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Poesie di Annamaria Vezio

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  • 02 giugno 2015 alle ore 0:53
    Vita tu hai

    Vita hai voluto
    nel bene e nel male 
    prodigi per me
    Di terra e radici
    il mio corpo hai strappato
    e marchiando i miei pori
    mostrarmi hai voluto
    le tue viscere oscure 
    Sulla pelle hai spalmato
    l'humus molliccio
    eppur cieli m'hai dato
    stupefacenti e puliti
    M' ha donato corolle 
    di velluto e di polline 
    da carezzare 
    e sanguinanti ferite
    da medicare
    M' hai obbligata 
    ad oliare 
    ogn' ossa e ogni cuore
    e sulle mani hai posato
    profumi ed unguenti 
    dai millenni venire
    per altri corpi 
    spalmare e lenire.

  • 26 maggio 2015 alle ore 22:36
    Stelle

    Stelle
    stelle che riesco a vedere
    che dal buio intravedo 
    dalle palpebre chiuse
    stelle che sono parole 
    buttate su per il cielo
    stelle che cadono 
    senza rumore 
    in iridescenti sorrisi
    stelle che accendono sogni 
    e stelle che li accompagnano
    stelle che accarezzano l'anima 
    e dall'anima 
    suggono bellezza
    Stelle.

  • 26 maggio 2015 alle ore 22:10
    Cieli

    La mano dal cielo
    ferrosa discende
    in morsa s'atteggia
    Senza indugio afferra
    stupite anime
    d'amor confuse.

    Da Rugiada sulla quercia ed. 2014

  • 24 maggio 2015 alle ore 22:58
    L'oggi

    L'oggi mi  regala 
    onde di orologi 
    dalle lancette tronche
    senza motivo di esistere 
    ché il signor Tempo dedica 
    la sua attenzione alle emozioni 
    non alla tacche 
    sul quadrante scolpite
    Regala al Cosmo 
    un respiro d' esistenza 
    senza confini con l'umano 
    scorrer delle ore. 

  • 24 maggio 2015 alle ore 0:44
    Ti penso, a volte (Donna 2011)

    Ti penso, a volte
    e cado nel tappeto
    che fu il nostro talamo
    Mi prendesti,
    mi prendesti seduta sul divano
    sciogliendo l’azzurro dei tuoi occhi
    nel liquido mio azzurro
    Le mani sul mio viso,
    le tue mani forti e grandi sul mio viso
    come ali di mamma chioccia
    sul corpo implume del pulcino
    Grandi mani, le sentivo grandi
    su di me, come ali
    Come ali mi avvolgevi in te
    Scendevano le tue mani
    sulla curva del collo
    disegnavano il mio collo
    lo carezzavano
    seguendo la linea delle spalle
    e poi del seno
    con tenerezza, guardandomi negli occhi
    con gli occhi ardenti
    Guardandomi negli occhi,
    prendevi il mio corpo per rubarmi l’anima
    e la rubavi
    Ed io persa,
    con l’anima nei tuoi occhi
    che dai tuoi occhi colava nel tuo ventre
    e lì restava,
    languida mi dissolvevo e scivolavo sul tappeto,
    mi dissolvevo
    Avevi lo champagne
    e due flute nelle tasche
    bevemmo lo champagne
    dai flute
    e poi il tuo lo versasti
    sulla linea del mio collo
    a da lì lo bevesti
    ma non eri ancora sazio
    e lo volesti bere dal mio ventre
    e poi più giù
    dal delta del mio corpo
    dalla cava del desiderio
    Piano, piano,
    piano mi prendevi
    mi rapivi, mi prendevi
    Mi prendevi fra le braccia
    braccia forti, possenti
    Mi avvolgevi come cielo di notte
    come il cielo avvolge di notte
    mari e promontori
    Mi portavi all’estasi
    e all’estasi andavi
    Il mio corpo era tutto una carezza,
    le tue mani erano la carezza
    Ti penso, a volte ti penso
    e cado nel tappeto
    che fu il nostro talamo
    Mai più, mai più
    ci fu tappeto in casa mia.

  • 16 maggio 2015 alle ore 19:06
    La vita

    Non sono parole
    non son rime 
    e nemmen'orlate strofe
    vergate su righe ondose
    E' quadro astratto 
    che si tinge e si rischiara
    piange e soffre e si strazia
    e all'ultimo nuovo colore
    si stupisce ancora, e ride
    E' la vita
    quadro di parlante tela.

  • 10 maggio 2015 alle ore 14:19
    Anima nuda

    Viaggia nuda l'anima 
    Ha perso ogni pudore  
    e ogni dogma pesante  
    nel vuoto ha sperduto 
    Ne ha fatto cibo per uccelli  
    e per i gigli nei campi 
    di sì formanti lemmi 
    di importanti dogmi 
    E nuda viaggia l'anima 
    a carezzare cieli  
    di siffatta sua stessa veste.

  • 08 maggio 2015 alle ore 17:37
    Panni bianchi

     
    Nel bianco panno dell’anima:
    trama di velluto
    soffoca
    trama di seta
    scivola
    Cotone respira
    Falce o bistouri
    il lembo taglia
    Il panno è squartato:
    sfuggono ribelli
    semi piumosi,
    l’aria scompongono
    in cenni di ali asfissiate,
    vogliosi protendono
    l’anelito bianco del volo.

  • 01 maggio 2015 alle ore 17:49
    Ali confuse da: Dissolvenze ed. 2015

    In quei giorni nefasti
    d’amore al dolore confuso:
    inerpicati voli di angeli
    fra rami d’inverno spinosi
    in refusi di cielo annebbiati
    In quei giorni nefasti
    l’amore il dolore confuse:
    embrioni di ali di angelo
    a cieli annebbiati protesi. 

  • 20 aprile 2015 alle ore 1:39

    Sembra la notte
    e il suo respiro lento
    lenire ogni arsura
    ma non è così
    Di notte
    nel silenzio
    maggiore è l'assenza
    pesante è la sua mancanza
    La solitudine
    se pur carezza
    compassionevole
    raccoglie lacrima.

  • 20 aprile 2015 alle ore 0:13
    Graffi d’unghia sopra il cielo

    Il confuso cuore mio manda lampi intelligenti,
    al corpo e all'anima comanda
    passi certi ed efficienti
    Eppure lacrima di sangue 
    nel cavo concavo rilascia,
    come fiume pazzo inonda 
    ogni fibra e la scolora
    Porta agli occhi della mente 
    il rosso fucsia del dolore,
    lo scatena come lampi
    di razzi gialli scoppiettanti
    È sangue sparso sopra il cielo 
    graffi d'unghia sul Creato
    Ogni anfratto d'esistenza
    di dolor si strappa il viso
    Pioggia rossa allaga il mondo 
    e il confuso cuore mio
    triste e morto annaspa stanco.

  • 10 aprile 2015 alle ore 16:40
    Ti ascolto parlare

    Suggo 
    da ogni lemma il suono
    per immergermi cado
    in caleidoscopio d'emozioni
    libera mi lascio travolgere.

  • 10 aprile 2015 alle ore 13:53
    Lacrime di silenzio

    Sono bugiardi certi momenti                        
    che in garza sterile si celano
    In sputi d'onda anomala
    si schiantano
    Di beffa mascherano il presente
    e a te stesso incompreso
    il silenzio piangi.

  • 07 aprile 2015 alle ore 19:18
    Volti di te

    Sembrava la luna
    il tuo viso agognato
    Colava il suo velo
    su sguardi d’oro colato
    Al giorno gli occhi riapro
    e di te resta l’azzurro
    nel seno infilzato.
     

  • 27 marzo 2015 alle ore 19:31
    Turbinio

    Nel delicato turbinio 
    nei meandri dell'anima
    del pensiero
    rapisco i colori
    li stendo
    li confondo
    li rimiro
    Mi riconosco.

  • 25 marzo 2015 alle ore 12:49
    Carezza

    E scende la notte
    su palpebre schiuse
    dal giorno confuse
    E scende la notte
    su lampi di vita scordati
    Lascia la coda a lembo amoroso 
    di fulgido pianto
    Scende la notte
    e giorno e sogni carezza. 
    Da "Salti nella vita" by annamaria vezio 2015

  • 16 marzo 2015 alle ore 12:30
    Dimmi bambino

    Dimmi bambino
    Chi turba il tuo tempo?
    …quel livido fumoso sul braccio …
    dimmi bambino
    chi disturba il tuo tempo?
    Mi guardi con l’occhio socchiuso 
    lo vedo il tuo tremulo sguardo
    - Dimmi bambino – 
    Chi disturba il tuo tempo?
    Non parola né suono 
    trema sul labbro
    Dimmi bambino
    chi disturba il tuo tempo?
    Mi guardi m’innesti
    nel grande pantano
    mi mostri 
    con posa assai mesta
    mi porti per mano
    E io vado laddove 
    lasciasti la voce
    bruciasti lo sguardo
    perdesti la tempra
    Insieme affondiamo 
    nel bigio fumoso
    a piangere invano
    Vieni bambino 
    vieni a cadere
    nel mio abbraccio potente
    Ora e mai più,
    mai più nessuno
    disturba il tuo tempo.

  • 15 marzo 2015 alle ore 16:24
    Ibridi informi

    Son ibridi ombrosi 
    a vagare scomposti
    confondendo la mente
    E vaga il pensiero 
    inseguendo quell’ombre:
    non riconosce le forme 
    strepita e dispera,
    l’ansia lo afferra
    cerca la foce…
    Non è il momento 
    si blocca la mano
    il sangue frigge le dita
    E gli ibridi informi
    continuan a vagare
    Un silenzio e un respiro:
    ho cancellato memoria,
    nel Nuovo mondato
    ho intravisto l’arcano
    - la mente non vuol ansia nel ventre
    ch’ella è stretta catena, avvilente - 
    per creare può e deve, soltanto 
    sciolta spaziare.

  • 15 marzo 2015 alle ore 16:16
    Errore di lettura

    Assai errato è 
    pensar che la famiglia
    è amor che lascia e piglia
    e sempre torna
    No, famiglia 
    è cosa complicata
    è demone incazzato
    che all’amore si risveglia
    e sua tossina sputa
    è corpo bitorzoluto
    ch’ogni colle
    di pus ha pietrificato
    È catena arroventata 
    ch’ognun tenta
    di mordere e staccare
    non per esser liberato
    ma per poter l’altro 
    eviscerare
    e poi mangiare.

  • 13 marzo 2015 alle ore 21:00
    Quante vite

    Quante vite ho già vissute 
    da noi lontane
    Esistenze separate: 
    dieci anni sono tanti
    Vivi tu i giorni tuoi
    ed io i miei
    senza rammarico né ansie 
    Siamo l’uno nell’ altrui pensiero?
    -Forse anche tu ancor mi sogni-
    Quel giorno ormai lontano 
    entrasti nel mio sangue
    e lì io ti lasciai
    coccolandoti ed amandoti
    Dieci anni sono tanti
    io te e le nostre vite
    ma l’anima non veste
    nessun pietoso velo
    a cancellar gl’ attimi nostri
    Che tu voglia oppur non vuoi 
    che io voglia oppure no
    nel sangue e nella pelle
    da quel giorno e ormai per sempre
    sei invescato alle mie cellule.

  • 25 febbraio 2015 alle ore 20:16
    Ostro e Maestrale "da Dissolvenze"

     
    Tragico il Maestrale
    il sospiro tuo racconta:
    è pianto profondo
    - il cuore ed il ventre
    comprende?-
    È caldo l’Ostro
    soffio languido piangente
    melodia divien:
    lo strugger dei corpi canta
    sussurrando canta
    nel soffio caldo avvolge
    nel pianto di pioggia svolge
    S’inebria la Rosa dei Venti
    in sputi di sabbia e grani di gelo
    e lame taglienti e lingue di fuoco
    sferza la pelle - la brucia -
    di velo cocente la copre:
    il Maestrale si scioglie nel ventre
    pulsando
    io, Ostro pulsante  nel ventre
    l’accolgo.
     
     

     

  • 10 febbraio 2015 alle ore 18:45
    Panni bianchi

     
    Nel bianco panno dell’anima:
    trama di velluto
    soffoca
    trama di seta
    scivola
    Cotone respira
    Falce o bistouri
    il lembo taglia
    Il panno è squartato:
    sfuggono ribelli
    semi piumosi,
    l’aria scompongono
    in cenni di ali asfissiate,
    vogliosi protendono
    l’anelito bianco del volo.

  • 09 febbraio 2015 alle ore 18:31
    Angusto serpente

    Fogli bianchi

    stesi silenziosi affranti

    muti

    Muta è la mente

    fra pensieri stanchi

    Particole pazze

    paranoie nei ventri

    - vite galleggianti -

    Che accade a questa gente

    che morde se stessa

    - angusto serpente –

    rivolta il proprio sangue

    ne sputa quando langue

    Così ama così odia

    così se stessa mangia

    E nel terror di vita sua sprecata

    all’altra gente grida: ingrata!

    Ché se cieco

    il dolor è di se stessi

    ogni onda d’amor

    l’ego malato stressa.

     

     

  • 07 febbraio 2015 alle ore 20:35
    Musica

    Musica scivola
    fra le frange 
    ed un lembo di vita
    s'increspa fra i righi 
    ed espande armonia. 

  • 01 febbraio 2015 alle ore 20:11
    Rivedo - da "Donna" ed. 2012 -

    Rivedo la stanza
    e noi due
    - ombre bianche di luce 
    sospese -
    nei pensieri caldi
    Rivedo il bisogno
    di noi due:
    fondersi anima e corpo
    Raggi di sole le nostre braccia
    - si allargano -
    la nostra enfasi avvolgono
    Diventa oro liquido
    il nostro incontro
    E’ oro quel che ora vedo
    lontana anni, da te,

    rivedo.