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Autore

Red koldowski

in archivio dal 14 ott 2008

17 aprile 1968, Genova - Italia

mi descrivo così:
Non importa dove e quanto sono nato, dove vivo, cosa sogno…
Io nasco, vivo e muoio scivolando sopra ogni mio verso, appeso alle 
costole d’un sogno, in equilibrio fra le pagine aperte dell’universo.

26 agosto 2009

L’osum (sulla via di Berat)

Una sopra l’altra,
Le finestre
Sono mille occhi
Buttati sulla strada.
Il cielo blu si
Specchia fra cime dorate,
Sparse ancora di neve e pietra.
Me ne sto qui; sul letto
Del fiume che scorre calmo
In questa stagione secca.
Gli alberi, nudi, scalano l’antica
Rocca del castello, sembrano
Arresi al tempo: morti.
Vecchio Osum;
Che passi incurante
Fra le pieghe
Dell’anima mia:
Almeno, porta con te
L’ombra che mi appartiene,
Quella che il benevolo Febo
Incolla sui tuoi flutti.
Portala lontana;
Cullala fra le correnti
Macchiate d’argento.
Anche io, d’altronde,
Come te filo
Verso un mare sconosciuto.
Fra albe ignote
Amari tramonti
Scorre il mio viaggio.

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