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Poesie di Daniela Iodice

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  • 20 aprile 2014 alle ore 20:58
    Rassegnazione Standard

    Se potessero le guance 
    sentir piano il suo gentil affanno,
    con labbra gelide di vil fermento,
    il mar sarebbe puro immenso.

    La piena libertà fu così da non esister
    e il canto tremulo dell'uomo muore sul proprio ormeggio,
    ove ogni intrepido sibilo d'amor 
    nel petto un cuor si spegne
    in un etere di pur solfeggio. 
     

  • 31 gennaio 2014 alle ore 17:37
    Impeto Rabbioso

    Vivere alla mercè del mio destino; oh, fottuto destino! 
    Avrete anche la mia immensa bontà,
    il candido amore floreale di fanciullo,
    ma, ahimè, l'anima, quella, non l'avrete se non combattendo!

    Strappatevi a brandelli coscienza e intelletto,
    sguazzate in follia e perdizione, 
    gelosia e frustrazione;
    tu dimentichi e io rammento,
    quale duetto migliore.

  • 23 ottobre 2013 alle ore 13:32
    Bisbiglio

    Si fa la muta,
    come un uccello a primavera;
    nel silenzio dei giorni storti,
    quando vorresti che fossero più obliqui.

    Il canto spezza il suono,
    troppe le parole gettate via;
    basta un po di vento
    e torna una bugia.

  • 16 agosto 2013 alle ore 22:35
    Brain

    Occhi negl'occhi; ansimi di battiti indecifrabili.
    Desiderio, voglia, passione, violenza, fusione organica di liquidi emessi dal piacere.
    Penetrazione, ancora, penetrazione nell'anima.
    Mani, battiti e carezze sulle montagne erbose del corpo;
    effusioni, orgasmo genitale.
    Le mani dietro la schiena.

    Battiti.
    Battiti.

    L'ansimo dell'attimo, passato, ansimi ripetuti dalla fatica e dall' essere appagato.
    Occhi.
    Passione, baci, i denti che stringono l'ardore corporeo.
    Capelli al vento, poi sul nudo corpo.
    Che angelo.
    Si. Sei così bella, bambina.
    I tuoi occhi sono l'incarnazione della mia voglia.
    Baciami; assapora il gemito intimo della perdizione.
    Oh si! Voglio sporcarti quelle labbra d'angelo che porti che, innocentemente, sorride all'uomo cattivo.

  • 17 luglio 2013 alle ore 21:00
    Repressione

    La rabbia mi consumerà, piano piano, poco a poco, ogni giorno.
    Sottoporre se stessi ad uno spreco di energie immane, se si pensa che, con la stessa energia, si potrebbero provare o fare cose belle e buone.

    Ma è così inutile, il mio dire, a volte; quando si provano certe cose, difficilmente scorrono via se non poco è l'interesse ed il motivo che ci spinge a provare emozioni.

    Ma benchè ogni cosa ed ogni forma, non v'è velo che nasconda la verità cruda;
    essere adirata, ora, è ciò che sono e che resterà fino a che la luce non avrà dissipato l'ombra malvagia della rabbia umana.
    Allora, forse, in quel caso, darò pace eterna alla mia anima.
     

  • 10 luglio 2013 alle ore 17:57
    Discorso Con Se Stesso

    Lascia perdere i presupposti e i concetti, Gilbert;
    ci sono cose alle quali dare una spiegazione è difficile quanto sfamare tutte le bocche del mondo.

    Se potessi sfamare la mia con arte e passione,
    allora avrei risolto metà dei problemi che mi attanagliano l'esistenza.

    E di quelle bocche che piangono per un cibo, non v'è che amaro agitarsi di membra; in un buco della terra senza nutrimento ne compassione.

  • 10 luglio 2013 alle ore 17:56
    Paura Del Coraggio

    Ogni parola sconfinata in un abisso di emozioni; come un vaso d Pandora in cui sono rinchiusi spirito e forma.
    Ad ogni sua intenzione, io cado, o luce diurna.
    Se fosse il coraggio così tale da spezzare l'incertezza umana, ch'io possa trovare riposo, allora; nella terra del menzognere ceco, parole dipinte su tessuti acerbi.
    Ad ogni passo un ombra ingloba se stessa, e il profumo dell'andato echeggia nello sconsolato.

  • 10 luglio 2013 alle ore 17:55
    Momento Illusorio

    "Le va un giro al porto, del wisky e l'amica luna; un pò di baci al collo nudo e l'intima passione della notte? Soli, in un posto al buio; dove qualsiasi voglia può essere soddisfatta, dal sesso al senso delle cose, dal viso angelico suo e le mani mie di suonatore."

    Quando poi sono riuscito soltanto a dire, con voce tremante e insicura "Le va un caffè?"
    La sua risposta era già conosciuta, prima di qualsiasi pensiero pensato o di parole dette .

  • 10 luglio 2013 alle ore 17:53
    Bambina

    Come si può guardare e non vedere?
    Quegl'occhi puri d'innocenza infantile che ti sciolgono l'anima.
    Una così delicata creatura in un inferno di mostri divorati dallo sviluppo e il progresso?

    Come si può negare un bene primario senza indugio?
    I miei occhi hanno incrociato occhi così alteri e puri, quasi da sciogliere me stessa in una pozza di lacrime impure;
    così docili, così fragili.

    Come si può guardare e vedere tutt' altro, in un volto senza peccato, con una così anima di latte?
    Il mondo non conosce più certe emozioni;
    veniamo trascinati dall'uragano dell'oggi, sporcato di sangue e denaro.

  • 10 luglio 2013 alle ore 17:52
    Morte Al Datore

    Quanto avrei voluto saltargli addosso e stracciargli la pelle riempendolo d parole
    ma ho abbassato lo sguardo; mi sono tenuta tutto, ho ingoiato la mia rabbia e cercato di mantenere le mie parole strette tra i denti.
    Ho fatto in modo da poter gestire le lacrime e ho messo in silenzio il mio tremore.
    E l'unica cosa che avevo nella testa, erano solo maledizioni di morte per un mostro di potere che sputa veleno su chi non può difendersi.

  • 10 luglio 2013 alle ore 17:51
    Lode Personale

    "Se posso permettermi, in tutta sincerità, Miss Lethendon, lei deve il suo onore e il suo rispetto a se stessa; in tutta la sua completezza, lei potrà avere di certo più di un peccato, ma che la si voglia schernire, questo è impossibile.

    Per motivi personali, che non sto qui di certo ad elencarle, che sia io che lei conosciamo bene, di tutti quelli che ci sono tra questi, io so per certo che benchè vi siate allontanata dal mondo, schernire la vostra anima equivale a sporcare quella dell'offensore e non quella di colei che si vuol offendere; in questo caso, lei.

    Le sue rosee guance meritano baci sinceri; e questo lo sa più del suo stesso viso d'angelo, nonostante si ostini a credere il contrario della vicenda."

  • 05 luglio 2013 alle ore 22:16
    Tramonto

    Alla sera v'è più poesia cruda che vento di passione;
    quello scorcio di tempo che invece di placare, spalanca le porte del pensiero contorto.
    E' un passare lento del pensiero che lega alla terra,
    e in esso ritroviamo l'io estromesso al mattino,
    quello inquieto e infelice di un anima spenta.

    Non a caso è l'attimo della morte del sole;
    quella morte abituale alla quale, ogni volta, non siamo mai preparati.

    Lo stupore del quotidiano quando finisce e abbraccia, intrepido, Morfeo;
    senza margini eccezionali, delineando la fine di un giorno e l'ansia dei quello dopo.
    Sulla bocca amare consolazioni per l'attimo inconsistente di solitudine nel quale ci accingiamo a cadere, puntualmente, ogni volta.
    Peggio di un appuntamento galante che non ha che ipotetiche opzioni di andata,
    meglio per sino del matrimonio tra anima e corpo.

  • 23 giugno 2013 alle ore 0:46
    Candida Allusione

    E' un tiepido meriggiare sulla collina lì vicino.
    Una fioca luce spenta, trema al suon del vento.
    Una melodia così sottile quanto maledettamente tagliente.
    Il vociare assorto del desiderio che induce in tentazione,
    e che mano potrà mai dare?

    Oh, intrepido scintillare;
    sei la luce più violenta che ho mai visto.
    E non parlo di violenza cruda,
    ma quella che solo tu come sono io sai,
    che più che torpore intrepido di un tranquilliccio penombra,
    sei così pungente quando tocchi l'anima.

  • Quanto amore ancora credi di avere per me?
    Un amore sconfinatamente illusorio o veritiero?
    Un amore da potersi fidare al pieno come la luna quando è tonda?
    Credimi se ti scrivo, che di tanto amore ne abbiamo piene le vene;
    in ognuna scorre intrepido e tacito, ogni molecola porta il tuo nome.
    Quanto si è disposti al fine di combaciare perfettamente?
    Uccello dell'anima che annida nel petto, scriverti che di tanto amore ne posseggo ancora nonostante le tue dubbiose visioni, è per sino inutile talmente è vero il mio sentire.
    Siamo le due facce della medaglia e tu, Graziano, amore mio sconfinato, perdona il mio sconforto, accogli la mia titubanza.
    Fa di me, Gora, il tuo tempio prediletto, il tuo angolo di paradiso, il tuo amore più segreto.
    All'alba delle parole che ti dedico, sii te stesso e abbraccia la mia sorte;
    un amore è un amore, e tu sei il mio prediletto.

  • 04 aprile 2013 alle ore 13:40
    Lettera a Graziano di Elode

    Oh, Graziano, luce divina, tu vieni a me come il giorno fa con la notte.
    Porti il calice della virtù più ardente, che rammarico d'amore non ha pace se non toccato dalle labbra tue.
    Cammino con il vaso dell'anima mia tersa e dono a te l'immensa me stessa; con peccati, memorie, dolcezze motorie, tu rimembri il canto antico di chi ti ha amato?
    Gora, qual'è il mio nome, t'invoca e ti urla dritto al petto; tu che per il mondo mi hai lasciata e che ora subisco il castigo di tanto amore svanito.
    Porto al collo un ramo per dimostrarti che in qualsiasi momento tu voglia, io, me medesima, sono pronta, con un sol gesto sventurato, a togliermi il fiato.

  • 04 aprile 2013 alle ore 11:19
    Time

    E nel silenzio del giorno, il tuo pensiero mi accompagna.
    Dolce ricordo impresso nel petto,
    in ogni posto io ti sento.

  • 25 marzo 2013 alle ore 19:20
    Ego

    "A cosa servirebbe, io mi chiedo, perdersi in quell'attimo di stella caduta che ti porta all'oblio nell' universo? E' meglio limitarsi all'astratta visione o al concreto essere?
    Dimmi, tu che invochi gl'occhi per un ultima volta, per quale prezzo si è disposti a spingersi?
    Se si è al punto d'invocarli, meglio restino astrazioni che misere illusioni."

    "Io penso semplicemente che, da pensatori autonomi quali siamo, sia normale sentire determinate cose. Mi sono detta: 'a cosa servirebbe? Va bene esprimerci, dire ciò che pensiamo ma, al di là di tutto, a cosa servirebbe? Sarà una gioia momentanea, perenne dolore, entrambe o nessuna delle due? E' difficile conoscere la risposta, per questo penso: 'meglio che sia astratta visione che misera illusione'."

  • 22 marzo 2013 alle ore 0:30
    Discordanza

    Torpore inspiegabile direi a detta di questa sensazione.
    Non ho cercato tale stato ne tanto meno immaginato e tocca, mi ha toccato.
    Immaginare lo sguardo dannato che mi assale.
    Oh, pensieri. Venite da lontano eppure, in un tempo così piccolo siete morte.
    Una sensazione che in un attimo muore, dà vita ad un altra
    e non so se sia stato più spiacevole che sia morto l'istante del torpore o che improvvisamente lame aguzze sono penetrate nel petto.
    A quale sensazione dare ascolto?
    Non so, non io, forse.

  • 18 marzo 2013 alle ore 17:50
    Induzione

    Soli su questo inutile mare di acqua, governati da Dio e sottomessi all'uomo.
    Il cielo piange lacrime rosse e ci tinge di morte, immersi nel dolore della solitudine incessante dell'esser vivi; il saper parlare ed amare e vivere e perire, ci rende immuni al mondo come Dio è immune al tempo.

    La potenza tempestosa del cielo in festa e la malinconica sinfonia del vento, l’ardere del  fuoco e della pioggia bagnata, la terra che trema, ci culla come anime perse tra il buio e le ombre che inghiottiscono l'uomo.

  • 18 marzo 2013 alle ore 17:46
    Non è un'anima pura

    Non è un'anima pura, ma oscura,
    vomitato dal male,
    ha patito sofferenze,
    portatore di memorie orride,
    di cuore impassibile,
    di viso solcato dall’indifferenza,
    di mani forti di chi lavora il nulla.
    L’ozio è il suo vessillo,
    la sua è un’avida fame di carni eppure, al sol avvicinarmi,
    pace e tranquillità vengono innescate come esplosivo,
    pronto ad echeggiare tra i confini del mondo perduto.

  • Siamo in riva al mare, alla deriva di ogni tempo.
    Ci sono ostinazioni che non capisco, foghe stupide e senza senso.
    Non concepisco ostinate fonti di pensiero contraddittorie tra loro, non v'è legame logico tra gesto e parola.
    Posso non condividere ma non posso estirpare spiriti diversi dal mio,
    eppure la rabbia e l'amarezza portano, al mio stupido giudizio, un totale rifiuto verso non il semplice diverso tra uomo e uomo,
    ma il diverso esercitato con stoltezza senza intelletto.
    Chiedo a Dio, se mai ce ne fosse uno,
    come può accadere ciò ma, di certo,
    se chiedessi questo dovrei pormi altre domande,
    del tipo perchè le persone uccidono o perchè chi uccide è ancora vivo.
    Farneticazioni, posso dire, che sfociano in canzonette per rendere il tutto più pulito.

  • 02 marzo 2013 alle ore 20:00
    Aleya

    Era la più bella tra le belle e i suoi occhi parlavano, suonavano melodie supreme.
    C'era poesia nel corpo nudo sfiorato da leggiadri capelli affusolati, mossi dal tiepido respiro umano, incantevole quanto maledettamente infernale.
    Ed io ero compiaciuto dall'inferno, il solo che avessi conosciuto negl'anni già trascorsi, e vedevo in lei quel paradiso mascherato che mi avrebbe dato solo tormento e desiderio, mi avrebbe reciso l'arteria; il mio sangue si sarebbe fermato e il mio spirito sarebbe morto col corpo senza indugio, senza speranza ne volontà.
    Aleya era il peccato di quella terra, accolta e distrutta da chi prima le ha giurato amore e poi, dopo, morte e dolore.
    Ma al suo confronto qualsiasi terra, denaro, bene comune o spirituale, non valevano per averla.
    Sono stato un uomo malato d'amore, che ha perso tutto per un semplice mortale e se non avessi avuto Aleya, la vita stessa non avrebbe appagato la mia misera esistenza.
    I suoi occhi parlavano, suonavano melodie supreme, dove anche l'Iddio avrebbe ammazzato per averla stretta nel suo creato.

  • 21 febbraio 2013 alle ore 11:43
    Alabama

    Abbandonerò una lacrima al confine tra la patria e la città nuova.
    I pensieri s'insidiano oscuri nella notte,
    ed è così triste esserne vittima.
    Quale sarà la strada giusta da percorrere?
    Tracceremo i segni di un cammino,
    tortuoso o sereno che sia,
    oltre le nuvole, 
    oltre se stessi.

  • 14 febbraio 2013 alle ore 23:46
    Un po, stanotte.

    Lacrime, un po di lacrime lungo gl'angoli delle labbra;
    affondare il viso sul tuo petto per un po.
    Parlare, parlare e poi l'immenso.
    Un po di tristezza, ogni tanto, un po stanotte.
    I pensieri scorrono lungo la pelle, ti bacio e ti vesto di desiderio.
    Amare.

  • 06 febbraio 2013 alle ore 12:21
    Marea

    Libero fui, nel mondo dei mortali dannati.
    Infami assassini s’avvinghiavan tra loro con l’intento di derubarsi dell’anima.
    Libero di viaggiare per quel mondo di sogni di cui io solo ne ero l’artefice ed il protagonista.
    Vedere quel mondo  andare in rovina, vedere il mio migliorare sempre più.
    Libero di volare sul cielo dell’inverno più freddo che vivo e danzare sulle acque della solitudine;
    come una foglia che danza nella tempesta.

    Ero libero di assistere, inerme, al cambiare delle cose, al deteriorarsi della vita, al cambio delle stagioni.
    Vedevo andar via tante  cose importanti...

    Libero di creare mondi colorati e meravigliosi per noi soli,
    per noi stessi,
    per noi per sempre e basta.