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Autore

Selene Pascasi

in archivio dal 18 giu 2014

L'Aquila

mi descrivo così:
Avvocato, giornalista (scrivo per Il Sole 24 Ore), scrittrice. E se da legale combatto nelle aule giudiziarie, da giornalista commento sentenze e leggi, e da scrittrice pubblico un libro sui Reati contro la persona, come poetessa, ho deciso di lottare con l'inchiostro, contro l'anestesia di pensiero

18 giugno 2014 alle ore 9:34

Con tre quarti di cuore

di Selene Pascasi

editore: Galassia Arte

pagine: 60

prezzo: 16,00 €

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Accade che la poesia prenda per mano e accompagni le nostre intime emozioni, fotografandole e scolpendo attimi d’amore o dolore, diventando memoria o futuro da vivere. Un getto di autentica e intima espressività; è questo quello che si denota nelle liriche della poetessa: costituito da tre quarti di cuore e un quarto di ragione personale.

“Scrivo poesie in antitesi ai tempi, fugaci e violenti, ma la penna e il cuore, complice il foglio, mi donano sogni e intense emozioni. Il vizio di scrivere è vita per me”.

E se tutti i vizi avessero questa forma, allora ogni gesto, pausa, brivido, non sarebbe vano, ma attenta analisi e ascolto, in una società troppo consumistica e antivalori.

La Pascasi, va controcorrente. Armata di cuore, trova le ali per ricercare nei “lembi di fragili realtà e cere ormai disciolte”, dense proiezioni di vitalità, senza imbavagliare la verità. Anzi, descrive le illusioni, i dissapori e trova negli interrogativi quotidiani, la forza nelle “lucide emozioni”. La poetessa denuda l’anima, mostrando “sabbie umide” o “preziose ore”, con rara trasparenza, e descrivendo sagacemente, anche i percorsi più travagliati.
Tasselli che si incastrano perfettamente e spontaneamente, generando sintonia, e alchemico coinvolgimento.

La semantica è stimolante e testimonianza di consapevolezza dell’universale potenza del linguaggio.
Lo stesso verbo: “parlare, agire, amare, volare …”,  è essenziale mezzo "per sapere cosa fare" nelle luci/ombre che circondano l’essere umano. I silenzi diventano raccolti messaggi, lasciati in dono al “vento che si posa su cuori appesi al mondo”.

Una silloge tessuta con grande maestria, e che sicuramente tatuerà, senza fare male, nel profondo.

recensione di Dulcinea Annamaria Pecoraro

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