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Autore

Alex Prosperi

in archivio dal 12 ago 2009

09 luglio 1989, A Cento Metri Da Me Stesso

02 novembre 2009

Il sogno

I giorni del sole che scaldava i viali
bagnati di fresche rugiade autunnali
si sono ormai rovesciati.
C'è ora il buio soltanto e le ombre
creano incanti e pianti e risate
in queste sere ghiacciate.

Ed i fari delle auto
che corrono veloci
verso chissà che strane, strane mete,
i soffitti delle stanze
già ornano di luci
e nelle notti danzano le giostre.

E mi piace camminare spensierato, a piedi nudi,
su di un tappeto blu come la notte,
che mi porti lontano dove non sono mai stato.
Le foglie che cadon, mi carezzano le gote, e intorno
il lago splende di mille magnifiche note
sgorganti da fontane argentee e di fiori di pesco.
E mi piace rimanere ad ascoltare il silenzio
che fa nei movimenti dolci il fumo,
nella giostra dei sentimenti che non ho mai urlato.
E mi piace ascoltare nella notte il suo colore,
quando le fate mi portano a sognare,
e mille e più folletti si rincorrono fra gli alberi incantati.

E vorrei guardarti e disegnarti, ricordare
le tue labbra rosse, il tuo fiore,
i tuoi capelli d'oro e il cerchio azzurro dei tuoi occhi...

... ma non riesco...
questa notte non riesco,
non riesco, me lo sento...
non riuscirò a sognare.

E se riuscirò a sognare,
ti prego tu non fare rumore,
vorrei svegliarmi e piangere
come era una volta:

Quando stavo ad aspettare
la tua immagine speciale,
ogni volta poi svegliarsi
ed il mattino odiare.

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