Caro ficcanaso, solo io so dove e come le scarpe che indosso mi pizzicano i piedi. Se anche tu lo vuoi sapere, te li presto così potrai indossarli e fare una lunga passeggiata con essi ai piedi. Solo dopo potrai continuare a interferire nella mia vita e a darmi consigli su come dovrei o non dovrei viverla.
Quando smetto di scrivere, impazzisco o quasi. Ho la sensazione che le mie dita continuano a digitare parole immaginarie nel vuoto di una tastiera invisibile che esce dal nulla e ritorna nel nulla.