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Racconti di Silvia Becherini

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  • 07 novembre 2011 alle ore 0:42
    Solo un attimo...

    Come comincia: Impietrita davanti ad una luce fredda, anonima, di uno schermo, mi fermo a pensare...pensare a cosa possa significare vivere realmente ogni singolo attimo della propria vita. Ogni secondo, ogni momento a nostra disposizione, senza permettere a nessun soffio di vento di spazzare via i nostri desideri celati, le opportunità offuscate dalla sempre più banale quotidianità.
    Un singolo attimo della nostra vita... può essere colmo di gioia, di sorrisi e abbracci. Una carezza sfiorata, un bacio rubato, un sorriso accennato, una dolce parola sussurrata timidamente. Allora ogni singolo attimo della nostra vita diventa prezioso, importante, significativo. Permette di continuare a sognare all’infinito, ogni volta di più, fino al gradino più alto.
    In ogni singolo attimo le nostre emozioni possono essere vissute intensamente, talvolta al punto tale da poter mettere in discussione la nostra stabilità interiore e polverizzare tutte le certezze.
    Le emozioni possono diventare manifeste, possono entrare prepotentemente nella realtà di un pubblico sconosciuto, il quale ci osserva immobile, lasciandosi trasportare. E per quello stesso pubblico non siamo altro che piccoli, microscopici granelli di sabbia immersi in un oceano di momenti, singoli attimi. Essere creature sconosciute non significa però non poter trasmettere emozioni. Spesso, proprio colui che non si conosce, diviene un volto conosciuto che tramite un sorriso, una buffa espressione, un gesto da campione o una parola carismatica, colma di emozioni i nostri stessi attimi, facendo crescere sensazioni e speranze.
    Ma talvolta, quando meno te lo aspetti lo stesso attimo di gioia può trasformarsi in un mostro, una creatura orribile, che facendosi spazio prepotentemente nelle nostre vite indifese, rimbombando amaramente, sottrae a noi la felicità in modo meschino e crudele. Come un tuono che riecheggia rumorosamente in una brillante serata estiva, la creatura fa divenire quell’attimo come quello che mai nessuno avrebbe voluto vivere durante il proprio percorso esistenziale.
    E quella domenica…quella maledetta domenica, tra la gioia dei tifosi, il sorriso di una giovane spensierata ragazza, l’orgoglio di un amico che talvolta rompe tanto quasi da sembrare un padre, e gli occhi colmi di soddisfazione di una meravigliosa donna ed una piccola principessa che lo aspettano trionfante tra le proprie braccia, arriva una attimo che cambia il destino di un guerriero coraggioso dai riccioli dorati. Lui che desiderava il gradino più alto, il sogno di una vita piena di sacrifici, si infrange tristemente dopo pochi minuti. In un attimo, un singolo attimo in cui il nostro 58 invece di conseguire la solita banale traiettoria delle abituali cadute domenicali, è tradito da un destino crudele. Un destino crudele, beffardo, che chissà per quale assurda ragione abbia scelto proprio lui.
    E così, quel viso conosciuto per una sorprendente grinta da giovane guerriero, diviene conosciuto soprattutto per colpa di quel beffardo attimo, unendo in un secondo il dolore di parenti, amici e semplici spettatori. Che come al cinema, seduti di fronte ad uno schermo, assistono inermi ad uno spettacolo tragico, uniti in un unico dolore talmente grande da apparire irreale: il crollo di un guerriero, la scomparsa di un piccolo campione, che munito di ali d’angelo ha fatto volare la sua Honda nel gradino più alto del cielo diventando così un mito per tutti gli impotenti spettatori.

  • 02 aprile 2010
    Amore ritrovato

    Come comincia: L’aria bollente di una sera di agosto avvolge l’atmosfera, mentre i piedi nudi affondano nella sabbia fredda.
    I nostri corpi caldi si muovono all’unisono sotto le stelle che risplendono sull’enorme distesa di acqua salata che riemerge dall’oscurità.
    E' da tanto tempo che non stiamo così vicini.
    I nostri caratteri si sono scontrati dopo molti anni insieme. I capricci hanno preso il sopravvento, così come le ripicche e forse anche un briciolo di cattiverie reciproche.
    Ma adesso siamo di nuovo insieme sotto un cielo perfetto per due innamorati.
    In lontananza pescatori, così buffi muniti di armatura, pronti per combattere e sfidare i piccoli animali da catturare.
    Ci sediamo sulla spiaggia, vicino alla riva. Si odono piccole onde infrangersi sulla battigia. Un’aria magica ci circonda.
    Ci sfioriamo per riscoprire il nostro profumo, proprio come fosse la prima volta.
    Il suo dolce odore mi ammalia, la sua bellezza mi cattura. Un sorriso nasce sulle mio volto. Le mie labbra si avvicinano lentamente alle sue. Ci facciamo rapire da un lungo e appassionante bacio, come due adolescenti che si uniscono per la prima volta. Svaniscono le discordie. Arde nuovamente la passione, come non essersi mai placata.
    Rimango immobile tra le sue braccia, ascoltando la dolce melodia del suo respiro e solo adesso capisco quanto sia così meraviglioso sentirsi amata.
    Incrocio il suo sguardo e scorgo una lacrima scendere dai suoi occhi traditi dall’emozione.
    Il mio cuore inizia a battere sempre più forte, fino a farmi percepire un brivido di gioia lungo la schiena. Continuo ad abbracciarlo.
    E sotto tutte queste stelle ho deciso di continuare a vivere il mio amore con questo splendido angelo dagli occhi color ghiaccio e dai lineamenti dolci.
    Avvicino la mia bocca al suo orecchio e dolcemente sussurro: “Non abbandonarmi mai più". Mi stringe ancora al suo corpo caldo e delicatamente bacia la mia fronte.
    Per mano ci incamminiamo nella nostra nuova avventura d’amore.

  • 11 gennaio 2010
    La realtà di un sogno.

    Come comincia: Il cucchiaino di finto argento si ostina a girare, spinto in maniera automatica dalle terminazioni nervose della mia mano.
    Il cappuccino, anzi no, per la precisione lo zucchero con il cappuccino, visto e considerato che ci ho affogato dentro ben tre bustine di quei dannati granellini scintillanti, ormai è diventato un caffè latte in quanto privo di schiuma. Non so perché mi ostino a sedermi ai tavoli dei bar della città e ordinare cappuccini su cappuccini visto che a me il caffè neanche piace. Per di più siamo a Londra e qui non sanno neanche che cosa sia un buon cappuccino.
    E questi sono i risultati che si verificano ogni volta: soldi buttati via e la tazza lasciata intatta!
    Non è difficile indovinare il pensiero che scorre dietro il sorriso della barista e, sicuramente, non sarà un pensiero di approvazione o stima.
    E come posso non essere d’accordo con lei? In fondo sono la bellezza di tre lunghi mesi che tutti i venerdì, senza perdermene neanche uno, entro in questo posto, mi siedo, ordino, passo ore a giocare con la finta argenteria fissando il vuoto oltre l’enorme porta a vetri dell’ingresso.
    Aspettando qualcosa che neanche la mia mente contorta riesce a decifrare. Forse dovrei andare a fare una visita accurata. Tutto questo potrebbe essere solo il frutto di un delirio complesso.
    Eppure no, non può essere un delirio, sono sicura che io quegli occhi di ghiaccio e quel sorriso di diamanti l’ho visto realmente varcare quella porta in una piovosa mattinata di un venerdì di febbraio. E anche il venerdì successivo e quello dopo ancora. E poi di colpo è sparito, svanito dietro alla monotonia della città, come rapito dall’immensità della massa.
    Ma io devo ritrovarlo a tutti i costi e capire se il mio sogno può trasformarsi in una dolce realtà o solo in un’enorme delusione.
    E lo aspetto qua, sotto il sorriso ironico della barista, fregandomene dei suoi pensieri e dei suoi negativi giudizi.
    All’improvviso la porta si spalanca.
    Con andatura elegante e decisa si avvicina verso di me. Io mi alzo come ipnotizzata dai suoi occhi e dalla fresca fragranza della sua pelle.
    Prende il mio viso tra le sue grandi mani e avvolge le mie labbra da un dolce e appassionante bacio, mentre il mio cuore si scioglie come lo zucchero nel cappuccino.
    Senza allontanare i nostri corpi usciamo da quel posto ormai diventato troppo familiare per me e ci disperdiamo nell’immensità della città, con la sicurezza che ormai non sarò più da sola a dover affrontare le ostilità della vita, ma adesso siamo diventati noi…
    Il rumore squillante della sveglia del mattino mi fa sobbalzare dal letto, tenendo ancora stretto il cuscino tra le mie braccia. Mi sembra di sentire il suo odore e il ghiaccio dei suoi occhi sopra di me. Ma in realtà siamo diventati noi soltanto nei miei sogni, perché nella realtà quel dolce principe non ha ancora bussato alla mia porta.