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Autore

Alex Prosperi

in archivio dal 12 ago 2009

09 luglio 1989, A Cento Metri Da Me Stesso

25 giugno 2011 alle ore 16:49

Ballerine

Le nuvole corrono,
attaccate con un filo
alle lancette del tempo,
veloci si perdono,
non ritornano mai.

Gira la ruota, gira
sui fiordalisi che non sorridono più,
sulle orme dei passi divisi
che non si vedono più,
nell'eco lontana di gridi forsennati,
che non s'odono più.

Sopra gli occhi,
cerchi d'oro
suggellano la fine,
schiacciati e pesanti
di lacrime e sole.

Quante cose ho visto passare
fra le tue gonne di seta fina,
mentre tu non c'eri,
quante cose ci siam persi!

Volti secchi nell'ora del mattino,
matti come cani incatenati,
disegnano intorno,
nell'aria più che umida,
un tipo di morte
che è proprio uguale alla nostra.

Portateci in dono, non fiori,
ma diari che ricordino
di questo splendido amore,
quando insieme moriremo anche noi!

Frugo nella notte della mente
per cercare una soluzione,
ma soltanto ritrovo
i gesti incosulti di un qualche rancore,
le mani rugose di un ripensamento,
una solitudine che schiaccia
e nessun problema vero.

E non so darmi pace.

Mi mancano i tuoi addii,
più di ogni altra cosa,
che a quelli, più di tutto,
mi sono affezionato.

Troppe volte mi hai lasciato
a guardare il tramonto da solo,
con in mano un remo spezzato
ed un fiore
senza petali ormai.

Il suo profumo nella notte,
l'odore di quelle onde,
m'incatena a te,
come la luna fà
ad un lupo mannaro.

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