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Poesie di Annamaria Vezio

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  • mercoledì alle ore 23:37
    Baccarat

    Ti avrei mandato rose rosse 
    baccarat 
    lunghe e sanguigne 
    come il mio amore per te
    Ricordo
    l'infinito tuo grazie
    quella volta
    - sembrava t'avessi aperto il cielo - 
    Lacrimavi gioia: 
    la tua voce al telefono
    vibrava gloria
    ...
    T'avrei mandato rose rosse 
    sanguigne e alte 
    -missive del mio amore per te-
    Vorrei mandarti rose rosse 
    baccarat 
    lunghe e sanguigne 
    Su ogni nodo e su ogni petalo 
    tracce di voce:
    il mio canto d'amore per te
    Ti avrei mandato baccarat 
    profumate e svettanti 
    se tu fossi ancora qui 
    con me
    Fluttuano petali rossi 
    profumati 
    su per il cielo
    Li vedi, li sfiori?
    È fiotto 
    è frangia 
    è velluto 
    è sfoglia di cuore 
    ogni rosa baccarat 
    Il mio pegno d'amore
    su steli svettanti 
    che ora non posso 
    mostrarti più 
    mammina mia. 
    A mia madre per il suo compleanno. 

  • 21 novembre alle ore 19:47
    Agonie

    Grattacieli a sfibrare

    l’agonia del cielo

    Graffi bercianti

    il colore del mondo

    L’uomo scatena

    il suo buio intestino

    alle falde del Cosmo

    si vendica:

    di quel che non possiede

    di quel che non anela

    per sua iniquità

    L’uomo

    sa uccidere se stesso:

    infilza ogn’attimo rappresenti

    quel che non sa essere

    E costruisce grattacieli

    a berciare il cielo

    a piangere agonie del mondo

    a sfaldare il Cosmo

    per un riflesso

    per un sì mai ricevuto

    per un atto d’amore

    mai conosciuto



    E innalza grattacieli

    a sfibrare agonie di cieli

    a scatenare

    il suo buio intestino

    per non amare

    per non conoscere amore

    per non ricordare amore.

  • 19 novembre alle ore 23:50
    Alla finestra del tempo

    C'era l'aria azzurra
    in quel rombo di ricordo
    Ali svettanti
    all'orlo delle ciglia
    Oltre
    l'azzurro del mare
    nel cielo liquefatto
    -fra le palpebre
    e le soglie dell'anima-
    C'era l'aria azzurra
    C'è l'aria azzurra
    fra le pareti del tempo.

  • 12 novembre alle ore 18:06
    Da punte di ali, lo sguardo

    Dal nido dell’aquila

    dalla punta d’ala

    guardo

    il tuo volo planare

    su onda bassa increspata

    - sui suoi ricci

    il cuore lasciare -

    Dalla cima del monte innevato

    dalla punta dell’ala

    ti guardo

    - lascio piume sull’onde -

    Fui sirena

    - invitante

    in crespi d’onde maliziose -

    Ti rapii

    nel mentre in onde salate

    lavavo il mio canto di vita

    E tu osservavi

    da cime innevate

    Ti persi

    nello scambio di cime

    per onde salate

    Son ora gl’orizzonti lontani

    riflessi di canapo e d’onde

    e nidi di aquile e gabbiani

    - da punte di ali -

    a guardare.

  • 10 novembre alle ore 19:33
    Dell’amore (dis-a)

    S’incrocia

    il mio inabile

    muto

    spasmo di muscoli

    al tuo vigile movimento

    S’incatena

    il pulsare univoco

    dei sensi

    Estasi

    di pelle oltr’ai corpi

    Bocche a occhi appesi

    Corpi a lenzuoli impressi

    Unghie a fianchi arresi

    Muti

    i miei muscoli inabili

    in spasmi d’estasi

    - fra pelle vigile -

    distendono

    il delirio dei sensi:

    caduta libera

    al centro della vita

    (Dell’amore dis-abile)

     

  • 07 novembre alle ore 19:01
    Briciole d’estasi

    Furon baci le carezze

    di nascosto

    all’onde della luna

    Fluide bende

    sull’occhio vigile

    dei sensi

    Fermenti fummo

    fermenti cademmo

    in code di stelle:

    briciole d’estasi in estasi giacenti.

  • 05 novembre alle ore 19:11
    Ore del Tempo

    Il Tempo raccoglie:
    - dei fili di seta
    spoglia il baco -
    Raggomitola
    ore sulle albe
    - le disfa sui tramonti -
    Le disperde
    su punte di stelle:
    - intarsi

    su vellutato nero manto arcano -
    E ai nostri giorni
    le sottrae
    Il Tempo raccoglie
    e disperde e consuma e rinnova
    la di noi
    veste di baco
    - dei fili di seta
    tesse nuove esistenze -

     

  • 25 agosto alle ore 18:30
    Mi fido

    Mai tal dire
    fu più bestemmia!
    Fu tenace lotta
    fra inferi e schiere celesti
    - quella volta -
    Mi fido
    Dissi fanciulla
    rinnovata nel cuore
    S’incendiarono i cieli
    Precipitarono al suolo
    Lo perforarono
    -quell’altra volta-
    Mi fido
    Disse ancora
    l’anima bambina
    Fu fiamme e fauci bramose
    Serpeggi di esseri infidi
    a smembrare le terre
    Mi fido
    Fu il flebile ultimo
    soffio di voce
    S’aprirono famelici vortici
    Sotto i miei piedi
    - quell’ultima volta -

  • 21 agosto alle ore 16:27
    Quanti di luce

    Rimbombano i passi

    in eco incantata di nebbia

    Par s’illumini scia

    al tallone fuggita



    -S’apron memorie splendenti-



    Magneti di fiato

    in nugoli spersi

    Quanti di luce

    Fotoni di noi

    furon baci e carezze



    Memoria effusa

    in trini di nebbia

    di bruma s’ammanta



    Spunta su labbra sorriso

    in sua linea

    l’orma d’eterno solcata:

    ti ho amato.

     

  • 21 agosto alle ore 16:26
    Loro, l’albero della vita

    Mute voci di luce

    sfuggono:

    in stille edulcorate di pensiero

    messaggi dell’oltre

    -sdraiati sullo sterno-

    sussurrano

    nel vagare lenti

    Mute voci di luce

    sfuggono

    -marchiate onde d’esistenza-

    Chi del poeta si fa mezzo

    per render verbo

    a sconosciuto dire?

    Di chi è il poeta

    muta voce e luce?

    È fors’egli inconsapevole

    o forse cantor ardito

    di velate verità?

    Il poeta nulla sa

    pur tende il fianco

    a Mondi Altri

    e d’Essi si fa canto

    E Mondi Nuovi

    nell’Eterno vivi

    -inconsapevole

    o forse ardito-

    a se stesso conduce.

     

  • 21 agosto alle ore 16:25
    Al di là del pertugio

    Dal pertugio del sarcofago

    fiammella timida

    spinge

    In sua minuta potenza

    Soffia



    Vedo

    Aldilà del pertugio

    vedo

    Sua focosa impotenza

    -così testarda

    così testarda-

    stilla il pertugio

    Palpebra s’apre e spalanca

    su tremula orbita

    E vedo

    Aldilà del pertugio

    Aldilà del sarcofago

    Vedo

    Impotente testarda fiammella:

    potente calor divenire

    Potente calore

    aldilà del pertugio

    Dissolve sarcofago.

     

  • 18 agosto alle ore 17:52
    Della mente, strade

    Quanta strada
    ha la mente
    -da percorrere-
    Fogliame fitto
    da sconvolgere
    e fendere
    e passare
    -all’oltre andare-
    e nel cielo chiaro
    libera
    sfinire.

  • 09 agosto alle ore 19:17
    Senza pianto

    Non piango mai
    i miei occhi non conoscono lacrima
    Le onde nere e gonfie
    sono i flutti del mio cuore
    Sono ganci i flutti neri
    che afferrano le carni
    -le straziano ed angustiano-
    l'anima trascinano
    in larghi forni in cenere
    Non piango mai
    i miei occhi non conoscono lacrima
    L'anima è un panno asciutto
    che fra due mollette
    appes'a un filo
    impazzito sventola.

  • 05 agosto alle ore 16:13
    Alle soglie del Tempo

    E ogni sera mi fermo
    a cercare tramonti
    alle soglie del Tempo
    Quattro mura sugli occhi
    a spaccare orizzonti
    Infinitesime punte
    di dardi incendiati
    a disgregar il cemento
    In gloria s’allarga
    apogeo di rosso
    -nel giallo l’orgasmo-
    del giorno che involve.

  • 19 luglio alle ore 19:19
    Ho un sogno

    Ho un sogno

    un sogno ancora

    che ancora il buio

    non ha incendiato

    Ho un sogno



    Ho onde

    increspate e perse

    sui marosi della pelle

    Ho un sogno da percorrere

    che ancor non ho sognato

    Ho viaggi fra le rughe

    e vele

    Vele spiegate al vento

    su fiumi di cicatrici



    Ho un sogno

    che ancor non ho sognato

    che m’aspetta.

     

  • 08 luglio alle ore 19:07
    Scoprimi

    Scoprimi

    con dita leggere

    sposta

    la foglia adunca

    che nasconde il fiore

    Scoprimi

    con soffio sottile

    sposta

    le ombre del giunco

    che luce offuscano

    Scoprimi

    come vento tremulo

    sposta

    il velo di vesti

    che vita copre.

     

  • 05 luglio alle ore 13:16
    Pigro lembo

    Il tempo si è fermato
    sorpreso è rimasto appeso
    a frali fili alla finestra
    Non c'è vento
    a spronar le sue ali
    Dimentico rimane
    in postura supina
    Indolente segue
    le nubi incastrate
    nel pigro lembo di Creato.

  • 02 luglio alle ore 20:22
    La notte è, per me

    Fuggenti e suadenti note
    ha fra le pieghe delle dita
    per me
    Sgrana effluvi di suoni
    che al giorno
    sconosciuti restano
    - La notte è per me -
    M’incanta
    in morbidi silenzi
    che silenzi non sono
    s’involano
    piuttosto
    in onde dall’alfa all’omega
    Vagano
    Trasportano
    Rapiscono
    Invergano
    Di vita
    mi stordiscono e seducono
    -La notte è per me-
    Amante amata.

  • 24 giugno alle ore 23:45
    Nel silenzio l'incontro

    Nel silenzio incontro
     l'anima dell'Universo
    -il ricordo ancestrale
    di ciò che ero e che sarò-
    Qui
    -nel centro dell'anima
    laddove il silenzio
    è armonia
    dell'uno e del tutto-
    trovo me stessa
    ad accogliere me
    Unicum prezioso e amato
    nel cuore del Creato
    Uno e tutti:
    tracce di eterno qui.

  • 24 giugno alle ore 1:15
    Ore del tempo

    Il Tempo raccoglie: 
    -dei fili di seta
    spoglia il baco-
    Raggomitola 
    ore sulle albe 
    -le disfa sui tramonti-
    Le disperde 
    su punte di stelle: 
    -intarsi su vellutato nero manto arcano-
    E ai nostri giorni
    le sottrae
    Il Tempo raccoglie 
    e disperde e consuma e rinnova
    la di noi
    veste di baco 
    -dei fili di seta
    tesse nuove esistenze-

     

  • 20 giugno alle ore 20:15
    L’orologio

    Com'è buono il silenzio
    il rintocco sereno
    segna immagini di mamme
    con grembi accoglienti
    e sul grembo un capo di bimbo
    e sul capo una carezza lenta
    Com'è tenero il silenzio
    accarezzato
    dal tic e poi tac
    lento, lento

    L'orologio batte il tempo
    un tempo eterno
    che non corre né si ferma
    solo porta
    come in sogno momenti
    vissuti o forse no
    adagiati in fondo all'anima
    e sollevati dolcemente
    dal tic e poi tac
    ...
    tic e poi tac
    tic tac.
     

  • 11 giugno alle ore 22:32
    Parlo con te, Clemenzia

    Un sussurro

    un alito di vento

    ed è notte

    Abbandonerò alla notte

    che viene

    il dolore color tortora

    di questo giorno

    ...

    Ricercherà luce di stelle

    l’anima mia

    vorrà risplendere

    domani

    su me

    in rinnovata gioia

    Ora no

    ora è color tortora

    l’alito di vento

    su me.

     

  • 03 maggio alle ore 0:36
    Regalo

    Regalagli un rasoio
    poggia la mano sulla sua
    e allo specchio
    segui la linea del suo viso
    e radi
    radi dolcemente...
    Fai l'amore 
    Sulle curve degli sguardi 
    affonda 
    dell'eros le dita
    Fra i pori della rasata pelle 
    incidi 
    lunghe scie di unghie 
    a percorrere le linee 
    di rasoi allo specchio
    Regalagli un rasoio 
    poggia la mano sulla sua pelle 
    cadi nei suoi pori
    Fai l'amore 
    nello specchio degli sguardi.

  • 27 aprile alle ore 17:16
    Dove l’acqua scende lenta

    Guardavo
    quegli occhi genuini
    di bimbo fermato nel tempo
    e caddi
    nei meandri dell’anima
    proprio lì
    dove l’acqua scendeva lenta
    e lambiva i miei piedi bianchi
    e poi gorgogliava
    mentre le mani affondavo
    nell’argento suo felice
    Da quegli occhi di bimbo
    fermato nel tempo
    lacrima senza sale cadde
    e scivolando sul mio petto
    lavò ogni dolore
    purificò goccia a goccia il sangue
    e sbiancò il mio pensiero
    Unendo i colori del cielo
    mi proiettò nell’arco tinto
    e fra garriti di gabbiani in volo
    le note mie lasciò cantare
    in risa di ritrovata vita
    -la mia-
    nell’oscurità del tempo ormai smarrita.

  • 26 aprile alle ore 19:43
    Angeli e demoni

    Quanti angeli e demoni

    albergano

    l’ampia distesa dell’anima

    Nebulose gassose

    squarciate

    da rapide saette di luci

    Ali spalancate a fermare

    lingue di spade acuminate

    E le mani sullo sterno

    E le mani sulle tempie

    E gli occhi chiusi sul dolore

    Quanti angeli e demoni albergano

    l’ampia distesa dell’anima

    Ghiacciai neri di sporco

    (su onde rabbiose improvvise all’orizzonte)

    minacciosi protendono

    braccia imperiose

    Ali spalancate a fermare

    lingue di spade acuminate

    Ali luminose a illuminare

    orizzonti neri di sporchi ghiacciai

    E le mani sullo sterno

    E le mani sulle tempie

    E le mani sugli occhi

    per fermare il dolore

    E ali, ali ad abbracciare le spalle

    da muti singhiozzi scosse

    E ali, ali ad abbracciare

    l’acquosa altalena

    dell’anima piagata.