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Autore

Alex Prosperi

in archivio dal 12 ago 2009

09 luglio 1989, A Cento Metri Da Me Stesso

29 agosto 2009

Canto alla Nuova Stagione

Fiori sboccian tra i rami,

volano rondini ai tetti
corrono allegri i bambini
e tra le strade incerte
riamprono i mille mercati coperti.

Il caldo brucia le strade
ed acre, sale un odore,
al passo pacato d'estate
giunge la nuova stagione,
portando con se le fiabe d'amore:
 
C'erano una volta
un uomo e una donna,
danzando col mare,
col mare e col vento,
scordarono poi,
il fumo e il cemento.
 
Ma in lui non v'era più il sole:
nuvole di solitudine,
buio e mille strane parole
che battono e battono
battono come martello ed incudine.
 
Col sole tornaron soltanto
le noie di vite passate,
non sole, ma solo il pianto
e lacrime troppo amare,
lacrime ancora non asciugate.
 
Lei camminava al fianco
d'un sogno nuovo nuovo
e colorato,
Lei non ha e non ha mai avuto 
il senso del peccato.
Lei camminava e intorno nessuno,
leggera, avvolta da quel suo profumo.
 
Ma in lui non v'era niente,
se non gocce di malincuore:
corrodevano piano la mente,
corrodevano insistentemente,
corrodevano il fegato e il cuore.
 
Perché pensava di sapere
che per lei il suo amore
sia come un corvo lontano
sopra tetti di nuvole nere
in una notte di nero colore.
 
E pensava di provare
almeno a volare
ed a vedere il mondo,
il mondo dall'alto
pensa: è il momento
di fare il gran salto!

... Salterà giu
da un cornicione
chissà che coraggio,
chissà che emozione...
 
E lei non lo sapeva,
di quella della ferita
marchiata sul cuore,
di quell'uomo affranto,
solo, stanco, che vuol farla finita.
 
E così il vento tornò
un poco a danzare
giocando sui tetti
nelle strade piene
di gente che avanza
illusa per bene
dalla bella stagione
che viene...

Basterà un carezza leggera,
un soffio di sera:

Il vento sarà il suo liberatore,
il mondo dei sogni il suo nuovo amore,
perso tra i fogli, senza più cuore,
dato in pasto a lei che non sa mangiare.

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