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in archivio dal 04 set 2007

Giacomo Graziani

20 febbraio 1991, Portomaggiore
Mi descrivo così: Io amo scrive soprattutto poesie su ciò che mi capita o circonda, per far questo sto seriamente approfondendo lo studio dell'italiano. Mi piace divertirmi con gli amici ed ho una passione innata per la musica

elementi per pagina
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  • 04 settembre 2007
    Alla vita

    Finalmente, adesso lo hai capito,
    oh mio povero ed angosciato "sé"?
    In vita non che speranza cito
    perché niente, nulla d'altro c'è.

    E' tristemente privo di senso
    adoperarmi nell'avverare
    il sogno a cui così tanto penso:
    ogni mio amor non si può fare;

    che proprio nulla mai a me giunga
    o mi si possa realizzare, anzi:
    il fato, a far l'agonia più lunga,
    dà quei miei di desideri avanzi

    a tutte le care genti altrui
    che in vita non hanno conosciuto
    la tristezza dei momenti bui.
    Dopo essere in questo modo cresciuto

    la mia unica ed umil speranza,
    in quel meraviglioso, pallido
    e sì tanto fantastico sogno
    che ha visto una voluta ignoranza,

    è morta
    dietro alla triste ombra scolorita
    che in un sol attimo tolse senso
    a questa già inutile vita.

     
  • 04 settembre 2007
    Canzone

    Nonostante la mia ovvietà ti amo,
    ti amo di quell'amor puro e struggente
    che quando al mare insieme sedevamo
    non c'era più nulla, non c'era gente.

    E non c'è lingua mortal che può dire,
    possa raccontar quello che sentivo
    mentre, nel dolce e accogliente imbrunire,
    ero di preoccupazioni privo,

    vedendo terra e cielo far l'amore
    con quelle ombre sull'acqua 'si pacate,
    stando in quel caldo e soffice tepore
    d'una sera, d'un tramonto d'estate...

     
  • 04 settembre 2007
    Poesia

    Poesia,
    parola spesso sconosciuta
    abbinata alla nostalgia

    adatta solo all'anima già cresciuta
    che pensa cosa importanti
    e ne ha la testa pasciuta:

    non son sol rime incalzanti
    versi ben sillabati
    o figure metriche sconcertanti,

    son sol i tuoi momenti più “ispirati”
    la suprema gioia, il più infim dolore
    quando non vuoi vengan dimenticati

    i sentimenti dalla rabbia all'amore
    tutti racchiusi con una sola magia
    che di divino ha un sentore

    che racchiude sia tristezza che ironia
    che si nomini in tanti modi
    o in una sola parola: poesia.

     
  • 04 settembre 2007
    La canzone di Giuda

    Oh mio Dio
    mi chiamo Giuda, un figlio pio,
    fra tutti i discepoli tuoi
    son l'unico che ha sempre obbedito a ciò che voi,
    scordando anche lo stesso me,
    a Te, che ho amato sopra ogni cosa
    forse non cale questa mia prosa.
    Tu, guardandomi nell'animo hai detto
    ch'ero il tuo discepolo prediletto:
    non valgono cosa alcune queste parole tue
    devo vederti per le poche monete sue?
    Dimmi, mio Dio,
    fra tutti, perché proprio io?

    ... E mi dicesti, usciti dall'imbandita stanza,
    ch'ero l'unico ad amarti abbastanza,
    indicasti il cielo
    e lo mostrasti come un velo
    guardando quella stella
    ch'era fra tutte la più bella
    “Vedi quella stella lassù?
    Quell'umil luce ignuda
    che per secoli verrà ammirata da quaggiù
    sarà tua, sarà la stella di Giuda”.