Quel ch'è certo è che a me non piace credere o non credere a chi o alle cose a cui gli altri credono o non credono, o fanno finta di credere o non credere, solo per sentirmi superiore a tutti, oppure per essere alla moda o per crearne una tutta mia. Se oggi abbraccio una qualche credenza, discredenza o miscredenza, da domani non lo so. La mia palla di cristallo si è rotta, e io, senza di essa, non ce la faccio a prevedere nemmeno il presente.
Felice Pasqua e buona pasquetta a chi crede e, per che no, uno strepitoso week-end prolungato a chi non crede (o fa finta di non credere) ma che, non per questo, smettono di amare la cioccolata o di godere di una fine settimana piena di relax e gusto a tavola.