda, la più giovane. Cucinarono la feijoada, piatto a base di riso e fagioli neri. Lorena non volle aggiungere la carne, come da ricetta. Portò anche in tavola ananas, papaya, mango, cocco, avocado e arance.
Lorena disse a Damian ‐ Siediti, tranquillo!
Damian era simpatico e cordiale e a modo suo divertente. Lorena gli offrì una bevanda tipica del posto la caipirinha: zucchero, limone e grappa derivata dalla canna da zucchero.
All'improvviso le amiche di Lorena si alzarono dal tavolo per lasciarla da sola con Damian. L'azione fu deludente, perché Lorena disse apertamente a tutti i presenti che non cercava nessun tipo di coinvolgimento amoroso. Damian ci rimase un po' male, ma accettò e rispettò quello che lei aveva detto.
Dalila e Flora decisero di mettere musica per rallegrare la serata e Yedda e Joana invitarono altre persone alla festa e intrattennero gli amici raccontando allegre storie.
Damian pensò dentro di sé: "A volte un amicizia, se è tale, rimarrà per sempre. Mentre un amore può sbocciare, ma se finisce, poi non rinasce più".