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Autore

Red koldowski

in archivio dal 14 ott 2008

17 aprile 1968, Genova - Italia

mi descrivo così:
Non importa dove e quanto sono nato, dove vivo, cosa sogno…
Io nasco, vivo e muoio scivolando sopra ogni mio verso, appeso alle 
costole d’un sogno, in equilibrio fra le pagine aperte dell’universo.

27 ottobre 2009

Barikada

Braccato dalla calura del sole
Corre il giorno sulla barikada,
Oltre il calvo spiral
Cavalca le adriatiche onde,
Scurisce sulle italiche coste.
L’arsura cede il passo al fresco della sera.
Libera il tomor la leggera brezza
In una cieca corsa verso valle,
Scende sui tetti di catrame
Fino a perdersi negli stretti anfratti
Dei portoni.
Seduti al tavolino del bar
Due vecchi discutono il passato,
Il Fumo di una sigaretta avvelena l’aria,
Un sorso di raki lava la bocca,
Le tessere del domino
Battono  il tempo.
Riemerge la memoria
Sulle stanche rughe.
Cascano al suolo ricordi,
Ridono gli occhi sull’incerto futuro.
Mamme; prosperosi seni gonfi di latte,
Portano a spasso figli e passeggini,
Su traballanti banchine.
Sulle giovani spalle cariche di vita
Grava la coscienza dei popoli.
Nelle lacrime e nel pianto della sera.
Cercano gli occhi dei loro sposi.
Negli spazi polverosi si rincorrono
Ragazzi,
Labbra seccate dall’arsura,
Piedi scalzi, mani sporche.
I più grandi seguono, con lo sguardo, il cammino del sole.
Sognano un
Un tuffo altre le colline
Dove il giorno muore.
Sulle alture, fra i sassi, abbaiano i randagi.
Pronti a divenire i padroni della notte.

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