Ho cucito la mia pelle con filo invisibile,
punto dopo punto, delusione dopo delusione.
Ora sorrido a chi mi stima,
e mostro i denti a chi pretende di strappare.
La mia dolcezza è merce rara:
si paga in riconoscimento.
Non è orgoglio, è pelle che ha imparato a difendersi.
La mia bontà è stata ferita troppe volte;
ora sa scegliere a chi aprirsi.
Non chiudo per rancore,
ma per rispetto verso me stesso.