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Poesie di Vittoria Carrassi

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  • 24 settembre 2012 alle ore 9:41
    Chimera

    La mia chimera sei tu
    l'incredibile azzardo
    in un giorno di pioggia.
    La partita a poker giocata
    e persa sul più bello,
    la musica vitale ascoltata
    da un cuore debole 
    circondato da barriere.
    Il frutto maturo staccato
    e adagiato su un tappeto
    di foglie secche,
    la rosa tra le spine
    spaventosamente attraente
    dall'effluvio inafferrabile.
    Il ramo nodoso del pero
    fiorito in autunno 
    con le radici
    avvinghiate al terreno.
    Vi è un senso nell'inseguire
    un sogno fantastico
    uno soltanto...
    immaginare la felicità
    e provare ad afferrarla
    in un soffio.

  • 22 settembre 2012 alle ore 18:38
    Storie

    Storie altelenanti
    intense e discordanti
    afone in alcuni momenti
    fatte anche di interminabili silenzi
    mosaici d'amore a bianco e nero
    il colore non è mai definitivo
    difficile  e a volte indefinito
    rompe la monotonia del certo
    incastri di situazioni evanescenti
    dettati da incontri casuali
    che strano a dirsi
    col divenir del tempo
    appaiono amori senza fine
    diversi e mai uguali.

  • 22 settembre 2012 alle ore 18:15
    Il punto.

    Sono un punto
    circondato da quattro mura
    insulse pareti
    condanna di una vita mistificata
    votata al sacrificio del nulla
    il pensiero orbita
    in tristi conseguenze
    è la mia paga
    per aver molto sudato
    in cambio di un'invisibile moneta.

  • 20 settembre 2012 alle ore 0:11
    Raccontami.

    Raccontami di te
    di quello che sei
    di ciò che vorresti invece...
    di come cambieresti la tua vita
    rinunciando a qualcosa
    o al contrario osando
    per giungere primo là dove
    nessuno sperava di arrivare
    raccontami i tuoi ideali
    i misteri carnali repressi
    le scelte oculate e sofferte
    gli impulsi vissuti in un attimo
    i sentimenti celati dalla noia
    raccontami la tua storia
    la verità dei tuoi occhi...
    lascia parlare il cuore
    la bocca falsamente
    regala dei suoni,
    ma non dice sempre
    quel che pensa.

  • 11 settembre 2012 alle ore 18:08
    Sorprendersi

    Sorprendersi ancora...
    è uno strappo improvviso
    che sconvolge la vita
    ritrovare una cosa 
    che credevi perduta 
    l'euforia del momento
    tra le dita  è il presente.
    Non si è certi di nulla
    può accadere di tutto
    il ritorno o l'addio
    la presenza di un giorno
    la fuga ideata
    un progetto di vita
    l'abbandono di un caro
    un mutismo inespresso
    il chissà del sorprendersi ancora...
    è pur sempre un'emozione nuova
    è una partita a scacchi 
    ed il matto sei tu.

  • 11 settembre 2012 alle ore 17:26
    Occhi tristi

    Gli occhi tristi non vedono
    la luce del mondo
    i sensi si chiudono in se stessi
    non percepiscono i profumi
    non assaporano il gusto dolciastro
    delle cose che prima li attirava
    dove sono finiti  i magici trilli sibillini 
    ora restano nel limbo sospesi.
    Gli occhi cambiano aspetto
    si vestono di grigio puntando
    la mira nel vuoto di un oggetto
    accarezzano liquidi e si adattano
    al mutare della prospettiva intorno.

  • 03 settembre 2012 alle ore 18:29
    L'incognita

    Non sapendo che fare
    drappeggio il tempo
    in un trascinante andare.

    Se leggo apprendo
    se scrivo dono
    se ascolto assorbo
    vivo e non me ne accorgo.

    Non parlo e attendo
    mimetizzo con l'ambiente
    la camaleontica visione
    di un voler scomparire.

    Affioro discordante
    col tutto che circonda
    nulla evidentemente
    mi appartiene.

    Può essere che l'invisibile
    si mostri abbagliando
    i miei giorni appariscenti
    intanto sono in rodaggio
    e non so che fare.

  • 01 settembre 2012 alle ore 10:44
    Forse

    Ho ripiegato con cura la speranza
    in uno scrigno stracolmo
    di fazzoletti usati.

    Mordo le parole con pazienza
    con un nastro rosa ho legato
    la lingua per non ferire.

    Il mio cilicio è il silenzio fustigante
    mi percuote lasciando fuori
    il chiasso dei giudizi.

    Chiudo la porta
    accendo la luce
    e osservo
    il telefono
    che muto si spegne
    nella notte.

  • 28 agosto 2012 alle ore 10:15
    Il dono di Morfeo

    Morfeo ti sei ripreso
    il dono tanto ambito
    le antiche ansie
    m'hanno rubato il sonno
    figlio della notte
    il buio ti ha inghiottito.
    I sogni miei più arditi
    perle di un passato
    brillavano felici
    avvolti da una coltre
    di trame alle mie spalle.
    Qui gemo sul cuscino
    con gli  occhi sul soffitto
    le ombre hanno preso
    il posto delle stelle
    le lacrime gemelle
    mi fanno compagnia
    in questo  mausoleo
    all'asta della vita.

  • 26 agosto 2012 alle ore 10:07
    Pizzica comu balla

    Belli uagnunceddi
    zumpunu alla scasata
    na sera ti festa
    cu musica tarantata
    la femmina si cotula
    ondeggia cuntignosa
    lu masculu ziccusu
    l'affascina smaniosa
    girandu e rigirandu
    si faci chiù vicinu
    nci tira la sciarpetta
    cu fari malandrinu
    c'è bella fantasia
    di suenni canti e balli
    scurdamu li malanni
    li lupi e li briganti
    ballamu puru nui
    non ci pinzamu chiui
    crai stamu o non nci stamu
    non dicitimu nui.

  • 25 agosto 2012 alle ore 14:04
    Taranta e sangue

    C'è bell'aria stasera
    i tamburelli accompagnano
    il canto antico della Taranta.

    La storia scorre nel sangue rosso
    che si dona sulle note di un violino
    i sorrisi duettano col battere ritmico
    di  un suonatore di fisarmonica.

    La folla di amanti della vita
    accerchia i danzatori che saltellano
    la frizzante musica pizzicata.

    Nell'allegria un fondo di malinconia
    che spinge ad aiutare
    chi sogna di ballare.

  • 20 agosto 2012 alle ore 18:53
    Traduzione della poesia " l'ultimo desiderio"

    Prima di morire
    voglio una cosa
    mentre l'anima mi lascia
    e il corpo si riposa
    Ti devo chiedere
    una cortesia
    voglio vedere
    la mammarella mia...
    io piccola scolara
    mi specchio nel vetro della porta
    lei giovane donna
    mi pettina la coda
    mi fa una carezza
    e dice con un bacio
    " Come sei bella"

  • 20 agosto 2012 alle ore 18:40
    Giornate spettacolari.

    Ogni giorno è un circo
    quanti spettacoli dovrò ancora dare
    per ricevere l'applauso del pubblico.
    Clown tristi dalla faccia dipinta
    ridono forzatamente su una battuta
    mangiatori di fuoco sputano fumo
    sui trampolieri maldestri
    che camminano traballando
    trapezzisti venite da me
    dondolando sulle corde a testa in giù
    giochiamo con le scimmie ammaestrate
    e siccome non azzardo i dadi lanciali tu,
    ma...attenzione
    arrivano i leoni affamati di vita
    la frusta non li tiene a bada
    e la donna cannone non vuole volare
    sugli elefanti in circolo sulla pista
    il presentatore ha spento le luci
    augura la buona notte e se ne va.

  • 20 agosto 2012 alle ore 9:44
    L'ultimo desiderio

    Prima ti mmuriri
    vogghiu nà cosa
    mentri ca ll'anima
    mi lassa
    e lu cuerpu sì rriposa
    T'Aggià circari
    na curtisia
    vogghià vesciu
    la mammaredda mia...
    Iu piccinnodda ti la scola 
    ca mi specchiu
    n'tra lu vitru ti la porta
    edda giuvinotta
    mi pettina la cota
    mi faci na carizza
    e dici cu nu vasu
    " Comu si bedda"

  • 19 agosto 2012 alle ore 15:38
    Gli occhi parlano

    Gli occhi sono  i messaggeri silenziosi
    l'affaccio della mente sul mondo
    per giungere al sapere.
    Vetri colorati attraverso i quali
    il pensiero spazia nell'alto dei cieli
    nel profondo dei mari infiniti
    inabissandosi nei regni naturali
    e in ogni luogo dove si vuole,
    scegliendo la meta
    chi ...cosa...come....
    non ci sono filtri sull'obiettivo.
    E' uno spettacolo guardare
    anche restando immobili,
    assorbiamo immagini
    catturate dagli occhi
    ingurgitate come prede
    e  intrappolate per ricordo.
    Le conserviamo in uno scrigno
    di cui noi siamo i padroni.

  • 18 agosto 2012 alle ore 15:51
    Giorni trascorsi

    Incornicio i giorni trascorsi
    quelli che scivolano via
    senza lasciare traccia
    perché siano d'esempio.
    Afferro il tempo e scopro
    che quel che credevo importante
    non lo è davvero
    e quel che credevo irrilevante
    ha preso il suo posto.
    Capita che a desiderare fortemente
    faccia  male se non si può realizzare,
    ma i poveri di spirito non lo sanno
    quanto l'incompiuto può far danno.

  • 17 agosto 2012 alle ore 23:08
    Mambita

    Mambita eti nu vasu
    chinu di fiuri mprufumati
    prima era na botti vacanti
    poi è rrivatu ttanuta
    e l'enchiuta...
    bedda mia comm'era mazza
    non si mantinia tisa
    viti ci sinti capaci cu la asi moi
    pì quantu pisa
    li mani tolunu dopu tant'anni
    sontu rugosi e cu li caddi
    non s'è risparmiata mai
    cu cresci sti belli fiuri
    la vita v'è dunato 
    non vi scurdati mai
    ca è tiempo d'appassire
    puru li pesciu uai.

  • 17 agosto 2012 alle ore 18:34
    Spina ti rizzu

    T'asserunu lu nomi
    Spina ti rizzu
    ieri mazzu e finu
    mbivivi acqua
    e no ti piacia lu vinu
    ieri nu pipu ascanti
    cu li moti affascinanti.

    Nu giurnu ti festa nascisti
    era nu lunitia ti Pasca
    iu era piccenna e già capia
    ca la culla non era chiù mia.

    Scivi sempri ti pressa
    e no vitivi l'ora cu fatiavi
    tinivi li mani ca erunu ti oru
    amu persu tutti nu tesoru.

    Na notte ti festa ti ndi scisti
    e ci si scorda chiui era ti la Mmaculata
    la Mamma celesti ti spittava
    Edda era filici cu ti pigghia,
    ma quedda ca t'è fattu
    comu gridava...

  • 16 agosto 2012 alle ore 11:58
    L'anima si specchia.

    La donna si specchiava civettuola
    e degli sguardi ammirati
    che facevano la spola
    lei non s'accorgeva
    troppo intenta ad osservare
    i suoi difetti
    ai quali imputava la colpa
    delle manchevolezze della vita.
    Quel vuoto la rendeva indifferente
    pur non essendo ceca
    e percependo intorno l'interesse
    alzava un muro
    e chiudeva la serranda
    poi si guardava dentro
    e denudava l'anima
    troppo bella per mostrarla
    al popolo carnivoro
    gli occhi son fatti per guardare
    e non tutti vedono la luce.

  • 16 agosto 2012 alle ore 11:32
    L'humus vitale

    Scava con le mani
    gratta la tua terra
    sporcati le unghie
    e riempiti i polmoni
    di questa grassa polvere
    il corpo  ne è sostanza
    humus della vita
    sei l'eterna danza
    i cicli e le stagioni
    ti vestono e ti spogliano
    dei ricchi sei regina
    dei poveri la culla
    chi ti possiede è Re,
    e non decide l'uomo,
    ma gli eventi della storia
    con la libertà di Dio.

  • 12 agosto 2012 alle ore 23:43
    Il cuore in ginocchio.

    L'amore non ha peso
    non si può pesare
    e il dolore della perdita
    non si può misurare.
    Il cuore in ginocchio
    è capace di piegare gli alberi
    prostrandosi diventano piangenti
    la luce si spegne
    sbiadiscono i colori
    il mondo è in silenzio.
    Le braccia che cullavano
    vagano in una vana ricerca
    per colmare la mancanza.
    Chiuse le labbra che cantavano
    ninne nanne assonnate
    le ciglia bagnate di ansie notturne
    coprono pupille che vegliavano
    ore nere di febbre infantile
    pregando le luminescenti stelle.
    Ci sono stelle che pungono
    hanno il colore del sangue
    non sono tue e se le tieni con te
    uccidi i bei sogni
    se vuoi che brillino
    lasciale andare.
    Non esiste un merito all'onor civile
    non vi è medaglia che premi il cuore
    quel che si fa è solo per...
    AMORE.

  • 11 agosto 2012 alle ore 11:03
    Stelle animate

    Mi piace pensare
    che le stelle cadenti
    siano le anime dei nuovi nati
    spinte giù sulla Terra
    da una mano invisibile.
    La loro morte nel cielo
    è la vita sulla Terra
    un nuovo inizio
    e un altro viaggio
    che alla fine
    ripercorre 
    la strada al contrario
    ritornando a brillare
    lassù in alto.
    Noi alziamo la testa
    loro l'abbassano
    e quando sopraggiunge
    la nostalgia...
    Ecco che inizia la caduta
    in volo libero
    perché è dal cielo 
    che veniamo
    e mi piace pensare
    che l'esperienza
    si ripeta nel tempo
    e che prima o poi
    lì in alto ci finiremo Tutti.

  • 11 agosto 2012 alle ore 10:28
    Stelle cadenti

    Fili di luce
    rigano il cielo notturno
    il firmamento è la lavagna
    dell'artista invisibile
    che si diverte a disegnare
    per il pubblico terrestre.
    Schegge luminose sfrecciano
    come proiettili sparati dall'Altissimo.
    Corpi celesti che calando si spengono
    nel lontano Universo
    accendendo nelle anime vicine
    che osservano le spettacolari
    acrobazie astrali
    desideri
    speranze
    illusioni.

  • 09 agosto 2012 alle ore 17:53
    Romantica creatura

    Ti sfioro con pensieri gentili
    le sensazioni sfuggono
    mentre poni l'attenzione
    nel tuo profondo essere
    così unico
    solitario
    bastante.
    L'umorismo di una battuta
    accorcia la distanza
    i chilometri si annullano con una risata
    e ti rivedo bambina e riccioluta
    con gli occhi da cerbiatta
    i dentini da latte divisi al centro
    il dito rosso segnato
    bagnato di saliva
    risento lo schiocco quando lo strappavi via
    il  gorgoglio  che emettevi tipico di gola
    ed il singhiozzo arrivava puntuale
    per il troppo ridere.
    I tuoi sogni romantici
    di principesse e fate
    li raccontavi nei disegni
    e nei compiti di scuola.
    Dovrei svegliarmi
    e vedere che sei donna
    il guaio è che mi piacevi troppo
    piccolina.

  • 09 agosto 2012 alle ore 12:23
    La moda ritorna

    La moda è un'onda
    rimbalza e ritorna
    l'effimero conquista
    e la bellezza emerge.
    Si calpestano i giorni
    su vertiginosi tacchi
    che slanciano la vita
    musicando i passi d'allegria
    vesti velate evidenziano
    pelle morbida cotta dal sole
    I capelli profumati d'acqua di mare
    s'arricciano scompigliati dal vento estivo
    l'afa non frena i battiti giovanili
    e tutto va ed è un lento andare
    del fiume a valle.