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Poesie di Tommaso Valente

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  • 12 agosto 2015 alle ore 14:49
    Sparecchi i pensieri

    Sparecchio i pensieri
    Ogni tanto
    Cercando
    Frammenti
    Non vale
    Sai, tra tutte le cose
    Approfittare
    Troppo del mestiere

  • 18 ottobre 2013 alle ore 17:08
    C'è una zingara...

    C’è una zingara
    A piazza del popolo
    Accanto a Canova
    Non chiedere di lei
    Lei chiederà di te

    C’è una zingara
    Che non invecchia mai
    Ha un sorriso seducente
    La zingara
    Gli occhi grandi di metallo
    E ogni volta che passo di la
    Si offre
    Per leggermi la mano

    ‘Ti porterò fortuna!’
    Mi grida dietro
    Come fossi un soldato

    Ma io non sono un soldato

    Le sorrido
    E vado oltre
    Con un gesto del braccio

    C’è una zingara
    A piazza del popolo
    Accanto a Canova
    Non cercare di lei
    Lei cercherà di te
    Se sei un soldato
    Mostrale la mano
    Ti porterà fortuna

  • 10 gennaio 2006
    Long ago

    Ci sono tante cose che mi chiedo
    ogni giorno
    a cui non so darmi risposta.
    tanti pianti tra "le ceneri di Gramsci"
    senza speranze
    senza giorni migliori.
    ci sono giorni in cui non credo
    non credo più si possa dire
    ciò che si crede
    perché ci risvegliamo
    ogni volta
    al mattino
    di più
    "stroppiati" nello stomaco.
    fuori l'odore della candeggina
    mi fa scoppiare il cuore
    prendo un caffé
    per ammazzare
    sapore
    notte
    o mai
    più...

    "long ago... long ago..."

  • 03 gennaio 2006
    Poesia

    Se un giorno dico cose senza senso

    È perché sento

    Che è giusto

    Che il calore

    Si debba

    Ingoiare

    Con il naso

    E l’odore

    Toccare col palato

    Una poesia

    Si scrive

    Con la penna

    E con la pelle

    E con la mano

    Non certo

    Con la testa

    E con le stelle

  • 03 gennaio 2006
    Oggi

    Nascerai?

    Dalle frattaglie?

    Di qualcosa?

    Che mi è rimasto?

    Dentro?

  • 03 gennaio 2006
    Estratto da "De la musique"

    Danziamo sul campo di battaglia finchè non

    fa notte sotto ai falò!

    C'è un respiro più grande del nostro a

    coprirci. Proviamo il gusto del nostro vivere

    sul serio,

    del nostro scrivere, pensare, amare. Niente è

    buttato, nulla si mette via…

  • 03 gennaio 2006
    Inferno

    Siamo tutti colpevoli

    Ma nessuno adrà all’inferno

    Per questa merda

    Bambina

    Non preoccuparti

    Siamo qui

    Ancorati da una luce

    Al proscenio

    Del profilmico

    Andante

    In un’opera di wagner

    E non moriremo mai

    Se tu mi baci

    Nessuno andrà all'inferno

    Se ci facciamo

    Un altro sorso

    Di saliva

    Tantomeno noi

    Che non abbiamo bisogno di permessi

    Da nessuno

    E non dobbiamo scusarci

    Con nessuno

    Se vogliamo ancora

    Un po’ di luce

    Fa tanto freddo

    E buio

    E non ho sonno

    Ancora

    Tu potresti dormire

    Tanto

    Non cambia

    Siamo sempre

    Tutti

    beatitudinatamente Colpevoli

    Ma lascia stare

    Nessuno andrà all’inferno

    Non ti preoccupare

  • 03 gennaio 2006
    Lei

    I.

    Lei

    Di tre anni

    Più giovane

    Di me

    Avrà un motivo

    In più

    Per Dire

    Fare

    Baciare

    Giocare alla notte

    Cercare le grotte del cieco

    le botti

    Nel treno

    che è andato

    A Firenze

    Passando per Boston

    Girando l’Alsazia

    E la Bosnia

    curvando tra l’India

    E Bagdad

    CAPOLINEA/boccea

    Formia/Itri/Fondi-Sperlonga/M.S.Biagio/Priverno-Fossanova/Sezze R./

    Latina(littoria)/Cisterna/Campoleone/Roma Termini

     

     

    II.

    Lei

    Più giovane di me

    3 anni

    Perde il tempo

    Sopra un sasso

    Conta il mondo

    Sceglie il passo per

    Trovare l’autoimmobile

    Sola

    Cruda

    Nuda

    Settimana

    Majorana

    Majonese

    Portoghese

    Portofino

    Serafino

    -‘Sera! Come va? Tutto bene! Mi fa piacere! Senti... devo scappare! Salutami tutti... Ciao...

  • 03 gennaio 2006
    Il genio

    Ribelle

    Sarebbe

    Chieder troppo

    Alle

    Sorelle

    Ma il genio

    Non fa solo

    La rivoluzione

    Schiatta

    Da solo

    Chiuso

    In un bidone

    Di spazzatura

    Fetida

    E melmosa

    Sigillato

    Con un candido

    Velo da sposa

    Crudele

    Provasti

    A ripoetare

    Qualcosa

    Scritta

    Già

    Fin troppo

    In uno sguardo

    E in un sorriso

  • 03 gennaio 2006
    Tender is the night

    Scapigliati

    assurdi

    incontrastati

    Riflettono

    Sul mondo

    Incastonati

    Impressioni

    Di espressioni

    Dilaniate

    Finalmente

    Squarto

    E cerco

    Di guardare

    Oltre

    Nel mio

    caro

    Vecchio

    Salutare

    Ripensare

    Il mio

    Poetare

    Si ricorda

    A volte

    E spesso

    Cede

    Ma posso

    Certo

    Dominare?

    Alienante

    Stato

    Di

    Coscienza

    Che teme

    Appartenenza

    Al mondo

    Statico

    Perverso

    In un progresso

    respingente

    la modernità

    Nel ciclo

    Indissoluto

    Di

    Giocare

    A perdere

    Col mondo

    Ma questa

    Insulsa

    Voglia

    Di ingiovanire

    Il corpo

    Che mi prende

    Non puoi

    Non dire

    Stile

    Sarebbe?

    Ora?

    Di?

    Rispolverare?

    Pulizia?

    Stagionale?

    Da quando?

    Non si fa?

    Che perso

    Abbiamo

    Vinto

    Niente

    Solo

    Un po’

    Di gente

    Si è saputa

    Dignitosamente

    Guadagnare

    l’inferno

    E allora?

    Sarebbe

    Meglio

    Andare a fare

    In culo

    A questo punto

    Non voglio

    Più...

    -che cosa?-

    Di perdermi

    M’importa

    La ragione

    E il senno

    Ricercare

    Senza lume

    Sulla luna

    Ma come

    Fare

    Oggi

    È il sole

    Quell’unico

    Valore

    oro-borghese

    anarchica

    è la notte

    Non tenera

    Se è vero

    Che allora

    Avrò da

    Dire

    Un sogno

    Intero

    Vero

    Spero

    Un giorno

    Di educare

    Un bimbo

    (filgio)-(forse)-?

    Nuovo

    Per davvero

    E non

    Sollievo

    Progressista

    A scuola

    di/da questa

    Civiltà

  • 03 gennaio 2006
    Raccolta punti

    Sparisci subito

    Riparo nell’androne

    è forse ora

    Di accendere

    Il termosifone

    Spegnendo

    Il senso

    Di questo

    Caldo

    Il tempo

    Stanco

    Di pioggia

    Lascia

    Che cada

    la terra

    Ma cenere

    brucio tabacco

    E rimane

    Sospesa

    Una presa

    Da mastico

    Lascio

    Che il vento

    Si porti i covoni

    E in tutti gli androni

    (Rifugi)

    Rifuggi

    le scale

    Di marmo

    Corvino

    Di vene e buchetti

    Ne lascio

    Un rigagnolo

    da pulire

    Il sangue

    Di pezzi

    Di nero

    Di seppia

    Piovuta

    Di zuppa

    Di pesce

    lasciata

    A freddarsi

    Perché

    Nel lasciarsi

    la vita

    Ti smette

    Del solito

    Giro

    E riprende

    Di visi

    Incompresi

    Che non ho

    Mai amato

    Che cosa?

    (o sempre?)

    Saperlo

    sarebbe

    Poterlo scordare

    Ma ora

    Così......

    Come fai?

    Non puoi

    Che

    Lasciare

    Che il senno

    Si perda

    Di fiaba

    Racconti

    Una storia

    Che sappia

    Di spada

    E di cappa

    E di fata

    E di spesa

    Alla cassa

    Di supermercato

    spedito

    raccolta

    di Punti

    Pavesi

    mai spesi

    lascia(t)i

    ripresi

    sospesi