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Poesie di Annamaria Vezio

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  • 19 giugno alle ore 19:44
    Pagine tele e pentagrammi

    Nuove pagine
    la mente verga
    nel niveo pallore della tela
    A ritmi appassionati
    di reggae e soul
    in ombre danzanti
    - corde e ottoni avvinti
    e punte di scarpette
    di gesso modellate -
    Macchie di pentagrammi
    avvinghiano
    note e tempi
    in danze e note nuove
    Colori fluidi
    frammentati trafiggono
    tele e pentagrammi
    e vite da inventare.

  • 15 giugno alle ore 17:56
    Sfilacciate maglie

    E il giorno conferma
    di te: sono sogno
    bramato
    E il giorno conferma
    di me: sei sogno
    agognato
    E il tempo percorre
    traiettorie di vite
    impigliate nel sogno:
    - non sono sogni e nemmeno vite -
    Rotaie graffian la pelle
    Ore percorrono i corpi
    In sbuffi
    d’antichi treni a vapore:
    sfilacciate maglie
    di me e di te
    Senza te senza me…

    AmVezioDaOrigàmiDelTempoGennaio18

  • 15 giugno alle ore 12:05
    L'indovino

    Forse è quel qualcuno
    che nell'inocenza dell'attimo
    -dell'attimo suo ad eteree radici sublimate incrociate-
    svela chiara visione di arcane linee
    -dal Tempo nel Sempre illuminate?-
    Chi mai è l'indovino
    se non un'anima all'anime legata da egual impercettibile filo
    -unione di cielo e terra-
    a ogni moto d'anime
    che in egual trama sfila il suo tracciato?

  • 30 maggio alle ore 19:52
    È luce

    A ogni graffio sul cuore
    s’apre un pertugio
    Da lì passa luce:
    viscida dapprincipio
    di sangue e scorie composta
    Offuscata poi
    Luminosa e nitida ancora poi
    Poi luce
    ...
    È luce
    È incontro di dolore e amore
    È oltre dolore e amore
    È solo amore
    È luce.

  • 21 maggio alle ore 19:28
    Alla finestra del tempo

    C'era l'aria azzurra
    in quel rombo di ricordo
    Ali svettanti
    all'orlo delle ciglia
    Oltre
    l'azzurro del mare
    nel cielo liquefatto
    -fra le palpebre
    e le soglie dell'anima-
    C'era l'aria azzurra
    C'è l'aria azzurra
    fra le pareti del tempo.

  • 19 maggio alle ore 12:54
    Spettinati pensieri

    Resto
    coi pensieri spettinati
    fra i denti del pettine
    Parole vagano
    nello spazio stretto
    della mente
    E cercano cercano
    cercano
    il letto accogliente
    d'un attimo di tempo sospeso
    - fra umani orologi
    e fluire d'eterni -
    Oh come stretta mi fu la veste
    che dai secoli arrugginiti
    mi fu imposta
    Stringono i morsi alle gengive
    Sanguinano i fianchi
    ad acuminati pungoli
    - d'ogni sprone inflitti -
    Guardo guglie di capelli
    strappati
    in denti di pettine
    Muta resto
    a guardare pettini
    spettinare pensieri
    strappati a morsi
    dai suoi morsi.
     

  • 03 maggio alle ore 19:47
    Quel che il Tempo

    Quel che il Tempo
    nel suo vagar astruso
    ancor non ha disperso
    è nell’alito di foglia
    al suo ramo abbarbicata
    È nel tremulo fil d’erba
    forte e radicato
    - Sull’ombra del bosco
    in ombra cola
    nube iridata -
    Il suo pianto s’intreccia
    al respiro del solco
    Evapora il fango l’odore
    del passo tuo andato
    Dal mio pianto confuso:
    lacrime di nube iridata.

  • 27 aprile alle ore 19:49
    Musico un verso

    C'è una macchia nello spazio
    ombra incolore e impartenente
    - un vuoto molle, inconsistente -
    In questa macchia nello spazio
    i sentimenti
    navigano erranti
    Cercano note a sé assonanti
    piangon le pause evanescenti
    Bramano luce e i suoi colori
    cercan unione nei righi vuoti
    Libelli accartocciati
    di musiche mai suonate
    Ma compassionevole è l’Universo:
    di ogni dolor
    ne musica un verso.

  • 25 aprile alle ore 19:23
    Le lune

    Ho perso le lune
    fra bulbi di ciglia
    Dov’erano gli occhi
    nel mentre le stelle
    blandivano il cielo?
    Passan le lune
    da neri spazi celate
    Ferma
    -sotto la volta-
    sento il Creato vibrare
    Nel mentre
    sotto bulbi di ciglia
    passano lune.

  • 21 marzo alle ore 19:27
    Tetti

    Tetti accostati l'un l'altro
    Nel tepore dei fumignoli
    tenerezza di un abbraccio:
    -il bimbo stretto
    al seno di mamma
    Il capino implume
    sotto l'ala della capinera
    Il muscoloso braccio
    sul fianco bianco dell'amata-
    Tetti s'accostano
    fronte a fronte
    tegola a tegola
    -nel tepore della sera
    l'ultima ala in volo
    abbraccia-
    Fra tetti
    accostati l'un l'altro
    - è sera.

  • 09 marzo alle ore 1:16
    Femmina

    La Terra
    - femmina del Creato-
    canta urla geme prega
    mentre impavida
    eneramente al Tutto
    sorride.

  • 06 marzo alle ore 0:14
    Nevose frali

    Neve scende
    fra frali
    di lemmi incompiuti
    Di ovattata pace
    avvolge ogni silenzio
    del cuore
    Ed è neve
    neve candida
    sul cuore.

  • 28 febbraio alle ore 18:29
    Da punte di ali, lo sguardo

    Dal nido dell’aquila

    dalla punta d’ala

    guardo

    il tuo volo planare

    su onda bassa increspata

    - sui suoi ricci

    il cuore lasciare -

    Dalla cima del monte innevato

    dalla punta dell’ala

    ti guardo

    - lascio piume sull’onde -

    Fui sirena

    - invitante

    in crespi d’onde maliziose -

    Ti rapii

    nel mentre in onde salate

    lavavo il mio canto di vita

    E tu osservavi

    da cime innevate

    Ti persi

    nello scambio di cime

    per onde salate

    Son ora gl’orizzonti lontani

    riflessi di canapo e d’onde

    e nidi di aquile e gabbiani

    - da punte di ali -

    a guardare.

  • 20 febbraio alle ore 19:09
    Lievi vesti

    Non sentii quelle vesti
    né il tessuto pesante
    dei tramati secoli

    Non ebbi vista
    che lor'altri non ebbero
    fra l'ombre del mondo

    Indossai le vesti
    ricamate dai secoli

    Ai miei occhi
    aggiunsi gl'occhi d'altri

    Assaporai
    lembi caldi di sangue non mio
    e riconobbi
    la disperata danza del mio

    Non portai mantelli
    ad appesantire il mio andare
    che non fossero dei miei compagni

    E fu lieve il mio passo
    ché d'altri fu il volo

    Fu palpebre d'angeli
    al cielo ancorate

    Non seppi mai se il dolore
    e l'amore fossero
    di chi

    Né mai seppi
    se fossi fragile frangia
    o permanente tessuto

    La leggerezza del viaggio mi disse
    che il viaggio è mantelli
    ornati di sangue e occhi
    di voli leggeri
    in fregi ricamati d'organza

     

  • 17 febbraio alle ore 16:24
    Lettera

    Cosa vuoi che ti dica
    amico caro
    Ecco a te la vita mia
    intarsiata in delle strofe
    Ti par cruenta e inusitata?
    No, non pensarlo affatto
    Se tu sapessi
    cader fra quelle righe
    davver più non potresti
    guardar con ugual occhio
    ogn’attorno
    Affogheresti
    nell’acque mie profonde
    Annegheresti
    e non più tornar a galla
    in via tua
    sapresti…

  • 14 febbraio alle ore 18:22
    È nebbia

    È nebbia

    ad ammantare la sera

    stasera

    Amniotico liquido

    avvolgente

    Madre Terra

    Non mostra lumi

    tanto meno lune

    e del ciel

    non v’è parvenza

    E’ nebbia

    Sospensione di molecole:

    anime bianche

    in morbidezza vaganti

    Stasera.

  • 13 febbraio alle ore 20:13
    Succede, senza preavviso

    L'organza dei giorni
    su cui poggiano gl’attimi
    d'un tratto slarga le maglie
    - senza rumore alcuno -
    lascia precipitare i giorni
    confusamente
    l'uno sull'altro
    In turbinio frastornante
    cadono
    senza toccar terra
    restano impigliati nell’aria
    fra denti digrignati
    fra frammenti
    di pensieri scomposti
    È polvere
    in granuli graffianti
    quanto rotea nell'interstizio
    del corpo eterico:
    - vuoto colmo -
    Mesti i momenti si mostrano
    sfuggendosi l’un l’altro
    ora
    lampi luminosi
    e visi imbrattati d’amore.
     

  • 08 febbraio alle ore 23:56
    Zizi

    Il dolore è un punto fisso
    freccia conficcata fra le vertebre
    Persino il respiro è sangue ribelle
    Il dolore è un chiodo
    che penetra e gira nelle carni
    Il diaframma spezza e inganna
    Il dolore sei tu - mancanza -
    rendi pieno ogni vuoto -
    e lo surclassi -
    di nebbie molli nelle vene 
    di rumori nella mente
    di spaventosi vuoti dentr'all'anima
    Il dolore è non poterti dire:
    resta non andare
    senza te non posso stare
    Ma tu già sei lontana
    stella fra le stelle 
    distante troppo
    per potermi ascoltare.

  • 07 febbraio alle ore 23:53
    Sono stata

    Sono stata membrana
    tremolante nel tempo
    poi vibrante
    caduta nel momento
    Ho visto i miei occhi
    prima ancora
    di sollevare le palpebre
    E poi tornare
    membrana
    nello sbadiglio del tempo

  • 05 febbraio alle ore 18:47
    A Pianavia, fra la sua gente

    Fra le vergin terre
    addormentate eppur sveglie
    un rintocco appena
    di campana all'erta
    a rammentar che il tempo
    già vissuto è andato
    Non manca ora
    che di ricordar si scorda
    e pur la mezza
    per i disattenti!
    L'ho proprio qui
    sul capo mio il rintocco
    e sembra redarguirmi
    sottolineando
    che il tempo mio
    - che troppo tengo in mente -
    è in realtà finito
    e nuovo suono devo imporre
    a quel che troppo in fretta passa
    Or che l'ascolto sento
    che l'onda del momento
    è assai lenta
    Per meglio pregustar l'presente
    d'essa m'innamoro
    e m' appartengo.

  • 03 febbraio alle ore 22:07
    È luce

    È luce

    A ogni graffio sul cuore
    si apre un pertugio
    Da lì passa luce:
    viscida dapprima
    di sangue e scorie composta
    poi offuscata
    poi luminosa e nitida
    Poi luce
    ...

    È luce
    È incontro di dolore e amore
    È oltre dolore e amore
    È solo amore
    È luce.

  • 25 gennaio alle ore 23:14
    Stimmate

    Stimmate sul cuore
    stimmate sulle mani
    Amori crocifissi
    spine
    fra i dedali del tempo
    In solitudini stillano
    - sanguinano momenti -
    senza aria nel cielo.

  • 25 gennaio alle ore 13:09
    Arrivare

    Quel giorno che vidi il cielo

    e delle sue coste

    le frange dell'inferno

    non c'era nessuno

    oltre me

    Uniche ombre

    la morte e la vita

    solo esse

    mi mostrarono

    il dubbio il dolore

    la gioia

    Solo esse

    mi indicarono

    la via per arrivare

    dove sono oggi...

    a me.

  • Avevo sogni
    in fondo all’anima
    cieli grevi di pioggia
    incapaci di sfogarsi
    Avevo laghi
    che lambivano
    verdi rive
    E aironi
    che succhiavano
    l’aria ferma
    Avevo venti docili
    che ninnavano
    i miei sogni
    Avevo
    Avevo
    Avevo
    Avevo tempi lenti.

  • 19 gennaio alle ore 15:35
    Così fummo

    Tu tronco
    e io farfalla
    Disteso fra i miei spazi
    fra i tuoi sensi
    volteggio.

    - Così fummo -