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Autore

Daniela Iodice

in archivio dal 19 gen 2012

04 maggio 1991, Napoli - Italia

mi descrivo così:
​Siamo attori di noi stessi e ci perdiamo tra i riflessi di una falsa ambizione costruita sulla notte.

[​Arthur Rimbaud]

06 maggio 2015 alle ore 12:56

Caso Clinico I Paziente X

Il racconto

L’uomo non può vivere senza amore.

Tutto ruota intorno a questo.

Nel suo egoismo vive un incessante e costante bisogno d’amore perché più che ogni altra cosa, sa che non può amare se stesso. Sarebbe un processo innaturale e, a causa di quest’atto mancato, esige dall’altro quella percentuale d’amore di cui l’anima ha un bisogno disperato.

E’ da questo che nasce l’egoismo, il male, vuole e deve sentirsi amato perché sa che l’amore che porta dentro non può completarlo e dargli la pace. Non possiamo innamorarci di noi stessi, nel suo tumultuoso processo di crescita (che può avvenire in anni se posizioniamo il fattore tempo in un punto generico come ad esempio la crescita fisica e quindi l’invecchiamento ma, nel particolare, essa avviene in secondi se paragonato in processi organici e molecolari).
Il corpo si muove 24 ore su 24 per tutta la vita fino a che non subentra la morte, e con lui anche le percezioni, le sensazioni, i pensieri, le parole. Come se il movimento quotidiano del corpo muovesse anche la parte immateriale, quale che sia il nome che vogliamo darle; anima, pensiero, emozione.

Detto ciò la domanda potrebbe essere “L’incessante ricerca d’amore da cosa nasce? Cos’è che spinge un muscolo come il cuore fisico e reale a rendere l’uomo così cieco, che sia un semplice amore corporeo verso una donna o un uomo o, in casi molto più rari ma realmente esistenti, verso oggetti o animali.
La parte più scettica suggerisce senz’altro una risposta del tipo “Non lo potremo mai sapere” ma, dall’altro lato, potremmo pensare “forse possiamo creare un processo di ricerca che possa spiegare al 30, 40% le possibilità esistenti che possono dare ipotetiche risposte e dati più o meno certi sul punto in questione. Sarebbe comunque un 60% di incertezza ed erronea visione psicoanalitica che potrà anche non essere ritenuta scientificamente o dal punto di vista medico esistente ma pur sempre possibile.
 
Firenze, gennaio 2015.

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