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Poesie di Annamaria Vezio

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  • 01 ottobre alle ore 18:41
    Alle soglie

    Alle soglie del sogno
    perdo l’aggancio
    della bugia d’esistenza
    E sorvolo l’amore
    del suo manto mi cingo
    T’avvolgo nell’aria
    che d’orgasmi profuma
    E nel corpo di bronzo
    sciolgo mia ègloga
    Idillio
    Liquido caldo
    nel caldo tuo ventre
    Bianca rugiada
    invade il mio sempre
    di te mi nutro
    - È mio
    questo momento -

  • 30 settembre alle ore 19:07
    Quando lascerò

    Quando lascerò
    le mortal spoglie
    ai posteri io chiedo
    di non lasciar
    al perso tempo
    i passi miei pesanti
    Orme pregnanti
    nel magma del vivere
    Son mille e forse più
    le porte che ho veduto
    e aperto
    contr’ogni avverso vento
    E di per me certo non è
    l'insegnamento
    Se Mostri e Dei
    ho combattuto
    e molto spesso vinto
    è perché
    la discendenza mia sapesse
    che altrove
    da qui è tempo stesso.

  • 30 settembre alle ore 11:58
    Spettinati pensieri

    Resto
    coi pensieri spettinati
    fra i denti del pettine
    Parole vagano
    nello spazio stretto
    della mente
    E cercano cercano
    cercano
    il letto accogliente
    d'un attimo di tempo sospeso
    - fra umani orologi
    e fluire d'eterni -
    Oh come stretta mi fu la veste
    che dai secoli arrugginiti
    mi fu imposta
    Stringono i morsi alle gengive
    Sanguinano i fianchi
    ad acuminati pungoli
    - d'ogni sprone inflitti -
    Guardo guglie di capelli
    strappati
    in denti di pettine
    Muta resto
    a guardare pettini
    spettinare pensieri
    strappati a morsi
    dai suoi morsi.

    28/4/19

  • 19 settembre alle ore 20:09
    Il dito dell'anima

    Poso il dito dell'anima
    sull'ora
    che volge alla nuova

    Sull'attimo che scompone
    ogn'altro passato

    - vellutato silenzio carezza
    e rinnova -

    Pulviscoli d'anima indorano quell'infinitesimo palpito
    che di tempo pregno
    a nuovo vuoto fa il momento

    Sul dito dell'anima
    polpastrelli spandono
    dorati pulviscoli evanescenti

    Preme il dito dell'anima sull'ora:
    - l'ora nuova s’amplia -

    L'attimo che era
    ora è.

  • 19 settembre alle ore 19:51
    Forma fissa l'orma del tempo

    È cambiata la mia vita

    Cospicui tramonti
    han rincorso l’aurore

    su lidi e frane
    e su frontoni puntuti

    Cangianti panorami su ere del mio passo
    - Maestri intransigenti -

    Forma fissa fu l'orma
    del tempo di dentro.

  • 19 settembre alle ore 12:44
    Lenzuoli e letti e sonni

    Combatto
    Lenzuoli freschi
    -scrigni di sogni-

    M'aborre a letto accostarmi

    Li scosto i freschi lenzuoli
    È grigio il sonno
    ch'a letto m'invita

    Sete e velluti sono i letti
    Avvolgono il sonno dei giusti
    Carezzan d'amanti i sensi

    Infredditi muri sono i letti
    che sogni non avvolgono
    e nemmeno uniti corpi
    carezzano

    Combatto
    Lenzuoli e letti e sonni.

  • 19 settembre alle ore 12:16
    Non guardo più dalla finestra

    Là fuori il cielo s'infrange
    su lampi di storie

    In riverberi di lampi
    ne narra luci ed ombre
    Ma non guardo più là fuori

    Prigioniera insieme a voi
    lo sguardo tatuato resta

    su bianche pareti
    -di solitaria esistenza-

    Ma là fuori lampi s'alternano
    squarciando il cielo

    e le silenti pareti

    Là fuori
    la vita urla e chiede ascolto

    Ma siamo sordi
    da finestre e muri protetti

    Lampi d'esistenza
    muti riverberano

    oltre ovattati vetri.

  • 16 settembre alle ore 20:40
    Chi sei tu

    Chi sei tu
    che di mie lacrime
    ancor non nate
    raccogli rugiada
    Chi sei tu
    che squarci veli
    a bachi da seta
    e d’amor morendo
    anneghi nel mio mistero
    Chi sei tu
    che sciogli i miei tempi
    e ne fai coriandoli d’istanti
    Chi sei tu.

  • 05 settembre alle ore 16:49
    Ogni tanto cieli antichi ritornano

    Ogni tanto
    cieli antichi ritornano
    a soleggiare di vita il momento

    Un fremito
    un gorgoglio nella gola
    - il tempo d'una telefonata -

    Una voce che ricorda l'eterno
    Poi si spegne
    di silenzio l'attorno

    - Ricamano vesti dell'oggi
    quei fremiti -

    La memoria distende il presente
    la sua eco imperiosa
    sulle vene s'accorda

    Incide geroglifici di tempo
    Archeologa dell'anima traduco:
    "Sono nel per sempre di più cuori pulsanti"

    Nel mentre il mio cuore
    solitario a me tenta carezza.

     

  • 29 luglio alle ore 10:45
    Mi prende, la sera

    Mi intriga
    e a punti scelti mi ricama
    Mi tesse
    Mi aggroviglia
    In fili di seta cruda
    punto a punto
    impolvera di stelle
    questo cielo che è il mio
    Mi raccatta la sera
    dagli angoli di bui incastrati
    fra muri di incensi
    profumati di templi
    E di preghiera m'incanta
    il mesto pianto
    di una me - qualsiasi -
    che vita ha perduto
    fra la sera e la luna
    fra l'alba e un tramonto
    Mi prende la sera
    mi intriga mi incanta mi tesse
    Aggroviglia mie vite a vite altre
    La mia in ombra in ombre d'altri
    e si fa sera
    M'intriga la sera
    a punti scelti ricama
    incensi incastrati
    fra muri di fuori ai templi
    e incensi fumanti
    a impolverare di cielo codesto istante di vita ricamato
    fra fili crudi di seta.

  • 26 luglio alle ore 19:05
    A notte si placa

    Il giorno scompone e sconvolge
    il passaggio del tempo
    a notte il movimento si placa
    rende tenero ogni colore urticante
    morbido ogni suono graffiante
    Carezza e avvolge la notte
    come nessuno e niente
    mai può fare.

  • 26 luglio alle ore 12:02
    Tornerà

    Tornerà la vita
    sì lo farà
    Ruberà venti alla resa
    donerà cristalli del Tempo
    c’ogni cosa contiene
    E sarà colore del cuore
    l’infinita poesia.

  • 09 luglio alle ore 23:27
    Non venire stasera

    Non venire stasera
    avrei da offrirti
    una valanga di dolori contenuti
    camuffati d'ilari risa
    Non venire stasera
    Oltre le luci sulle mie labbra
    vedresti l'intreccio di annali errori
    Delle impronte
    ch'anno solcato e radicato
    gl'infausti semi del mio oggi
    Non venire stasera
    ti tradirei di sorrisi e luci fra gl'occhi
    prostituendo le iridi con falsi messaggi
    Non venire stasera
    Non venire
    Non ho la forza che tu conosci
    per dirti che tutto va bene
    che sono felice come mi vedi
    Non venire stasera
    non ho forza di indossare la maschera
    che di me per te voglio portare.

  • 06 giugno alle ore 19:16
    Maternità

    Sono stata bambina
    io
    Bimba di bimbo
    a cui fanciulla
    unii la gioventù
    ...
    E fui maternità.

  • 12 maggio alle ore 19:01
    Umani per caso

    Memoria illumina
    offusca trascina strappa vissuti
    Vite rinnovate create
    - dal nulla
    dalla cenere di sé -
    contro tutti e contro tutto
    Vite tante
    in unico ciclo in egual cielo
    egual passaggio
    Qual sorte è vivere tante volte
    in unica esistenza
    qual miracolo è ricordare
    tutte le vissute vite

    Ma come è difficile conciliare
    brevità di fuggevole vita
    in luogo di tante esistenze!

     

  • 18 marzo alle ore 15:48
    Il dito dell'anima

    Poso il dito dell'anima
    sull'ora
    che volge alla nuova

    Sull'attimo che scompone
    ogn'altro passato

    - vellutato silenzio carezza
    e rinnova -

    Pulviscoli d'anima indorano quell'infinitesimo palpito
    che di tempo pregno
    a nuovo vuoto fa il momento

    Sul dito dell'anima
    polpastrelli spandono
    dorati pulviscoli evanescenti

    Preme il dito dell'anima sull'ora:
    - l'ora nuova s’amplia -

    L'attimo che era
    ora è.

  • 28 febbraio alle ore 11:03
    Punteggiatura

    E perdo la virgola del tempo

    in nuova piega sul collo

    nel mentre poetizzo

    su vergine ruga in su la fronte

    proprio sopra le ciglia

    - recinto di sguardo antico e d'oggi -

    S'incastra

    il dito sulla nuova piega sul collo

    Improvvisa lucida visione:

    il tempo inclemente traccia geroglifici

    E perdo la virgola del tempo

    che avrebbe messo pace

    fra me e l'immagine di me

    - E lentamente passa

    la punteggiatura della vita -

    Che scorre

    inesorabilmente corre

    su virgole e punti

    disperdendone la punteggiatura

    E incastrato sul dito

    - sullo scorrere nuove pieghe -

    resta il mio tempo

    fra rughe e pieghe inciso.

     

  • 19 febbraio alle ore 18:51
    Avrei

    Avrei corrotto il passo
    e sveltito nell’istante
    dandogli velocità
    di frecce d’Achille
    per poi sciogliermi
    sul collo tuo
    con un bacio ed un abbraccio
    E invece mi son fermata
    - il tempo giusto per capire
    che il momento più non era
    di circondarti e amarti -
    E t’avrei amato
    mostrandomi senza pudore
    se non fosse stato
    per lo schiocco della freccia
    che nel momento giusto
    mi riporta
    e ignaro e un po’ beffardo
    mi ricorda
    che più, non son più tua
    e tu
    non sei più mio.
     

  • 19 febbraio alle ore 18:50
    Voglio guardarmi

    Voglio guardarmi
    vedermi
    con gli occhi dell'altre genti
    ma mi sfugge la sembianza
    - non mi vedo -
    Guardo verso loro e tento
    di penetrarne i sensi
    Mi vien da sorridere
    nel legger le loro menti
    Mi vedono essi:
    - icona di questo o di quell'altro ambiente -
    Eh no non son io quel che vedete
    mi dispiace!
    Non son nulla
    Sono un niente
    - son quell'attimo di Tempo -
    dal Signor suo sfuggito
    e non mi trovo
    non mi sento
    in quel che voi ardite.

  • 03 febbraio alle ore 18:45
    Nel cerchio eterno

    Nel cerchio dell’attimo eterno
    in tondo giro
    io - animale legato -
    Rosicchio catene ch’ho amato
    ancor sento il gusto d’amore saggiato
    Ne sento fra i denti l’ardore
    Sui pori il sudore
    Nell’aria le urla
    che forti troppo forti
    dell’attimo eterno
    strattonano il cerchio
    E rosicchio catene ch’ho amato
    d'intorno girando
    nel cerchio dell’attimo eterno legata.

    ©2015DissolvenzeAmVezio

  • 22 gennaio alle ore 19:30
    Quel che il Tempo

    Quel che il Tempo
    nel suo vagar astruso
    ancor non ha disperso
    è nell’alito di foglia
    al suo ramo abbarbicata
    È nel tremulo fil d’erba
    forte e radicato
    - Sull’ombra del bosco
    in ombra cola nube iridata -
    Il suo pianto s’intreccia
    al respiro del solco
    Evapora il fango l’odore
    del passo tuo andato
    Dal mio pianto confuso:
    lacrime di nube iridata.
     

  • 20 gennaio alle ore 18:00
    Danza

    Danza l'orma del piede

    Nell'ombra sfumata
    ella danza

    Solleva la punta
    e all'universo traccia
    ghirigori di note

    Le lega le slega e sfilaccia

    Al coro le unisce

    Origàmi di stelle
    appuntano passi
    -trapunte di cielo
    a note ancorate-

    Danza l'orma del piede

    Nell'ombra sfumata
    cieli ascende
    e distende.

  • 21 dicembre 2020 alle ore 18:56
    Nel riflesso di un ricordo

    Scoprii d'esser bella quell'attimo
    al Tempo appeso
    Troppo distratta
    per annuire allo specchio
    quando ormai fu tardi
    per dir sì al mio tempo
    Scoprii di esser viva quell'attimo in cui
    beffarda mi sorrise la Morte
    Ebbi forza ancora
    per rinnovare
    il mio Sì alla Vita
    Scoprii di esser me stessa
    l'attimo giusto
    che mi regalò
    me stessa allo specchio:
    ora e qui
    in eterna bellezza
    al di là dello specchio
    Al di là della morte del corpo.
     

  • 13 dicembre 2020 alle ore 19:13
    E il silenzio si fa notte

    Poi
    il silenzio si fa notte
    la cacofonia del giorno
    si fa canto armonico
    ammorbidito dal momento

    La solitudine
    si fa tenera compagnia
    Il manto celeste è bruno abbraccio
    Il silenzio è tenerezza

    Spalle forti
    è il ciel ch'avvolge
    e coccola
    Materno utero è la notte ch’accoglie

    Nel silenzio della notte
    ogni vibrazione di lancetta tintante
    è armonia di tempi dilatati dentr'al Tempo
    E il silenzio si fa notte.

  • 11 dicembre 2020 alle ore 18:16
    Voglio sedermi

    Voglio sedermi
    su quel ricciolo sfasato
    all'angolo del sorriso
    di madame Luna

    Dondolare nel suo pensiero condiscendente
    e seguirne l'onde

    Dondola dondola
    dondola
    madame Luna

    Mi culla madame Luna

    Giù da basso
    il mondo dondola
    fra l'ombre e luci

    -di suo sorriso figli-

    E io
    seduta nel ricciolo sfasato
    sorrido

    Guardo il mondo
    da beata posizione
    e sorrido

    Felice fu il momento
    che il ricciolo sfasato
    accolse il mio desio

    Nell'angolo del sorriso
    il mio sogno sorride.