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Poesie di Antonio Sangervasio

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  • 21 giugno 2006
    Terre al mio passaggio

    Sobria la luce,

    il sole mi muta versione.

    Risorgo di nuovo, al mattino.

    Brillante, succede all'eburnèo vedere per caso.

    Le terre,

    imbevono l'aria di una cenere nuova,

    dall'acre profumo.

    La valle non chiede ragione,

    protegge la mole del tempo.

    Teatro,

    il passare degli anni,

    penuria di sogni svegliati d'autunno.

    Proibiti ai sensi,lascivi letarghi

    e deboli verdi frammenti.

    Un lampo spirale mi abbaglia la vista

    e tutto riscorre a ritroso.

  • 21 giugno 2006
    Aspettandoti

    Scànsate,

    le grevi onde di terra bagnata,

    sobbalzano.

    Succede la sera,

    quando si intarsiano illusione e realtà,

    quando gli insetti mietono enigmi

    ed i sassi delimitano i confini con i sogni.

    Allora tu giungesti,

    dal bordo d'un tiepido prato,

    causando la fertile gioia,

    che sa di sorriso.

  • 06 giugno 2006
    Tasselli

    Assolutamente

    avverto il segno dell'alba

    e chiaro m'è l'infinito,

    penetro la luce e ciò che gli sta attorno.

    Ignoro

    le labbra di pietra di una statua,

    che nulla dicono.

    Tra il cielo sbircio,

    non so resistere,

    si scompone questa alba,come se fosse fluida.

    Ritrovo le verità dorate

    di un mattino,

    degli scogli emersi,

    ho atteso il sole

    per poter scrutare,

    come ognuno coordina il gioco

    delle follie.

  • 29 maggio 2006
    Nel sonno profondo

    A tal monte,
    parte fumo
    e parte manto,
    volgo il mio sguardo
    d'incanto.
    Nello squarciar
    di cielo
    e nel rifiorir
    di stormi
    angelo e vaniglia
    dormi.
    A tal distanza
    miro i tuoi occhi,
    chiusi,
    che son natura.
    Sogno quel celato
    pianto triste
    che fa paura.

  • 29 maggio 2006
    diva

    Diva di cipria
    vedi e non vedi
    il passare dei tempi
    in scanditi secondi.
    Di gioia puerile,
    coperti tappeti
    di fiori in specchi
    a mirare.
    Di uno ieri
    che acclama
    e che par
    di volare
    ed oggi vento,
    vento,vento
    che oltraggia il mare.

  • 29 maggio 2006
    Poi la sera

    Non mi ricordo
    se c'era il buio.
    C'era luna,
    pallida di notte insonne.
    C'erano lucciole
    che s'accendevano dalla vergogna,
    poi
    c'era il vento
    e spento soffiava
    per l'imbarazzo.
    Infine anche i grilli,
    dai trilli pungenti
    come da assilli.
    Di lei
    non ricordo bene
    c'è solo il sentore
    di un restare insieme.

  • 29 maggio 2006
    La valle

    Persi
    negli imbarazzi della neve.
    Lieti
    per il suo candore,
    cauti
    nel nostro andare.
    Sinceri
    nel rabbrividire.
    Allorché
    giungemmo a meta
    rischiara la vita,
    nella valle dei destini
    ed oltre,
    al sentir di voci
    audaci
    a rincorrere emozioni.