Tullio e Fisco

Te lo assicuro, Tullio.
Una cosa incredibile, Tullio.
Stanotte andando al bagno ho visto un fantasma.
Un vero, autentico e credibile fantasma, Tullio.
«In lenzuolo ed alluci pallidi e dalle caviglie lunghe che spuntano in basso, Fisco?».
Macché, Tullio.
Questo era una piramide.
Base centodieci per centodieci, altezza tipo due metri e testa a punta, Tullio.
«Allora ti credo, Fisco.
Sai la storia del lenzuolo agitato l'avrei trovata stantia assai, però invece la piramide bislunga intriga parecchio.
E di che colore era, Fisco?».
Una specie di color acqua non trasparente per via è costretta a riflettere qualcosa di tanto chiaro, Tullio.
«E per spostarsi, Fisco.
Per spostarsi che faceva?».
Scusa, Tullio, ma tu se vedi un fantasma scappi o tiri fuori la lente?
«Hai ragione, Fisco, tuttavia ammettilo sarebbe tanta roba scoprire a che razza, fra le creature, corrisponde un così singolare fantasma».
Non credo ai gorilla, Tullio, pure se l'altezza potrebbe indurlo, e nemmeno agli struzzi o ad un pino a.
Aspetta, Tullio, ci sono.
Era il fantasma della grande quercia abbattuta l'altro giorno dagli operai nel parco.
«Ci sta tutto, Fisco.
Una volta visto in macerie la sua casa s'è guardato intorno e non poteva chiedere aiuto che qui».
D'altronde le querce, Tullio, non possiedono esagerata mobilità ed è dunque possibile supporre ai loro fantasmi succeda uguale.
«Tienilo buono questo discorso, Fisco.
Per la prossima volta che lo incontri: intendo.
Probabile non voglia spaventarti.
Per conto mio al contrario cerca lui sicurezze».
E come posso io rassicurare il fantasma d'una quercia, Tullio?
«Tu per caso, Fisco, sei convinto i fantasmi vadano in giro così a cavolo ed incontrino di conseguenza casualmente?».
No, Tullio, direi di no.
Però lo stesso non credo possa avere qualcosa da me direttamente.
Casca malissimo.
Non so fare niente e non ho niente.
«Allora è un problema serio, Fisco.
C'è da credere che particolarmente di niente abbia bisogno una quercia da un uomo».
Dici che una quercia da parte d'un uomo non ha mai, mai, mai avuto, né mai, mai, mai, avrà bisogno di niente, Tullio?
«Neanche se vivesse tre volte, Fisco».
Aspetta.
Dico di uomo, Tullio.
Sei proprio sicuro qualcuno, della terra, possa non avere mai bisogno di uomo, Tullio?
«Almeno per quanto riguarda coloro non ancora diventati fantasmi sì, Fisco.
Tranquillamente».
Ed oseresti azzardare lui è venuto da me in quanto esponevo codesta sicurezza, Tullio?
Inconsapevolmente nonché evidentemente, Tullio?
Che gioia!
Tullio.
Che gioia.