C'è sempre un modo per riconciliare quel quid che ci separa dalla pace. Quel momento che ci ha separati da qualcuno che non ci ha saputo amare, che noi non abbiamo saputo amare. Che sia nel nostro presente o rimasto incastrato nella labile tela di ragno del passato. C'è sempre un modo per riconciliare, per riconciliarsi, per fare pace, per essere pace, per se stessi, per ogni Altro. C'è una strada, stretta, buia, fragile, delicata eppur potente.
Trovare nelle esperienze risposte (o conferme) agli aneliti di vita, alla serenità che conduce a unione di spiritomentecorpo, è lavorio lento e sottile, è il superamento della sofferenza; in quei momenti il rumore delle parole stordisce il percorso e confonde i passi. È nel silenzio l'incontro fra l'umano e il divino di cui ognuno è composto. È quel silenzio propedeutico che accoglie e insegna e porta pace in sé e in chi lo circonda.