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in archivio dal 14 ott 2008

Red koldowski

17 aprile 1968, Genova - Italia
Mi descrivo così: Non importa dove e quanto sono nato, dove vivo, cosa sogno…
Io nasco, vivo e muoio scivolando sopra ogni mio verso, appeso alle 
costole d’un sogno, in equilibrio fra le pagine aperte dell’universo.
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  • 18 settembre 2011 alle ore 16:41
    Ottobre

    Il sole resta
    Appeso ancora un po’
    Sulle fronde più alte
    Degli alberi.
    Liscia le curve cime,
    Indore le ultime foglie.
    L’autunno:
    Con il suo carico
    Di venti freschi
    E di nuvole uguali
    Bussa alle porte.
    E Ottobre,
    Come un fuoco
    Spento di pioggia,
    Anticipa già
    Alla pelle
    I suoi odori.

     
  • 28 dicembre 2010
    Da Cerosillo

    Su binari morti:
    Cataste d’auto.
    L’acre odore chimico
    Sale dalle traverse di legno,
    Ci accompagna nel gioco
    D’un inseguimento
    Su una 128 sport rossa,
    Senza ruote, senza sedili,
    Fra le lamiere suda
    La pelle,
    Vola la fantasia
    “a destra, a destra!
    Gira a sinistra
    Fai la curva
    Sono lììììì
    Frena; frenaaaa!...

     

    Quanto fiato nei “ motori”
    È tanto da sprecare, da buttare.
    Allora via… dopo l’urlo
    Severo dello
    Zio…
    “fuori di lì; se vi prendo!...”
    Allora
    L’inseguimento continua,
    Ma all’inverso.
    “via, viaaaa!” 
    Balzano i piedi, fra rottami
    E copertoni;
    Volano le gambe
    Su rotaie arrugginite.

     
  • 07 settembre 2010
    La forma dei sogni

    Impreciso lo spazio.

    Tutto intorno
    Illumina
    La mano che traccia
    Geometrie perfette
    Sullo spazio definito della tela.

    Tormento negli occhi.
    Scivola il tempo;
    Fra setole e delirio
    Si nasconde.
    Braccato, scovato!
    Muore.
    Eterno sogno
    Intrappolato nei colori.

     
  • 07 luglio 2010
    Risveglio

    Come un filo secco
    Nell’ombra,
    Corona di spine;
    Nuda…
    Spogliata
    Di freddo.
    Vinto l’inverno,
    Di primavera
    A rosa
    Fiorisce…

     
  • 07 giugno 2010
    Boom!!!

    Casca un fulmine sulla strada,
    Brilla bruciata la pioggia
    Fra i giunchi biondi piegati dal vento
    Che come un pazzo;
    Scioltosi d’improvviso i polsi;
    Straccia urlando al sordo vuoto,
    Vestiti e pelle!
    Un bagliore:
    In una scintilla esplode l’aria.
    Boom!!!
    Svelto corre il tuono
    Per morire abbracciato alla sua eco.
    Gonfio di bile il cielo;
    Pare un mostro pronto a lasciarsi
    Cadere giù,
    A divorare la terra.

     
  • 07 giugno 2010
    Evaporare

    Seguire con
    Le mie mani
    Le curve nude
    Dei tuoi
    Fianchi
    Ed evaporare
    (Chiuse con un bacio)
    Le mie labbra
    Sulle tue.

     
  • 10 maggio 2010
    Notizie dalla Liguria

    Come si rincorrono
    voci e sospiri
    nel viottolo che
    dalle mia collina
    si butta giù al mare.
    Sembrano,
    in un rotolar veloce,
    liberi, slegati dai
    corpi ancor bianchi
    dei passanti che,
    a pie' veloce,
    scendono
    (spalle cariche di neve)
    a scrollar via l'inverno
    sulla sabbia tiepida
    del golfo.

     
  • 27 ottobre 2009
    Barikada

    Braccato dalla calura del sole
    Corre il giorno sulla barikada,
    Oltre il calvo spiral
    Cavalca le adriatiche onde,
    Scurisce sulle italiche coste.
    L’arsura cede il passo al fresco della sera.
    Libera il tomor la leggera brezza
    In una cieca corsa verso valle,
    Scende sui tetti di catrame
    Fino a perdersi negli stretti anfratti
    Dei portoni.
    Seduti al tavolino del bar
    Due vecchi discutono il passato,
    Il Fumo di una sigaretta avvelena l’aria,
    Un sorso di raki lava la bocca,
    Le tessere del domino
    Battono  il tempo.
    Riemerge la memoria
    Sulle stanche rughe.
    Cascano al suolo ricordi,
    Ridono gli occhi sull’incerto futuro.
    Mamme; prosperosi seni gonfi di latte,
    Portano a spasso figli e passeggini,
    Su traballanti banchine.
    Sulle giovani spalle cariche di vita
    Grava la coscienza dei popoli.
    Nelle lacrime e nel pianto della sera.
    Cercano gli occhi dei loro sposi.
    Negli spazi polverosi si rincorrono
    Ragazzi,
    Labbra seccate dall’arsura,
    Piedi scalzi, mani sporche.
    I più grandi seguono, con lo sguardo, il cammino del sole.
    Sognano un
    Un tuffo altre le colline
    Dove il giorno muore.
    Sulle alture, fra i sassi, abbaiano i randagi.
    Pronti a divenire i padroni della notte.

     
  • 23 ottobre 2009
    Il sapore amaro del miele

    Massacri figli
    Stupri donne
    Divori terra e mare…

     

    Bruci il bosco
    Dove il lupo ha la sua casa.
    Perché ulula alla luna
    La propria libertà.

     

    Pisci nel fiume
    Dei pesci zitti:
    Dove muore, d’ogni
    Vivente, la sete.

     

    Strozzi l’urlo
    Della rondine,
    Che libra nell’aria
    L’ala, già spezzata
    Dal tempo,
    Al fresco vento
    Che spira da Est.

     

    Abbatti la montagna
    Sulla quale si posa;
    Dove alle porte dell’inverno
    L’orso si riposa.

     

    Brindi alla sconfitta,
    Compiaciuto di te stesso,
    Fra bave e lingue
    Mute che adulano
    I tuoi piedi.

     

    Nel tuo bel giardino
    Di croci, lapidi e
    Marmi bianchi,
    Danzano scalze
    Le tue dame.
    A piedi nudi sul liquame
    Ridono alla morte…

     

    Appagato dal mio odio
    Bevi il sangue di mio
    Padre
    Mescolato al tuo
    Fiele:
    Per ucciderne il sapore.

     

    Nelle tue stanze imbiancate,
    Sature di bile,
    Il miasma dei morti
    Consuma le pareti.

     

    Soffoca l’anima di
    Chi ha capito:
    Si fa aspro, amaro
    Il gusto del tuo miele.

     

    Veleno, veleno scorre nelle
    Vene di chi più
    Non t’appartiene!

     

    Scocca il dardo
    Dall’arco mio
    Assopito.

     

    Si fa luce nella notte.
    Sereno nella nebbia.
    Spezza la roccia.
    Penetra carne, ossa
    Risveglia la ferita.

     

    Sangue…
    Scorre sangue nella via…
    Scalfita la corazza!
    Penetra la scoria!
    … Rivela l’inganno….

     

    LIBERTA'

     
  • 23 settembre 2009
    Lacci ed Eroi

    Ricamo la mia vita
    Nel gorgo senza fine
    D’una risposta.


    Libero il perché
    Dagli stretti lacci
    D’una domanda.


    Verso un patetico nulla
    Erra il mio
    Essere soprannaturale.


    Su vaghi sentieri, pestati
    Da puttane e miseria
    Ho ucciso i miei Eroi.


    Inseguo scuse banali,
    Cerco rime ed alibi,
    Mi distraggo mi tormento.


    Se avrò sete?
    Berrò le lacrime
    Di mia Madre.


    Se avrò fame?
    Mangerò il cuore
    Di mio padre.

     
  • 23 settembre 2009
    Intriso

    Una maschera di mosche
    La faccia.
    Come luce il corpo putrido
    Consuma gli spazi.
    Fra le piaghe marcite
    Coagula il tempo.
    A mani vuote
    Sul legno ho
    Inciso i miei luoghi comuni,
    Ho letto poemi d’amore,
    Hai scritto parole di rabbia.
    Fuggo gli occhi
    Verso un tramonto
    Di nuove stagioni.
    Cavalco l’orizzonte
    D’antiche albe; mi commuovo.
    Genero un’altra notte
    Da violare, da fuggire!
    Turbina l’aria fra un
    Battito d’ali e il mio cuore;
    Il sogno rallenta:
    Ingoio la tempesta:
    Distratto…
    Fra ali di vento
    L’anima si chiude.
    Pregna di sudore
    Fredda cade
    Amara al suolo
    Una goccia.
    La terra germoglia
    Di nuovo respira.
    Un fiore colto,
    Al sonno d’inverno
    Reciso,
    Fra le dita sudate
    Confortato di calore
    Sboccia.

     
  • 23 settembre 2009
    Passi svelti

    Galleggia su pozze di lagrime il sorgere del sole.
    Ride il suolo, calcato e tradito da passi svelti.
    Arde negli occhi il pallore della luna.
    Lacerata l'anima:
    Scorre il sangue sul ciglio dei sogni,
    A margine di respiri corrono i pensieri...

     
  • 23 settembre 2009
    Pensieri nell'aria

    Sul ciglio della strada
    I miei passi seguono l'ombra sul marciapiede.
    Cerco mio padre, si è perso fra l'intenzione e l'egoismo.
    Nel groviglio dell'indifferenza mia madre grida troppo forte
    Il suo dolore per essere udita, la sua pettinatura passa inosservata sui fianchi della vita.

     
  • 23 settembre 2009
    Verso Biella

    Nero pece l'orizzonte,
    Si gonfia l'aria di un vuoto ruggito,
    Trema il suolo.
    Squarci! Brevi istanti di luce,
    Grida il vento.
    Esplode il cielo in miliardi
    Di scaglie di vetro.

     
  • 11 settembre 2009
    A Lenin

    Ho visto un uomo:
    Mordere il passato,
    Lottare con il presente,
    Ridere al futuro.
    Spezzare l’impenetrabile scoria;
    Spazzare secoli di nera storia.
    Cavalcare il cuore della gente;
    Che vive respirando
    Il fuoco e la miseria.
    Ho visto un uomo:
    Vestito di seta;
    Bruciare il suo mantello,
    Scaldare dall’inverno
    Cani e vagabondi,
    Nudo, camminare
    In mezzo ai nudi;
    Rivestire la campagna,
    Con la falce ed il fucile.
    Ho visto un uomo:
    Con la forza di un’idea;
    Muovere le masse,
    Come sabbia la marea.
    Guardare l’altopiano
    Uscire dalla nebbia;
    Tenendo per la mano,
    Donne e contadini.
    Ho visto un uomo:
    Ucciso e poi tradito;
    Rinascere e morire.
    Vincere la morte
    In un continuo divenire.

     
  • Una sopra l’altra,
    Le finestre
    Sono mille occhi
    Buttati sulla strada.
    Il cielo blu si
    Specchia fra cime dorate,
    Sparse ancora di neve e pietra.
    Me ne sto qui; sul letto
    Del fiume che scorre calmo
    In questa stagione secca.
    Gli alberi, nudi, scalano l’antica
    Rocca del castello, sembrano
    Arresi al tempo: morti.
    Vecchio Osum;
    Che passi incurante
    Fra le pieghe
    Dell’anima mia:
    Almeno, porta con te
    L’ombra che mi appartiene,
    Quella che il benevolo Febo
    Incolla sui tuoi flutti.
    Portala lontana;
    Cullala fra le correnti
    Macchiate d’argento.
    Anche io, d’altronde,
    Come te filo
    Verso un mare sconosciuto.
    Fra albe ignote
    Amari tramonti
    Scorre il mio viaggio.

     
  • Cielo.
    Mare.
    Vento.
    Per un attimo
    Tutto è immobile.
    Naufraga nella foschia
    Il respiro d’ognuno.
    Il tempo si consuma
    Stanco;
    Trascina fiacco
    Il cuore alla riva.


    Schiocca l’onda
    Sullo scafo,
    Stride logorata
    La lamiera.
    Suoni perduti
    Oltre il palmo del mio naso.
    Ecco; il sole fa breccia,
    La luce penetra
    Nell’acqua sospesa,
    Strappa la bruma salata,
    Il riverbero acceca per un istante.


    D’improvviso Durazzo…

     
  • 30 gennaio 2009
    Villa Imperiale

    Fuggire, fuggire
    Terribile pensiero,
    Affilata lama fende
    Il cervello,
    Uccide la carne,
    Spolpa le ossa.

     

    Adorna di fiori secchi
    L’anima scrolla
    Chiodi e catrame
    Nell’oscuro, ride la mia faccia.

     

    Un
    Sepolcro imbiancato
    La mia stanza
    Stinti muri di false parole
    Lacrime vere seccano il tempo
    Sommersa l’ombra
    Tace.

     

    Al chiarore
    Gelido il marmo
    Scivola sotto i piedi,
    Sulla strada rossa,
    Fra lecci, cedri, e cipressi,
    Sciolta l’anima vola.

     

    Ultima giocata
    L’albero d’oro.

     

    Lancio i dadi...

     
  • 17 novembre 2008
    Piove

    Piove;

    L’asfalto rispecchia

    La luce chiara persa nell’aria.

    Il cielo, cinereo, coeso,

    Pesta i poggi.

    Cadono sui tetti le gocce,

     L’acqua fila via nelle grondaie.

    Abbuia i muri dei palazzi,

    Gonfia l’umido intonaco.

    Fra vetri appannati,

    Magre facce spiano fuori

    Nella via,

    Il galleggiare sulle pozze

    Le ombre dei passanti.

     
  • 20 ottobre 2008
    Drappo rosso

    Adorna un antico balcone
    Un drappo rosso,
    Ricamato d’oro
    Di martello e falce.
    Anacronistico sul
    Muro scrostato di calce appare.
    Realtà o finzione?
    O finzione reale?
    Speranza!
    Non fuggire più
    Vecchia chimera.
    Non cambiare o muori.

     
  • 20 ottobre 2008
    Dal mare

    Strappa l'aurora il manto
    della notte.
    Effonde l'orizzonte, tenui
    fasci di luce.
    Arde la scia di mille
    schiumose rotte.
    Da soffi impetuosi, il
    maroso gonfiato.
    Di ritagli e profili sfuma
    la terra.
    Si arrende alla costa il
    mare scrollato.

     
  • 20 ottobre 2008
    Crearte

    L'anima, il corpo, il pensiero
    Si fondono in un vortice
    D'istinti e passioni.
    Come vapor acqueo
    Svanisce il razionale.
    Ciò che non è prende
    Forma, avvolge
    Ognuno l'oscurità.

     
  • 20 ottobre 2008
    Cieli stellati

    Soffia il tempo sulle mie ossa stanche
    Strappa seta e velluto
    Mani arrese dietro la Curva schiena
    Nascondono cieli stellati.

     
  • 20 ottobre 2008
    Castelli di sabbia

    Su roride spiagge di notti consunte
    Corre il sole appresso la luna
    Tra sabbia e nicchi giocano bimbi a far castelli.
    Sognandoli abitati da persone felici.

     
  • 20 ottobre 2008
    Carezze di sogni

    Di notte giochi nella mia mente
    Di giorno ti rifugi nel mio cuore.

     

    Come tua madre in un sogno precedente
    Come tua madre in un sogno che non muore.

     

    A Diego.