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Autore

Sara Scialdoni

in archivio dal 24 mar 2006

02 novembre 1978

segni particolari:
Non sono né un artista né un poeta. Ho trascorso i miei giorni scrivendo e dipingendo ma non sono in sintonia con i miei giorni e le mie notti. Sono una nube, e nella nube è la mia solitudine, la mia fame e la mia sete. K.Gibran

mi descrivo così:
Non sono niente, non sarò mai niente, non posso volere d'essere niente, a parte questo ho in me tutti i sogni del mondo. F. Pessoa

05 luglio 2006

Quanto tu sei per me

Lo Zahir è un pensiero che all'inizio ti sfiora appena

e finisce per essere la sola cosa a cui riesci a pensare.

Il mio Zahir ha un nome

e il suo nome è Gabriele.

 

Vorrei esserti edera sul cuore
da scaldarlo come fuoco
crepitante di camini
al rigido calar dell’inverno.

Talvolta invece terra e mare
seguendo svelta i tuoi passi
sin quando aurora splende
in sfumature dense di colore.

Se credi, ruberò l’arte
ad un poeta, un poeta vero
che ti sciolga a singhiozzi il pianto
su versi pregni di mal d’amore,

o calunnierò madonne e santi
per essere il solo nome invocato
ai vespri della sera e soccorrerti
come madre fa col figlio.

Ma piuttosto, vorrei esserti volubile luna
ad incantare increduli sguardi,
o fulgente raggio a guizzar lustro
nelle tue zone d’ombra
e ancora,

ancora non ti sarei quanto tu sei per me.

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