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Poesie di Annamaria Vezio

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  • 21 marzo alle ore 19:27
    Tetti

    Tetti accostati l'un l'altro
    Nel tepore dei fumignoli
    tenerezza di un abbraccio:
    -il bimbo stretto
    al seno di mamma
    Il capino implume
    sotto l'ala della capinera
    Il muscoloso braccio
    sul fianco bianco dell'amata-
    Tetti s'accostano
    fronte a fronte
    tegola a tegola
    -nel tepore della sera
    l'ultima ala in volo
    abbraccia-
    Fra tetti
    accostati l'un l'altro
    - è sera.

  • 09 marzo alle ore 1:16
    Femmina

    La Terra
    - femmina del Creato-
    canta urla geme prega
    mentre impavida
    eneramente al Tutto
    sorride.

  • 06 marzo alle ore 0:14
    Nevose frali

    Neve scende
    fra frali
    di lemmi incompiuti
    Di ovattata pace
    avvolge ogni silenzio
    del cuore
    Ed è neve
    neve candida
    sul cuore.

  • 28 febbraio alle ore 18:29
    Da punte di ali, lo sguardo

    Dal nido dell’aquila

    dalla punta d’ala

    guardo

    il tuo volo planare

    su onda bassa increspata

    - sui suoi ricci

    il cuore lasciare -

    Dalla cima del monte innevato

    dalla punta dell’ala

    ti guardo

    - lascio piume sull’onde -

    Fui sirena

    - invitante

    in crespi d’onde maliziose -

    Ti rapii

    nel mentre in onde salate

    lavavo il mio canto di vita

    E tu osservavi

    da cime innevate

    Ti persi

    nello scambio di cime

    per onde salate

    Son ora gl’orizzonti lontani

    riflessi di canapo e d’onde

    e nidi di aquile e gabbiani

    - da punte di ali -

    a guardare.

  • 20 febbraio alle ore 19:09
    Lievi vesti

    Non sentii quelle vesti
    né il tessuto pesante
    dei tramati secoli

    Non ebbi vista
    che lor'altri non ebbero
    fra l'ombre del mondo

    Indossai le vesti
    ricamate dai secoli

    Ai miei occhi
    aggiunsi gl'occhi d'altri

    Assaporai
    lembi caldi di sangue non mio
    e riconobbi
    la disperata danza del mio

    Non portai mantelli
    ad appesantire il mio andare
    che non fossero dei miei compagni

    E fu lieve il mio passo
    ché d'altri fu il volo

    Fu palpebre d'angeli
    al cielo ancorate

    Non seppi mai se il dolore
    e l'amore fossero
    di chi

    Né mai seppi
    se fossi fragile frangia
    o permanente tessuto

    La leggerezza del viaggio mi disse
    che il viaggio è mantelli
    ornati di sangue e occhi
    di voli leggeri
    in fregi ricamati d'organza

     

  • 17 febbraio alle ore 16:24
    Lettera

    Cosa vuoi che ti dica
    amico caro
    Ecco a te la vita mia
    intarsiata in delle strofe
    Ti par cruenta e inusitata?
    No, non pensarlo affatto
    Se tu sapessi
    cader fra quelle righe
    davver più non potresti
    guardar con ugual occhio
    ogn’attorno
    Affogheresti
    nell’acque mie profonde
    Annegheresti
    e non più tornar a galla
    in via tua
    sapresti…

  • 14 febbraio alle ore 18:22
    È nebbia

    È nebbia

    ad ammantare la sera

    stasera

    Amniotico liquido

    avvolgente

    Madre Terra

    Non mostra lumi

    tanto meno lune

    e del ciel

    non v’è parvenza

    E’ nebbia

    Sospensione di molecole:

    anime bianche

    in morbidezza vaganti

    Stasera.

  • 13 febbraio alle ore 20:13
    Succede, senza preavviso

    L'organza dei giorni
    su cui poggiano gl’attimi
    d'un tratto slarga le maglie
    - senza rumore alcuno -
    lascia precipitare i giorni
    confusamente
    l'uno sull'altro
    In turbinio frastornante
    cadono
    senza toccar terra
    restano impigliati nell’aria
    fra denti digrignati
    fra frammenti
    di pensieri scomposti
    È polvere
    in granuli graffianti
    quanto rotea nell'interstizio
    del corpo eterico:
    - vuoto colmo -
    Mesti i momenti si mostrano
    sfuggendosi l’un l’altro
    ora
    lampi luminosi
    e visi imbrattati d’amore.
     

  • 08 febbraio alle ore 23:56
    Zizi

    Il dolore è un punto fisso
    freccia conficcata fra le vertebre
    Persino il respiro è sangue ribelle
    Il dolore è un chiodo
    che penetra e gira nelle carni
    Il diaframma spezza e inganna
    Il dolore sei tu - mancanza -
    rendi pieno ogni vuoto -
    e lo surclassi -
    di nebbie molli nelle vene 
    di rumori nella mente
    di spaventosi vuoti dentr'all'anima
    Il dolore è non poterti dire:
    resta non andare
    senza te non posso stare
    Ma tu già sei lontana
    stella fra le stelle 
    distante troppo
    per potermi ascoltare.

  • 07 febbraio alle ore 23:53
    Sono stata

    Sono stata membrana
    tremolante nel tempo
    poi vibrante
    caduta nel momento
    Ho visto i miei occhi
    prima ancora
    di sollevare le palpebre
    E poi tornare
    membrana
    nello sbadiglio del tempo

  • 05 febbraio alle ore 18:47
    A Pianavia, fra la sua gente

    Fra le vergin terre
    addormentate eppur sveglie
    un rintocco appena
    di campana all'erta
    a rammentar che il tempo
    già vissuto è andato
    Non manca ora
    che di ricordar si scorda
    e pur la mezza
    per i disattenti!
    L'ho proprio qui
    sul capo mio il rintocco
    e sembra redarguirmi
    sottolineando
    che il tempo mio
    - che troppo tengo in mente -
    è in realtà finito
    e nuovo suono devo imporre
    a quel che troppo in fretta passa
    Or che l'ascolto sento
    che l'onda del momento
    è assai lenta
    Per meglio pregustar l'presente
    d'essa m'innamoro
    e m' appartengo.

  • 03 febbraio alle ore 22:07
    È luce

    È luce

    A ogni graffio sul cuore
    si apre un pertugio
    Da lì passa luce:
    viscida dapprima
    di sangue e scorie composta
    poi offuscata
    poi luminosa e nitida
    Poi luce
    ...

    È luce
    È incontro di dolore e amore
    È oltre dolore e amore
    È solo amore
    È luce.

  • 25 gennaio alle ore 23:14
    Stimmate

    Stimmate sul cuore
    stimmate sulle mani
    Amori crocifissi
    spine
    fra i dedali del tempo
    In solitudini stillano
    - sanguinano momenti -
    senza aria nel cielo.

  • 25 gennaio alle ore 13:09
    Arrivare

    Quel giorno che vidi il cielo

    e delle sue coste

    le frange dell'inferno

    non c'era nessuno

    oltre me

    Uniche ombre

    la morte e la vita

    solo esse

    mi mostrarono

    il dubbio il dolore

    la gioia

    Solo esse

    mi indicarono

    la via per arrivare

    dove sono oggi...

    a me.

  • Avevo sogni
    in fondo all’anima
    cieli grevi di pioggia
    incapaci di sfogarsi
    Avevo laghi
    che lambivano
    verdi rive
    E aironi
    che succhiavano
    l’aria ferma
    Avevo venti docili
    che ninnavano
    i miei sogni
    Avevo
    Avevo
    Avevo
    Avevo tempi lenti.

  • 19 gennaio alle ore 15:35
    Così fummo

    Tu tronco
    e io farfalla
    Disteso fra i miei spazi
    fra i tuoi sensi
    volteggio.

    - Così fummo -

  • 11 dicembre 2019 alle ore 18:53
    Curva perfetta

    In cerchi d'angeli
    ho visto bruciare lacrime
    Divenire cieli
    -Curve d'ali -
    Particole d'anima

    In cerchi di cieli
    ho visto angeli
    cullare lacrime
    Divenire d'anima

    -curva perfetta.
     

  • 04 dicembre 2019 alle ore 18:37
    Antri ricamati di memoria

    Odori di fumo e di campagna
    Di lente cotture e di pazienza
    Di sapori bagnati d’adolescenza
    Sale nel palato il senso:
    lentamente si disgrega e scende
    pe’ gl’antri ricamati di memoria

    S’abbarbica il sapore
    -puro-
    all’elemento
    di passato intatto

    È l’attimo innocente e sacro
    ch’ogni baleno d’esistenza
    al cielo innalza e onora.

  • 16 novembre 2019 alle ore 18:28
    Colori fluidi

    Nuove pagine

    la mente verga

    nel niveo pallore della tela

    A ritmi appassionati

    di reggae e soul

    in ombre danzanti:

    corde e ottoni avvinti

    e punte di scarpette

    di gesso modellate

    Macchie di pentagrammi

    avvinghiano

    note e tempi

    in danze e note nuove

    Colori fluidi

    frammentati trafiggono

    tele e pentagrammi

    e vite da inventare.

  • 16 novembre 2019 alle ore 18:26
    È sera

    Cade giù dal focolare
    cenere rovente
    Vuol parlare
    Vuol schioccare
    impenitente fiamma
    Scintillante urla e brama:
    -amore amor soltanto-

  • 30 ottobre 2019 alle ore 18:13
    Agonie

    Grattacieli a sfibrare

    l’agonia del cielo

    Graffi bercianti

    il colore del mondo

    L’uomo scatena

    il suo buio intestino

    alle falde del Cosmo

    si vendica:

    di quel che non possiede

    di quel che non anela

    per sua iniquità

    L’uomo

    sa uccidere se stesso:

    infilza ogn’attimo rappresenti

    quel che non sa essere

    E costruisce grattacieli

    a berciare il cielo

    a piangere agonie del mondo

    a sfaldare il Cosmo

    per un riflesso

    per un sì mai ricevuto

    per un atto d’amore

    mai conosciuto

    E innalza grattacieli

    a sfibrare agonie di cieli

    a scatenare

    il suo buio intestino

    per non amare

    per non conoscere amore

    per non ricordare amore.

  • 21 ottobre 2019 alle ore 19:00
    A volte

    A volte in punta di piedi

    a volte danzando

    a volte cadendo

    lasciamo impronta del passaggio

    A volte lasciamo l’orma

    A volte vorremmo

    non esser mai passati

    A volte vorremmo essere l’onda

    che cancella ogni passaggio

    A volte esser la rena

    che conserva il suo ricordo

    A volte non sappiamo

    se esser onda che solca

    o rena che si lascia cancellare

    A volte la Vita

    ci fa essere onda e rena

    simultaneamente.

     

  • 31 luglio 2019 alle ore 19:07
    Mi sorrise la Signora

    Fu macchia di cespuglio

    a ostruire il passaggio

    alla Signora

    Mi sorrise Ella

    fra il chiaro scuro delle forme

    -rasserenata dall’impotenza-

    E andò

    non falciò

    il germoglio c’ancora aveva

    bulbi verdi.

     

  • 26 luglio 2019 alle ore 20:05
    Anima fluida

    Ero lì
    Sono lì
    lapislazzulo
    su palpebra d'etere
    - suo sogno -
    A sua azzurrita coda
    sosta il mio corpo
    - Profilo d'organza
    è il peplo sull'anima -
    E mi par d'essere
    anima fluida
    - laddove i suoni cullano -
    libera spaziare.
     

  • 15 maggio 2019 alle ore 18:23
    I miei giorni

    Ho visto
    scivolare i giorni
    nelle sabbie del mio mare
    Li ho visti poi spuntare
    fra i sassi di montagna
    e crescere:
    virgulti nel giallo grano
    d’un campo luminoso e arcano
    E poi volare
    - su ali di rondini e gabbiani -
    migrare
    Ho visto
    scivolare i giorni nel domani
    e poi tornare
    - accarezzare lieve la mia guancia -
    e sparire
    Li ho visti scivolare sulle spalle
    e stendersi ai miei piedi
    innalzarsi potenti
    e divenire
    mostruose ombre nere
    E poi azzurre creature
    - ténere e danzanti -
    sul mio ventre
    Ho visto nascere i miei giorni
    - e allargare le sue ali -
    sul mio domani.