su "Il ventre di Napoli"
Questo splendido libro dell'autrice napoletana, famosa giornalista fondatrice col marito de "Il Mattino" di Napoli é un romanzo reportage, di stampo verista.
Ambientato in una Napoli di fine ottocento, devastata da ogni forma di epidemia fra cui il colera del 1884, narra con oculatezza le vicende di una città sull'orlo del collasso sanitario. Leggendolo, si avverte tutto l'odore nauseabondo di una città che, pur baciata dal sole e costruita in un golfo meraviglioso, giace nel buio dei suoi bassi dove il popolo vive ammassato in condizioni igieniche assai precarie. Da qui l'idea di sventrare la città partenopea, mutandone l'aspetto urbanistico e creandone una nuova, abbellita da case e vie più aperte, dove la brezza marina poteva infiltrarsi per debellare quell'aria mefitica che la caratterizzava.
Vent'anni dopo la Serao ne fa un resoconto giornalistico non del tutto lusinghiero, anzi! Non molto è mutato. Accanto ai nuovi palazzi vive sempre una moltitudine di persone ai limiti della dignità umana. Una folla brulicante di esseri umani costretti ad inventarsi quotidianamente, giocatori di lotto ed usurai, prostitute e ladri negli angoli più bui e miseri. Bambini laceri e denutriti, un popolo di analfabeti senza speranza ma con quella scaltrezza e fierezza tipica del popolo napoletano. La stessa Serao ne esalta la bontà, i colori e la musicalità di un popolo che, nonostante tutto e tutti, è riuscito a sopravvivere a tutte le intemperie lasciando un'orma indelebile nella cultura mondiale.
Questi sono i napoletani e questa è Napoli, città unica al mondo.
Il ventre di Napoli
BUR Rizzoli
175 pagine
9788817054850