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Autore

Irene Tripodi

in archivio dal 17 feb 2009

12 novembre 1984, Milano

mi descrivo così:
"Tutte le nostre parole non sono che briciole cadute dal banchetto dello spirito" Kahlil Gibran

17 febbraio 2009

Salmo

Scorre il tempo di quest'attesa,
scorre e si duplica

Un tempio dimenticato.
L'odore e l'ombra del fumo dei ceri sui muri
accesi di fronte a un altare muto
per pregare la solitudine

Il passato non ha parole che io conosco
I ricordi
-clandestini-
si sono sedimentati
nel cuore sotto forma di musica

Quel corpo che si muove nello spazio
e a volte ne urta le pareti
è il mio
Di quegli urti ne riconosco i lividi

Non è certo pace

Un nome
cornice di quei giorni immediati e irrisolti
schizzo subito rinnegato sulla tela di un pittore inesperto

Una tela bianca. Una mano che prega. Un anima stanca.
Un dolore si apre
e una ferita diventa finestra sul mare

Libera dalla prigionia dei rimpianti
da lì mi sporgo a sorseggiarne il profumo.

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