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Autore

Alex Prosperi

in archivio dal 12 ago 2009

09 luglio 1989, A Cento Metri Da Me Stesso

12 agosto 2009

Ode a chi...?

Silenzio che alto dal tuo meriggio,
ricopri l'asfalto ed il paesaggio,
che ricopri l'arsura e i tetti rossi,
che ricopri i muri e il volo lieve dei pettirossi,
Tu che ricopri le vie calde nello stanco giorno,
proteggi lei, proteggi lei,
stalle attorno.
 
Sole che rosso sorvegli il mondo,
che illumini il fosso più profondo,
che svegli la vita, che rischiari il cielo
e con quell'eco infinita, vi stendi su un velo,
Tu che riscopri le lunghe ombre nel giorno stanco,
proteggi lei, proteggi lei,
camminale accanto!
 
Luna che chiara, rischiari la notte scura,
che nella sera porti via la paura,
che dipingi impavida le nuvole di bianco,
con la tua faccia pallida, con il tuo volto fiacco,
Tu che accompagni il volo buio delle grandi falene,
proteggi lei, proteggi lei,
ed il suo seno.
 
Vento che rapido suoni il vento fra i rami,
felice e contento di quelle tue mani,
con cui accarezzi l'erbe ed il grano biondo,
con cui accarezzi i capelli suoi, i fiumi e l'onde,
Tu che porti il gelo dai monti del nord, dal sud l'afa,
proteggi lei, proteggi lei,
e la sua rosa.
 
Mare, enorme tavola blu in cui morire,
che sciaqui via la favola e i sogni da riscrivere,
profondo e lungo fin la, fin dove l'occhio guarda,
vecchio e saggio, da anni al faro fai la guardia,
Tu che viaggi e fai viaggiare i marinai soli e bianchi,
proteggi lei, proteggi lei,
ed i suoi fianchi.
 
Pioggia, pianto celeste, pianto immenso,
che disseti le terre, che le inebri d'incenso,
che ristori i deserti e che sazi i mari,
di fragili cristalli, di lacrime divine di occhi lontani,
Tu che suoni sulle ninfee, mille, dolci, flebili rintocchi,
proteggi lei, proteggi lei,
ed i suoi occhi.
 
Signore dei cieli, della terra, Signore altissimo,
Tu che sei in tutte le cose, dal cielo all'abisso,
Tu che porti amore e che porti perdono
Tu che sei la più bella invenzione dell'uomo,
Tu che sei destino, ruota e cammino, Tu che sei la redenzione,
proteggi lei, proteggi lei,
ed il suo nome.
 
Morte, arida e secca, dispensatrice e fine di ogni dolore,
ultima giustizia, pena definitiva, verdetto incolore,
che restituisci i corpi putridi alla terra madre,
che ci attendi alla fine, senza fiato e ci vieni a prendere,
Tu che sei sopra ogni cosa, prima che nasca e dopo di tutto,
proteggi lei, proteggi lei,
ed il suo corpo,
le sue labbra, i suoi occhi neri
proteggi i suoi sogni, i suoi desideri
proteggi, proteggi in ogni posto
i suoi seni, i suoi fianchi, il suo nome,
e la rugiada argentea del suo fiore nascosto.

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