Vittoria Minacapelli
  • su Aphorism dal 5/25/2013

Biografia

In perenne cammino verso la felicità, ho spesso smarrito me stessa per cercare un angolo di mondo che mi appartenesse. Sono stata una bambina fatta di sogni e una donna che ha imparato troppo presto a indossare il metallo del coraggio. Cresciuta in un universo che non parlava la mia lingua, ho scelto l’armatura come pelle e il silenzio come scudo. Ma oggi, la vera vittoria non è più difendersi: è aver imparato, nella solitudine, a lasciare andare chi mi stava accanto senza mai vedermi davvero.

Segni particolari

Ho vissuto a lungo in trincea, proteggendo quel cuore sognatore che il mondo sembrava voler ignorare. Elmo, scudo e spada sono stati i miei compagni di viaggio in una realtà che mi voleva solo sulla difensiva. Ho sacrificato parti di me, è vero, ma la solitudine mi ha fatto un dono prezioso: la capacità di distinguere la semplice presenza dalla reale vicinanza. Ora scelgo di svestire il peso dell'armatura e di restare solo con chi sa guardare oltre il riflesso del mio scudo.

Seguimi

Scritti da Vittoria Minacapelli

40 su 70

Speranza

Ciò che si vede nel cambiamento è dettato dal cuore che si possiede.
Esso ha un'arma potente,(…)

Empatia

Non dirmi che mi capisci e che ti metti nei miei panni, perché non ci entreresti. E non perché(…)

Grazie

Ci fu un tempo in cui la tua voce tuonava, carica di vigore e forza. Avanzavi con fare calmo e(…)

Il tempo, un'effimera illusione spietata della mente che ci costringe a morire ogni istante soffocati dalla memoria e dall'avvenire.

Vuoto

Adesso mi chiedo dove siano i tuoi sogni...raggi di luce dispersi nel tempo. Fioriscono speranze(…)

Non raccogliere più i frutti marci per preservare l'albero. Piuttosto taglia i rami e innesta una pianta nuova per raccogliere frutti migliori.

Nessuno è più inferiore di quelli che insistono nella loro malvagità.

Mi sveglio sempre imperfetta. Poi mi ricordo che la perfezione non esiste. E resisto.

Mi innamorai di te come accade nel sonno, assopita, lentamente e poi profondamente.

Sei la carezza che sfiora l'anima. Silenzioso frastuono che muta il mio vivere inappetente.