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Autore

Sabina Mitrano

in archivio dal 17 set 2010

29 giugno 1978, Formia (LT)

segni particolari:
Redattrice di Aphorism dal 2011.

12 dicembre 2011 alle ore 11:52

Il Risorgimento nella letteratura

di Sabina Mitrano

editore: Lega navale italiana sezione di Gaeta

pagine: 61

prezzo: 10,00 €

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"Un'idea, un concetto, un'idea
finché resta un'idea è soltanto un'astrazione
se potessi mangiare un'idea
avrei fatto la mia rivoluzione".

Cantava così, fino a pochi anni fa Giorgio Gaber. Il libro di Sabina Mitrano, racchiude queste parole in un senso sacro e reale. "Il Risorgimento nella letteratura" sono idee mangiate e messe in pratica, sulla carta e nella storia. Forse, mai come nell'epoca risorgimentale, si è avuta una letteratura impegnata, vicina alla società e proiettata verso un'idea di rivoluzione. Francesco Domenico Guerrazzi era uno degli scrittori in cui si sentiva ardere maggiormente quel fuoco della rivoluzione, e nelle sue vene scorreva il sangue caldo di una liberazione voluta a tutti i costi, e la sua scrittura bruciava delle sue idee.
Tra scrittori e poeti, c'è stato chi più e chi meno, ha reagito a quest'impulso democratico, dando vita a dei veri best-seller della letteratura risorgimentale: le Poesie di Berchet, l'Ettore Fieramosca di d'Azeglio, Francesca da Rimini di Silvio Pellico. Opere che ancora oggi, profumano di quelle idee cardine cresciute nell'800: unità, indipendenza e libertà.
Obiettivi rivoluzionari, ideali politici, canoni letterari, artisti a servizio della liberazione. Il tutto è abilmente descritto con l'occhio asciutto di Sabina Mitrano, che da brava storica, non si fa prendere troppo dalle emozioni, fornendo un quadro politico-letterario chiaro e definito. Perché una volta, la letteratura era lo specchio della società. Oggi forse, siamo un po' lontani come distanze; ideali di quel genere si sono sbiaditi, sotto i lumi evanescenti dell'individualismo economico e politico. Ma basta dare un'attenta rilettura a questo saggio ben scritto, che è facile intuire come la rivoluzione sia sempre dietro l'angolo. Forse cambia il nemico, che non è più lo straniero, ma la nostra stessa classe politica. Quando l'esasperazione politica raggiunge limiti che non si possono accettare, lì potremmo riprendere quella consapevolezza di essere fratelli di un unico popolo che chiede libertà.
Sabina Mitrano, attraverso la sua opera, è come se volesse lanciare un appello: la storia politica del nostro paese è fatta di versi sublimi, di liriche e romanzi. La cultura dovrà essere sempre una priorità assoluta, per permettere a ogni individuo di conoscere la libertà e di lottare per essa.

recensione di Paolo Coiro

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