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Autore

Emilio Basta

in archivio dal 21 nov 2012

28 giugno 1945, Venosa (PZ) - Italia

mi descrivo così:
Sono un sensibile sognatore, amante di tutta la poesia di autori emergenti.

18 gennaio 2013 alle ore 8:00

Voglia di volare

di Emilio Basta

editore: Aletti

pagine: 224

prezzo: 10,00 €

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"Il cielo pare cadere/ mentre ascolto la pioggia/ con l'orgoglio ferito/ di chi pensa e ripensa/ alle cose lontane/ ormai melodie perdute/della nostra amata terra". Me lo figuro così, Emilio Basta: un aedo fisso su uno scoglio rivolto verso il mare della vita, solitario rapace notturno che ha “fame e sete di buio e d’amore”. Lo immagino così, innamorato della Luna, passione ricorrente nei suoi versi, misteriosa e mutevole come una donna, faro che illumina le notti. Dai suoi silenzi pieni di voci nascono inni che si spargono come polvere di sole e che solo le anime belle riescono ad assaporare.
Alla sua amata terra, la Basilicata, “spuntata dal vulcano/ lievitata dal sole/ e illuminata dalle stelle”, sono dedicate le liriche più belle. Ora è madre lontana (“patria straniera/dai ricordi acerbi”); ora è aspra radice anelata dove tornare ("Castelli e pensieri/dentro di me/ ed io figlio/ di questa terra del Sud/ dolce e amara/ arsa dai sogni"); altrove è arida sequenza di sterminati spazi inquietanti, che il cammino di un pastore di leopardiana atmosfera colma e sostanzia (“Sin da bambino/ nel respiro della sera/ in silenzio e da solo/ traversa sentieri di vita”).
La poesia di Basta sa dar voce al vuoto dell’anima, ma sa anche consolare, con un tenace ottimismo e una fede splendente, preziosi doni dell’esperienza di una vita a un cuore meravigliato di fanciullo.

recensione di Maria Teresa Di Sarcina

Commenti
  • Fiorella Cappelli Recensione a “Voglia di Volare” di Emilio Basta A cura di Fiorella Cappelli Un libro di liriche dedicate alla vita. E’ così che il poeta Emilio Basta apre, al lettore sconosciuto, il suo cuore e la sua veduta sul mondo, condividendo la gioia di una nascita; niente appare più altruista e generoso di un gesto di condivisione, e la poesia è in tutto questo, la soffice e mutevole nuvola che l’abbraccia con la sua “Voglia di Volare”. Nel poeta, lo sguardo è rivolto spesso al cielo, mentre i pensieri che lo abitano si rivolgono alla luna, alle stelle, alla pioggia, agli arcobaleni con “i vortici simili ad anelli roteanti”. Il rispetto ed amore per la natura nella delicata descrizione delle sue stagioni, è talvolta accompagnato da riflessioni dell’anima e da una intimistica preghiera, ma al poeta attento… nulla sfugge e nel proseguo della “sua osservazione” ha la capacità di entrare ed uscire, con naturalezza, in uno spazio immenso di quotidianità: “ e così il petto apre porte e finestre “ di “Quotidianità”, di “Ritornare” nei ricordi e ancora di “Sognare” e “Rubare ali di una farfalla” in una sorta di “Volo e Illusione”; ma è nel capitolo poetico “Dedicato al Divino” che apre con la lirica a “Giovanni Paolo II” che il poeta si interroga con animo inquieto ed invoca, e prega, spera e crede… “Esserci e credere in Lui”, ” E questa gioia di fede deve essere amore e pace nel mondo”, è questo per Emilio poeta… il Natale. L’animo è vacillante e, nel cammino di ricerca della pace, si rifugia nella preghiera, nella meditazione attraverso l’osservazione della natura che lo circonda. Solitario, in compagnia della sua ombra, alza lo sguardo ai “cipressi che pungono il cielo” e “alle storie passate e diverse sepolte nella vita fuggevole”, nella bellissima metafora poetica che descrive un cimitero. Un successivo capitolo del libro, avvolge in un abbraccio, le liriche dedicata alla terra, “l’Amara terra del sud” del poeta: la Basilicata, “terra di scialbi sapori, le tue zolle bevono il mio sudore e mentre aspetti la pioggia, ti disseti con il mio pianto…”. La terra è fatica ma è anche tradizioni, è legame, “qui sono nato e qui vorrei morire!” canta “L’Emigrante…” “…con uno scorcio di vita nella valigia dei ricordi”. “Il Campanile”, “La Collina”, “ Il Piccolo Paese”… sono quadretti che il poeta ci illustra con tutta la sua venerazione, facendoci arrivare quell’emozione a lui tanto propria e cara che si mescola tra il presente gioioso dell’esistenza ed il passato nostalgico e silenzioso dei ricordi. Poi, eccola di nuovo, lussureggiante presente e rigogliosa, guidata dal vento leggero che ne improvvisa “Il concerto in un canneto musicista”: la Natura! Questo “Amore per l’Infinito”…un capitolo che raccoglie liriche come fossero fiori, che dona al lettore immagini dai vividi colori, un “Arcobaleno sul mare”, “Dolci silenzi” , gabbiani ed un “Fiorellino” fragile ed indifeso… tante le sequenze di immagini che scorrono come freschi ruscelli nella mente e sul filo delle parole di Emilio Basta e senza perdere mai di vista “l’uomo”, l’animo umano che convive e condivide le forze della natura…”La vita dei marinai, che vivono di gioia e paura…” ; l’inquinamento nel “Il Buco dell’Ozono” e “la voglia di partire, sotto la guida di un faro, nella notte, in una barca senza remi…”. C’è un cuore avventuroso, nel poeta, un cuore semplice, un cuore umile di contadino, inquieto di marinaio, un cuore trascinato dalle correnti della vita che visita i tanti universi che incontra nel suo andare, riempiendosi le tasche della sua incommensurabile voglia di conoscere… Nelle successive liriche “Satiriche” vi è un misto di prosa e poesia nella descrizione di personaggi locali caratteristici. Nel capitolo che conclude il libro, il poeta raduna liriche “Di ieri e di Oggi”, dandoci un ulteriore prova dell’intensità con la quale pone in primo piano il sentimento profondo dell’amore e solo chi arriva fino in fondo alla lettura, può accorgersi del regalo bellissimo che il poeta fa al lettore: il volo leggero, tra le pagine scorse, di una ricorrente farfalla, che simboleggia l’anima che non ci ha mai abbandonato… Fiorella Cappelli

    21 gennaio 2013 alle ore 18:50


  • Emilio Basta Mamma mia che bella recensione fatta dalla scrittrice e critica letteraria, Fiorella Cappelli. Un analisi che invita a leggere questo libro e penetrare nell'anima dell'autore come ha fatto Lei....Rileggerò nuovamente le mie poesie e comperate i miei libri! Hanno vinto tantissimo. emilio basta

    21 gennaio 2013 alle ore 20:44


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