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Poesie di Annamaria Vezio

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  • 15 maggio alle ore 18:23
    I miei giorni

    Ho visto
    scivolare i giorni
    nelle sabbie del mio mare
    Li ho visti poi spuntare
    fra i sassi di montagna
    e crescere:
    virgulti nel giallo grano
    d’un campo luminoso e arcano
    E poi volare
    - su ali di rondini e gabbiani -
    migrare
    Ho visto
    scivolare i giorni nel domani
    e poi tornare
    - accarezzare lieve la mia guancia -
    e sparire
    Li ho visti scivolare sulle spalle
    e stendersi ai miei piedi
    innalzarsi potenti
    e divenire
    mostruose ombre nere
    E poi azzurre creature
    - ténere e danzanti -
    sul mio ventre
    Ho visto nascere i miei giorni
    - e allargare le sue ali -
    sul mio domani.

  • 08 maggio alle ore 18:59
    Tu che ne sai

    Tu che ne sai
    delle mie pietre azzurre
    sul davanzale
    e di tutti i parlanti sassi
    raccolti sulla rena
    Tu che ne sai
    dei canti aguzzi
    che il mar m’impose
    e delle carezze
    di sua sabbia nelle vene
    Tu che ne sai
    dei miei tormenti
    e dell’onde che l’han lambiti
    Tu che ne sai
    dei miei giorni lunghi
    abbarbicati ad anni
    Che ne sai
    del mio morir e nascere
    in guscio vuoto di conchiglia
    - d’onda amara abbandonato -
    su grezza rena in attesa
    ch’io mi raccogliessi
    Tu che ne sai
    dei marosi
    e delle brame d’onda
    che m’han plasmata e fatta donna
    Tu che ne sai
    amor che vieni
    amor ch’ora vai.

  • 30 aprile alle ore 17:31
    Tornare

    Tornare 
    ad attimi insensati 
    d'un tempo 
    -forse mai vissuto-
    eppur tatuati dentr'all'anima
    Tornare 
    ad esser germoglio 
    -fra bui benedetti d'un seme-
    Tornare 
    placentum 
    -fra pigri flutti d'oceano-

    Tornare.

     

  • 30 aprile alle ore 17:13
    Cosa vuoi che sia

    Cosa vuoi che sia

    quel buco 

    inanellato di presente

    In sottilissime gugliate 

    di fil di seta 

    ricama attese

    Cosa vuoi che sia

    un buco orlato di vita

    ....

     

  • 31 marzo alle ore 20:42
    Bolla

    In iridata fluorescenza
    -fra tremule membrane 
    di schizzi d'anima-
    volge il mio tempo
    Bolle di cielo 
    -d'aria azzurrate-
    leggere raggiungono il Centro
    Così come in cielo
    così come in Terra
    Laddove evanescenza 
    riconosce il mio passo 
    lì ritrovo me 
    Bolle di cielo 
    Bolle d'aria 
    Bolle d'acqua 
    Bolle di fuoco 
    Bolle di terra 
    Evanescente bolla 
    Primipera fonte d'inizio. 

  • 24 marzo alle ore 23:22
    Stella del destino

    No, non ci credo
     quellastella che di lassù
    -tronfia e austera e fredda-
    vibra
    No, non ci credo
    ch'ella abbia fra sue frame
    granelli di mio destino
    -No, non voglio proprio crederci-
    E ch'ella non osi
    tener fra ' suoi fragili strali
    giorni e istanti miei
    ch'a me sola appartengono
    No, non ci credo a quella stella
    Ella di me non ha destino:
    ch' io sola a me permetto
    d'ordire trama che di me
    fa filo primo del ricamo
    a ricamar fra stelle
    Il mio destino.

  • 17 marzo alle ore 17:18
    Nel ventre

    Nel ventre
    il marchio
    impresso a fuoco sulle carni sei
    Sulla pelle
    geografie d'esistenze
    - le nostre-
    con altri mondi
    e nessun mondo
    Fuori 
    d'ogni concepibile stralo
    il nostro andare
    oltre noi con noi fra noi per noi 
    Umide labbra
    su ogni attimo di vita 
    incisa nella pelle:
    noi
    Labbra a germogliare 
    pelle baciata
    Gocce d'oceano
    a ingravidare onde:
    noi
    Squama
    di sirena folle
    in cicatrice d'anima mi rifugio
    Lì ti amo lì ti prendo lì ti annego lì ti amo: 
    squama 
    squarcio il tuo ventre 
    e nel mio ti porto.
     

  • 17 marzo alle ore 16:50
    Così è

    Sfuggendoci 
    ingannammo il Tempo
    Fermi spazi nell'universo 
    -noi-
    in silenzi siderali 
    ci guardiamo
    Sfuggendo 
    sfuggendoci 
    ci siamo persi
    Forse accenni di sorriso 
    son le stelle cadenti 
    o forse lacrime battenti 
    a frantumare 
    onde sugli scogli
    Così è.

  • 03 marzo alle ore 17:32
    Tal io Sono

    Sono tutto e sono nulla

    So tutto e non so nulla

    Sono di tutti e di nessuno

    È forse questa libertà?

    È forse questa catena?

    L’amore

    ch’a sapienza m’inanella

    è lo stesso che mi cancella

    L’amore

    che a ognun m’avvince

    da tutto m’allontana

    Sono di tutti e di nessuno

    Ognun è soffio del mio vento

    - respiro del mio polmone -

    Ognun è onda di diaframma

    ch’il mio petto abbassa ed alza

    L’ognuno è il cielo

    che m’armonizza

    e in cieli miei soltanto

    m’accompagna

    Son tutto ma non son proprio nulla

    So tutto ma non so proprio nulla

    Sono in tutti dolcemente espansa

    Pur di nessuno

    il mio cuore è nido

    La mia libertà è la mia catena.

     

  • 03 marzo alle ore 17:30
    Sono

    Sono

    quello strappo di pagina

    -sull’ultime righe -

    di rughe impigliate

    Sono

    scacchiera di parole

    - d’amaro aceto crocifisse -

    Sono

    -il piacere ingrato -

    lacrime nel ventre

    Sono

    - coda di sole

    macchia che s’allenta-

    In te

    - cauta -

    s’addormenta.

     

  • 26 febbraio alle ore 19:30
    Voce

    Voce dell’anima

    -come preghiera-

    fra l'onde

    scivoli:

    grani i pensieri

    di prezioso rosario.

     

  • 09 febbraio alle ore 17:48
    L'Adesso del Sempre

    Avevo percezioni

    fra colori di pensieri:
    - bozze d'ali a strizzar l'occhio
    al velo di crisalide -
    ...
    Avevo trasparenze fra le dita
    pulsanti vibranti danzanti
    Eoni
    a pelo d'epidermide
    ...
    Avevo petali
    di cirri evanescenti
    a fior di pelle
    ...
    Avevo l'attimo d'Eterno
    in circolo perpetuo:
    -pensiero percezione levitazione-
    ...
    Avevo l'Adesso
    ho il Sempre.

  • 09 febbraio alle ore 17:41
    Fluttuerò

    Forse un giorno

    non fluttuerò più

    nei sette sensi

    Forse vivrò compatta

    nei cinque

    e se quelli saran troppi

    galleggerò

    ebete e felice

    nei limitati sensi

    della terza età

    O forse la senilità

    sarà benevola

    e mi lascerà fluttuare

    nei due sensi di troppo.

  • 09 febbraio alle ore 17:04
    Di me un suono

    Nell’essermi persa

    a me stessa

    ho girovagato pei bui meandri

    accendendo tutte le luci

    In tal’arsenale ogni Cosa

    ha perso sua ombra

    soltanto uno spazio

    -un perfetto magico Nulla-

    La mente

    così linda ha creato

    di me un racconto nuovo

    Non ci sono stata

    in me -quest’oggi-

    per scelta forzata

    dell’io mio confuso

    Fa scelte strane l’Io

    me ne è mancato l’incontro

    pur l’assenza

    è sentimento gentile

    -nel suo vuoto vagante-

    s’odon suoni nuovi.

     

  • 05 dicembre 2018 alle ore 23:37
    Baccarat

    Ti avrei mandato rose rosse 
    baccarat 
    lunghe e sanguigne 
    come il mio amore per te
    Ricordo
    l'infinito tuo grazie
    quella volta
    - sembrava t'avessi aperto il cielo - 
    Lacrimavi gioia: 
    la tua voce al telefono
    vibrava gloria
    ...
    T'avrei mandato rose rosse 
    sanguigne e alte 
    -missive del mio amore per te-
    Vorrei mandarti rose rosse 
    baccarat 
    lunghe e sanguigne 
    Su ogni nodo e su ogni petalo 
    tracce di voce:
    il mio canto d'amore per te
    Ti avrei mandato baccarat 
    profumate e svettanti 
    se tu fossi ancora qui 
    con me
    Fluttuano petali rossi 
    profumati 
    su per il cielo
    Li vedi, li sfiori?
    È fiotto 
    è frangia 
    è velluto 
    è sfoglia di cuore 
    ogni rosa baccarat 
    Il mio pegno d'amore
    su steli svettanti 
    che ora non posso 
    mostrarti più 
    mammina mia. 

    A mia madre per il suo compleanno. 

  • 21 novembre 2018 alle ore 19:47
    Agonie

    Grattacieli a sfibrare

    l’agonia del cielo

    Graffi bercianti

    il colore del mondo

    L’uomo scatena

    il suo buio intestino

    alle falde del Cosmo

    si vendica:

    di quel che non possiede

    di quel che non anela

    per sua iniquità

    L’uomo

    sa uccidere se stesso:

    infilza ogn’attimo rappresenti

    quel che non sa essere

    E costruisce grattacieli

    a berciare il cielo

    a piangere agonie del mondo

    a sfaldare il Cosmo

    per un riflesso

    per un sì mai ricevuto

    per un atto d’amore

    mai conosciuto



    E innalza grattacieli

    a sfibrare agonie di cieli

    a scatenare

    il suo buio intestino

    per non amare

    per non conoscere amore

    per non ricordare amore.

  • 19 novembre 2018 alle ore 23:50
    Alla finestra del tempo

    C'era l'aria azzurra
    in quel rombo di ricordo
    Ali svettanti
    all'orlo delle ciglia
    Oltre
    l'azzurro del mare
    nel cielo liquefatto
    -fra le palpebre
    e le soglie dell'anima-
    C'era l'aria azzurra
    C'è l'aria azzurra
    fra le pareti del tempo.

  • 12 novembre 2018 alle ore 18:06
    Da punte di ali, lo sguardo

    Dal nido dell’aquila

    dalla punta d’ala

    guardo

    il tuo volo planare

    su onda bassa increspata

    - sui suoi ricci

    il cuore lasciare -

    Dalla cima del monte innevato

    dalla punta dell’ala

    ti guardo

    - lascio piume sull’onde -

    Fui sirena

    - invitante

    in crespi d’onde maliziose -

    Ti rapii

    nel mentre in onde salate

    lavavo il mio canto di vita

    E tu osservavi

    da cime innevate

    Ti persi

    nello scambio di cime

    per onde salate

    Son ora gl’orizzonti lontani

    riflessi di canapo e d’onde

    e nidi di aquile e gabbiani

    - da punte di ali -

    a guardare.

  • 10 novembre 2018 alle ore 19:33
    Dell’amore (dis-a)

    S’incrocia

    il mio inabile

    muto

    spasmo di muscoli

    al tuo vigile movimento

    S’incatena

    il pulsare univoco

    dei sensi

    Estasi

    di pelle oltr’ai corpi

    Bocche a occhi appesi

    Corpi a lenzuoli impressi

    Unghie a fianchi arresi

    Muti

    i miei muscoli inabili

    in spasmi d’estasi

    - fra pelle vigile -

    distendono

    il delirio dei sensi:

    caduta libera

    al centro della vita

    (Dell’amore dis-abile)

     

  • 07 novembre 2018 alle ore 19:01
    Briciole d’estasi

    Furon baci le carezze

    di nascosto

    all’onde della luna

    Fluide bende

    sull’occhio vigile

    dei sensi

    Fermenti fummo

    fermenti cademmo

    in code di stelle:

    briciole d’estasi in estasi giacenti.

  • 05 novembre 2018 alle ore 19:11
    Ore del Tempo

    Il Tempo raccoglie:
    - dei fili di seta
    spoglia il baco -
    Raggomitola
    ore sulle albe
    - le disfa sui tramonti -
    Le disperde
    su punte di stelle:
    - intarsi

    su vellutato nero manto arcano -
    E ai nostri giorni
    le sottrae
    Il Tempo raccoglie
    e disperde e consuma e rinnova
    la di noi
    veste di baco
    - dei fili di seta
    tesse nuove esistenze -

     

  • 25 agosto 2018 alle ore 18:30
    Mi fido

    Mai tal dire
    fu più bestemmia!
    Fu tenace lotta
    fra inferi e schiere celesti
    - quella volta -
    Mi fido
    Dissi fanciulla
    rinnovata nel cuore
    S’incendiarono i cieli
    Precipitarono al suolo
    Lo perforarono
    -quell’altra volta-
    Mi fido
    Disse ancora
    l’anima bambina
    Fu fiamme e fauci bramose
    Serpeggi di esseri infidi
    a smembrare le terre
    Mi fido
    Fu il flebile ultimo
    soffio di voce
    S’aprirono famelici vortici
    Sotto i miei piedi
    - quell’ultima volta -

  • 21 agosto 2018 alle ore 16:27
    Quanti di luce

    Rimbombano i passi

    in eco incantata di nebbia

    Par s’illumini scia

    al tallone fuggita



    -S’apron memorie splendenti-



    Magneti di fiato

    in nugoli spersi

    Quanti di luce

    Fotoni di noi

    furon baci e carezze



    Memoria effusa

    in trini di nebbia

    di bruma s’ammanta



    Spunta su labbra sorriso

    in sua linea

    l’orma d’eterno solcata:

    ti ho amato.

     

  • 21 agosto 2018 alle ore 16:26
    Loro, l’albero della vita

    Mute voci di luce

    sfuggono:

    in stille edulcorate di pensiero

    messaggi dell’oltre

    -sdraiati sullo sterno-

    sussurrano

    nel vagare lenti

    Mute voci di luce

    sfuggono

    -marchiate onde d’esistenza-

    Chi del poeta si fa mezzo

    per render verbo

    a sconosciuto dire?

    Di chi è il poeta

    muta voce e luce?

    È fors’egli inconsapevole

    o forse cantor ardito

    di velate verità?

    Il poeta nulla sa

    pur tende il fianco

    a Mondi Altri

    e d’Essi si fa canto

    E Mondi Nuovi

    nell’Eterno vivi

    -inconsapevole

    o forse ardito-

    a se stesso conduce.

     

  • 21 agosto 2018 alle ore 16:25
    Al di là del pertugio

    Dal pertugio del sarcofago

    fiammella timida

    spinge

    In sua minuta potenza

    Soffia



    Vedo

    Aldilà del pertugio

    vedo

    Sua focosa impotenza

    -così testarda

    così testarda-

    stilla il pertugio

    Palpebra s’apre e spalanca

    su tremula orbita

    E vedo

    Aldilà del pertugio

    Aldilà del sarcofago

    Vedo

    Impotente testarda fiammella:

    potente calor divenire

    Potente calore

    aldilà del pertugio

    Dissolve sarcofago.